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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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israele.net Rassegna Stampa
16.02.2026 Medici Senza Frontiere ammette che gli ospedali sono usati come basi di Hamas
Editoriale del Jerusalem Post e video di Ciro Principe

Testata: israele.net
Data: 16 febbraio 2026
Pagina: 1
Autore: Redazione del Jerusalem Post, Ciro Principe
Titolo: «Per la prima volta dall’inizio della guerra, Medici Senza Frontiere ammette ciò che da anni denunciano le Forze di Difesa israeliane: l’abuso delle strutture mediche di Gaza da parte di gruppi armati. E finalmente il dibattito sulle operazioni anti-terror»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione dell'editoriale del Jerusalem Post, dal titolo "Per la prima volta dall’inizio della guerra, Medici Senza Frontiere ammette ciò che da anni denunciano le Forze di Difesa israeliane: l’abuso delle strutture mediche di Gaza da parte di gruppi armati. E finalmente il dibattito sulle operazioni anti-terrorismo israeliane potrebbe iniziare a fare i conti con questa realtà".

Armi trovate dalle Forze di Difesa israeliane all’interno dell’ospedale Nasser a Khan Younis il 16 febbraio 2024

Quando questo fine settimana Medici Senza Frontiere (Médecins Sans Frontières) ha rivelato d’aver sospeso a gennaio tutte le operazioni non vitali nell’ospedale Nasser dopo che il personale aveva segnalato la presenza di uomini armati che spostavano armi e interrogavano i pazienti, la famosa ONG ha fatto qualcosa che nessun’altra grande organizzazione medica o umanitaria aveva fatto dal 7 ottobre.

Ha inavvertitamente confermato ciò che Israele afferma da anni.

Secondo la dichiarazione di Medici Senza Frontiere, negli ultimi mesi sono stati visti individui armati che utilizzavano il complesso ospedaliero per attività militari. Più specificamente, Medici Senza Frontiere ha affermato che le sue équipe mediche hanno assistito a movimenti sospetti di armi, nonché a episodi di intimidazione e arresti arbitrari di pazienti da parte di terroristi armati, rilevando un aumento di tali attività dall’inizio del cessate il fuoco.

L’ammissione di Medici Senza Frontiere è limitata e cauta. Non menziona alcuna organizzazione terroristica per nome e include un appello a “tutti i gruppi armati, così come alle forze israeliane, a rispettare le strutture mediche”.

Tuttavia, è impossibile sottovalutare l’importanza di tale ammissione.

Per la prima volta dall’inizio della guerra, una grande organizzazione internazionale ha pubblicamente riconosciuto la presenza di gruppi armati che operano all’interno di un ospedale di Gaza.

Per anni, le Forze di Difesa israeliane hanno sostenuto che Hamas si era sistematicamente insediata all’interno e al di sotto delle infrastrutture civili, comprese le strutture mediche.

Per anni l’esercito ha affermato che gli ospedali di Gaza, incluso l’ospedale Nasser, venivano sfruttati dai terroristi di Hamas che li utilizzavano come centri di comando, depositi di armi e come scudi umani a fronte degli attacchi israeliani.

Alcuni ospedali venivano persino utilizzati come snodi di collegamento della vasta rete di tunnel per la cui costruzione Hamas ha investito milioni di dollari, mentre i civili di Gaza venivano abbandonati a se stessi in superficie.

Alcuni ostaggi hanno dichiarato di essere stati trattenuti presso strutture mediche, tra cui l’ospedale Nasser.

L’anno scorso un medico, che era anche portavoce dell’ospedale Nasser, faceva capire d’essere stato minacciato dalla Jihad Islamica Palestinese a causa del suo rifiuto di consentire agli agenti del gruppo terroristico di entrare e utilizzare l’ospedale.

Tutte queste affermazioni sono state continuamente respinte o minimizzate dalle ONG internazionali e dalle agenzie delle Nazioni Unite, molte delle quali accusavano Israele di esagerarle o addirittura inventarle per giustificare le proprie azioni militari.

Ora, le parole di Medici Senza Frontiere riecheggiano esattamente il continuo allarme che lanciavano le Forze di Difesa israeliane sulla militarizzazione e sull’abuso degli ospedali di Gaza da parte di Hamas.

Il tema delle istituzioni mediche di Gaza ha alimentato veementi polemiche nel corso della guerra, a causa dell’uso che ne fa Hamas e della questione se Israele potesse colpire obiettivi militari all’interno o nelle vicinanze di tali strutture.

Questo dibattito ha prodotto alcune delle critiche più feroci contro Israele nel corso della guerra

Vi sono casi in cui Israele ha ammesso errori, aperto indagini ed espresso “profondo rammarico”, come nel caso di un attacco nell’agosto scorso proprio verso l’ospedale Nasser, in cui persero la vita diversi giornalisti (o presunti tali). In quel caso, le Forze di Difesa israeliane dichiararono che l’attacco era stato approvato, giacché c’era un obiettivo di Hamas, ma affermarono anche d’aver avviato indagini, giacché aspetti significativi dell’attacco e dei suoi effetti potevano costituire un serio errore.

Ciò nonostante, Israele ha sempre costantemente sostenuto che la strategia di Hamas si basa proprio sulla reazione che prevede di suscitare: i terroristi si insediano intenzionalmente in siti civili sensibili, sapendo che in questo modo Israele verrà dissuaso dal colpire o verrà condannato per averlo fatto.

Oggi Medici Senza Frontiere ammette pubblicamente che tattiche criminali di questo tipo sono avvenute di recente davanti agli occhi del suo personale. (…)

Ciò che ora Medici Senza Frontiere riconosce potrebbe indurre a un riesame della questione. E dovrebbe anche servire da monito per altri gruppi e funzionari internazionali che hanno sempre sistematicamente sminuito o respinto le denunce di Israele sull’abuso delle strutture mediche da parte di Hamas.

Se terroristi armati sfruttano gli ospedali per i loro scopi, il primo dovere delle organizzazioni umanitarie dovrebbe essere quello di riconoscere pubblicamente questa realtà. Farlo non significa avallare acriticamente tutte le azioni militari israeliane a Gaza, né indebolisce la preoccupazione per i civili, che deve rimanere il focus principale delle ONG che operano a Gaza.

Al contrario, coincide con quanto dice Medici Senza Frontiere: l’uso (da parte dei terroristi) degli ospedali per scopi militari mette in grave pericolo tutti coloro che vi si trovano all’interno e nei paraggi: i pazienti di Gaza e i loro famigliari, il personale medico, gli operatori umanitari e, non ultimi, i soldati israeliani.

Se altre organizzazioni internazionali saranno disposte a riconoscere ciò che Israele denuncia da tempo, il dibattito pubblico sugli ospedali di Gaza potrebbe finalmente iniziare a fare i conti con la realtà.

Quello che viene fatto nel chiuso dei sotterranei o dei reparti può non essere visibile dalle telecamere all’esterno, ma la verità prima o poi viene a galla.

(Da: Jerusalem Post, israele.net, 15.2.26)

Segue video di Ciro Principe di commento sulle tardive ammissioni di Medici Senza Frontiere (clicca sulla foto):

L'ammissione scritta di MSF (clicca sulla foto per vedere il video commento di Ciro Principe)

 


http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm

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