Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Francia, il militante di destra assassinato dai pro-Pal Cronaca di Mauro Zanon
Testata: Libero Data: 17 febbraio 2026 Pagina: 4 Autore: Mauro Zanon Titolo: «Gli assassini di Quentin erano almeno sei. E i loro complici lavorano nel Parlamento francese»
Riprendiamo LIBERO di oggi, 17/02/2026, a pagina 4, con il titolo "Gli assassini di Quentin erano almeno sei. E i loro complici lavorano nel Parlamento francese", la cronaca di Mauro Zanon.
Mauro Zanon
Quentin Deranque, lo studente di matematica di 23 anni, cattolico e militante della destra identitaria, stava protestando contro la conferenza di Rima Hassan, eurodeputata palestinese, quando è stato assassinato da militanti di estrema sinistra, legati al partito La France Insoumise (uno di loro è anche assistente parlamentare). I pro-Pal uccidono, teniamolo a mente.
La France insoumise, il partito della sinistra radicale francese di Jean-Luc Mélenchon, è sotto processo per la morte di Quentin Deranque, lo studente di matematica di 23 anni, cattolico e militante della destra identitaria massacrato giovedì scorso a Lione dagli antifa a margine di una manifestazione.
Jacques-Elie Favrot, uno dei protagonisti dell’agguato, è infatti l’assistente del deputato mélenchonista Raphaël Arnault, noto picchiatore prima di sedere sui bianchi dell’Assemblea nazionale e soprattutto fondatore del gruppuscolo di estrema sinistra Jeune Garde, dissolto lo scorso anno dal ministero dell’Interno per le sue azioni violente, ma i cui membri sono ancora attivi. Ieri la presidente dell’Assemblea nazionale, Yaël Braun-Pivet, ha deciso di sospendere a titolo precauzionale il diritto di accesso in aula a Favrot perché «la sua presenza all’interno dell’Assemblea nazionale potrebbe causare problemi di ordine pubblico».
Domenica Favrot ha “formalmente” negato di essere il responsabile della morte di Quentin Deranque, senza però negare di essere stato presente al momento del pestaggio. Attraverso un comunicato, il suo avvocato, Bertrand Sayn, ha annunciato che Favrot «si dimette dalla carica di assistente parlamentare per tutta la durata delle indagini», con un’aggiunta vittimistica: «Minacciato di morte dall’estrema destra in tutto il Paese e in Europa, non può svolgere correttamente le sue funzioni». La partecipazione di Favrot all’aggressione è confermata da diversi testimoni, anche nel campo antifà da dove proviene. Ma è evocata soprattutto da chi giovedì scorso, mentre protestava contro una conferenza a Sciences Po Lyon di Rima Hassan, eurodeputata franco-palestinese in quota Lfi e pasionaria di Hamas, è stato assalito. «Le nostre attiviste sono state aggredite da studenti di Sciences Po e da ragazze della Jeune Garde», ha detto al Figaro Alice Cordier, presidente del collettivo femminista di destra Némésis, all’origine della manifestazione contro Hassan. I ragazzi del servizio d’ordine, tra cui Quentin, hanno cercato di proteggerle dalla violenza dell’estrema sinistra locale.
«La nostra sicurezza è stata aggredita dai membri della Jeune Garde, tra cui Jacques-Elie Favrot in prima linea a volto scoperto», ha sottolineato Cordier. Questa seconda aggressione, sfociata in tragedia, è avvenuta intorno alle 18.00. «I ragazzi hanno cercato di respingere i militanti. Ma gli aggressori erano molto numerosi, più del doppio. Ci siamo dispersi correndo. I ragazzi si sono resi conto che mancava Quentin», ha precisato la presidente di Némésis.
Domenica, su France 2, il ministro dell’Interno francese, Laurent Nuñez, ha dichiarato che «l’indagine consentirà di confermare o meno se si è trattato di militanti della Jeune Garde, ma le testimonianze vanno chiaramente in questa direzione». Per il suo collega alla Giustizia, Gérald Darmanin, è «chiaramente l’estrema sinistra che ha ucciso». Maud Bregeon, portavoce del governo, si è spinta ancora più lontano, denunciando la «responsabilità morale» della France insoumise nel «clima di violenza» che la scorsa settimana ha strappato la vita a un ragazzo di 23 anni. Anche Raphaël Glucksmann, leader della sinistra socialista, ha invitato a «porre fine alla brutalizzazione del dibattito pubblico», denunciando «la responsabilità di tutti i leader politici che alimentano l’odio, compresi quelli della France insoumise».
Ieri, il procuratore di Lione, Thierry Dran, ha tenuto una conferenza sulla tragedia di giovedì scorso, annunciando l’ampliamento dell’indagine sulla morte di Quentin al reato di omicidio volontario e affermando che il militante della destra identitaria lionese è stato picchiato violentemente da almeno sei individui e a più riprese, dopo essere stato gettato a terra assieme ad altri due ragazzi. La polizia ha già sentito più di una quindicina di testimoni e sta esaminando i filmati dell’aggressione, ma «al momento non ci sono stati interrogatori», ha aggiunto Thierry Dran, anche se è fuori discussione che gli aggressori provengano tutti dalla sinistra antagonista.
«L’autopsia eseguita questa mattina – ha proseguito il procuratore di Lione – ha permesso di stabilire che presentava principalmente lesioni alla testa, un grave trauma cranico-encefalico (...) associato inoltre a una frattura dell’osso temporale». Uno degli amici di Quentin è arrivato sul posto subito dopo l’aggressione. «Era ancora cosciente, riusciva a parlare, ma aveva dimenticato lo svolgimento dei fatti», ha dettagliato Thierry Dran, prima di aggiungere: «Ha cercato di riportare Quentin Deranque a casa, ma lungo la strada si è reso conto che le condizioni del suo amico stavano peggiorando». Trasportato in ospedale, il giovane era già in condizioni disperate giovedì: il decesso è stato ufficializzato sabato, poco dopo le 19, dalla procura di Lione.
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