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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
16.02.2026 Hamas ha potuto commettere quegli orrori grazie alla benevolenza occidentale
Commento di Gary Saul Morson (tradotto da Giulio Meotti)

Testata: Il Foglio
Data: 16 febbraio 2026
Pagina: 1
Autore: Gary Saul Morson
Titolo: «Hamas ha potuto commettere quegli orrori grazie alla benevolenza occidentale»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 16/02/2026, a pagina I dell'inserto internazionale, l'articolo di Gary Saul Morson, tradotto da Giulio Meotti e originariamente pubblicato su Wall Street Journal, dal titolo: "Hamas ha potuto commettere quegli orrori grazie alla benevolenza occidentale".

Gary Saul Morson: Department of Slavic Languages and Literatures -  Northwestern University
Gary Saul Morson
La Storia di Hamas. Dalle origini negli anni '80 alla leadership a Gaza:  evoluzione politica e militare del movimento islamista. – GIANO PUBLIC  HISTORY APS
Mentre i totalitarismi del Novecento nascondevano i propri crimini, oggi Hamas li rivendica apertamente contando sull’approvazione o la giustificazione di parte degli intelletuali occidentali

Come è diventata Rosalia Shikhberg Karen Jones?”, si chiede Gary Saul Morson, professore di Letteratura slava alla Northwestern University, sul Wall Street Journal. “Dopo che la signora Shikhberg fu colpita durante il massacro di Bondi Beach, l’ospedale di Sydney che la ricoverò cancellò la sua religione dal fascicolo di ammissione e le diede uno pseudonimo. Le fu detto che questo serviva a proteggerla dai media, ma lei crede che ‘avessero paura del personale, non dei medi’. Ha ricordato che due infermiere australiane hanno dichiarato pubblicamente l’anno scorso che, invece di curare i pazienti israeliani che si fossero rivolti al loro ospedale, li avrebbero uccisi. Ciò che quelle infermiere hanno detto è stato terrificante; il fatto che si sentissero autorizzate a dirlo pubblicamente lo è ancora di più. Cos’è successo alla civiltà occidentale? I nazisti hanno nascosto i loro crimini. Hanno provocato le loro vittime con la minaccia che nessuno avrebbe mai scoperto cosa fosse successo loro. L’URSS ha finto che non esistessero i Gulag e ha negato con veemenza la carestia terroristica, in cui diversi milioni di contadini furono deliberatamente lasciati morire di fame durante la collettivizzazione dell’agricoltura. O questi dittatori sapevano che quello che stavano facendo era sbagliato o, più probabilmente, erano sicuri che altri l’avrebbero pensato. In entrambi i casi, il mondo esterno è stato attento a non indagare su ciò che stava accadendo, per paura di essere costretto ad agire. Lenin si riferiva (e chiaramente considerava) coloro che ingenuamente credevano alla sua propaganda come ‘utili idioti’. Alcuni di loro non erano affatto idioti, ma sapevano di nascondere crimini che non volevano pubblicizzare. La stampa americana stava al gioco. Seguendo i desideri di alcuni alti funzionari governativi e assecondando l’antisemitismo di alcuni lettori, i giornali minimizzarono le notizie sull’Olocausto fino a quando la carneficina divenne impossibile da ignorare. Anche i politici fecero lo stesso. Il giornalista del New York Times, vincitore del Premio Pulitzer, Walter Duranty, a cui Stalin aveva concesso un accesso diretto, insisteva sul fatto che non c’era alcuna carestia in URSS. Gli intellettuali seguirono l’esempio. Inuna lettera del 1933 al Manchester Guardian, GeorgeBernard Shaw e altri venti visitatori in Unione Sovietica definirono i resoconti sulla carestia come assurda propaganda controrivoluzionaria. ‘Particolarmente offensivo e ridicolo’, affermarono, ‘è il ritorno dei vecchitentativi di rappresentare la condizione dei lavoratori russi come schiavitù e fame’. Vedevano invece una ‘classe operaia fiduciosa ed entusiasta’, che si 

godeva la libertà dalla ‘tirannia e dall’incompetenza dei suoi ex governanti’ e ‘dava un esempio di laboriosità e condotta’ da imitare per tutti. Questi difensori sovietici si stavano forse ingannando di proposito? L’aforista francese François de La Rochefoucauld osservò che ‘l’ipocrisia è il tributo che il vizio rende alla virtù’. Chi finge di essere innocente di un crimine afferma tacitamente che lo è. Nascondendo l’omicidio di milioni di persone, Hitler e Stalin, insieme a Pol Pot, Mao e altri che commisero atrocità, resero questo tributo. Quando gli utili idioti giocano, l’ipocrisia è doppia: i colpevoli fingono di essere umani e gli apologeti fingono di crederci. Il 7 ottobre 2023 ha mostrato qualcosa di diverso. Lungi dal nasconderne la brutalità, Hamas l’ha pubblicizzata, filmando e trasmettendo crudeltà sadica. Ha decantato la tortura e l’esecuzione di donne e bambini israeliani come un grande risultato morale, usando l’uccisione come strumento di reclutamento. Cosa spiega la differenza tra Hitler e Stalin, che negarono le loro atrocità, e Hamas? E’ possibile che Hamas sapesse che molti tra i suoi lettori occidentali, a differenza di Hitler e Stalin, avrebbero celebrato i suoi crimini come nobile resistenza? Se così fosse, l’apertura di Hamas mette sotto accusa la nostra cultura o, almeno, i suoi intellettuali. Pochi giorni dopo il 7 ottobre, i campus americani sono esplosi con una retorica antisionista e antisemita. Quasi immediatamente, più di trenta gruppi studenteschi di Harvard hanno approvato le azioni di Hamas come giustificate. I rettori delle università hanno testimoniato che l’accettabilità di invocare l’annientamento del popolo ebraico ‘dipende dal contesto’. Quando il sindaco di New York Zohran Mamdani sostiene, per quanto inverosimile, che l’appello a ‘globalizzare l’Intifada’ sia in qualche modo ambiguo, sta almeno rendendo omaggio alla decenza di La Rochefoucauld. Gli odierni assassini di massa non hanno più bisogno di nascondere i loro crimini alle élite istruite occidentali, che li applaudono. Le vanterie terroristiche testimoniano il nostro declino morale”.

(Traduzione di Giulio Meotti)

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