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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
15.02.2026 Epstein, il mecenate oscuro
Commento di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 15 febbraio 2026
Pagina: IV
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Mecenate oscuro»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 15/02/2026, a pagina IV, il commento di Giulio Meotti dal titolo: "Mecenate oscuro".

Informazione Corretta
Giulio Meotti

The Estate Aftermath of Jeffrey Epstein: Legal Lessons for All - Sandoval  Legacy Group
Epstein costruì una fitta rete di relazioni con l’élite scientifica mondiale, finanziando università e ricercatori anche dopo la sua prima condanna per reati sessuali, provocando oggi gravi ripercussioni reputazionali per molte istituzioni

All’inizio de “La vita oggi”, la satira di Anthony Trollope sull’alta società londinese alla fine dell’Ottocento, Madame Melmotte, moglie di Augustus Melmotte, il finanziere parvenu e disonesto, organizza un ballo nella villa della coppia a Mayfair. Nonostante conoscessero il passato di Melmotte, i membri dell’élite londinese accettano l’invito alla festa, tra cui numerosi aristocratici, direttori di giornale e un principe membro della famiglia reale britannica. Qualsiasi riserva potessero avere sul Melmotte, svanisce di fronte alle sue ostentazioni di conoscenze e ricchezza.

Jeffrey Epstein sarebbe potuto finire nel romanzo di Trollope. “I file Epstein rivelano i suoi legami con la scienza”, titola Nature questa settimana. Il finanziere predatore sessuale era una specie di “Who’s who” della scienza ed era coinvolto con l’Institute for Advanced Study, il Quantum Gravity Program e l’Università della Pennsylvania, tre dei maggiori centri di ricerca negli Stati Uniti. Il denaro è una delle ragioni più semplici per cui gli scienziati erano interessati a Epstein. “Gli scienziati hanno bisogno di mecenatismo e di supporto”, dice Bruce Lewenstein, esperto di comunicazione scientifica alla Cornell University. “I ricchi mecenati hanno finanziato gli scienziati per secoli; hanno pagato telescopi per studiare le atmosfere, istituti di mappatura cerebrale, esperimenti di prevenzione della malaria e molto altro. Non è né un bene né un male; è così che stanno le cose. Ed è così da quattrocento anni”. Il Times rivela che persino un autore di bestseller esperto di funghi è stato corteggiato da Epstein, che gli ha offerto un investimento di centomila dollari nella sua ricerca. Gli scambi di email tra l’inglese Merlin Sheldrake ed Epstein, un decennio dopo la condanna di Epstein per reati sessuali, dimostrano la portata di conoscenze del finanziere e la varietà delle opportunità di investimento che cercava (Sheldrake ha tagliato i rapporti non appena ha saputo delle accuse).

Epstein praticamente dava soldi a chiunque facesse ricerca. Anche dopo la condanna iniziale per reati sessuali, molti scienziati continuarono a frequentarlo e a ricevere denaro, provocando ora ricadute nei principali istituti di ricerca. Genio dei computer che ha inventato il “cloud”, il professore di Yale David Gelernter non insegnerà più il suo storico corso di informatica, poco più di una settimana dopo la pubblicazione delle sue email con Epstein. Gelernter ed Epstein hanno intrattenuto una fitta corrispondenza tra il 2009 e il 2015. A cadere il giorno dopo è un famoso fisico canadese, Lee Smolin. L’Università dell’Arizona ha appena annullato la sua storica conferenza “The Science of Consciousness” dopo che i nomi di diversi scienziati relatori e organizzatori sono emersi nei file Epstein. La Duke University ha annunciato la scorsa settimana di aver chiuso tre centri di ricerca, tra cui il Center for Advanced Hindsight.

A parte la monarchia e il governo britannici, non c’è mondo più colpito della scienza dalle rivelazioni su Epstein. Il finanziere donò ottocentomila dollari al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, portando due scienziati alle dimissioni e l’università a sospenderne un altro.

I documenti contengono la corrispondenza del fisico teorico Lawrence Krauss, la cui organizzazione di divulgazione scientifica ha ricevuto 250 mila dollari da Epstein. Krauss ha detto che non era a conoscenza dei “crimini orrendi” di cui Epstein è stato poi accusato. I file hanno mostrato che Epstein teneva una lista di quasi trenta scienziati di spicco. Una di queste era Lisa Randall, fisica teorica di Harvard, che visitò anche la sua isola privata nel 2014. “Sono sconvolta dalla portata delle accuse contro di lui e mi rammarico profondamente di aver mantenuto i contatti” ha detto la Randall. Epstein era anche iscritto all’Harvard Personal Genome Project, un enorme database pubblico globale di informazioni genetiche provenienti da volontari, a disposizione di scienziati e ricercatori per approfondire la conoscenza di tratti e geni. Un progetto prevedeva l’editing delle cellule staminali di Epstein “per introdurre in coltura mutazioni che si ritiene aumentino la longevità”, utilizzando l’allora innovativa tecnologia di editing genetico Crispr, che avrebbe poi vinto il premio Nobel per la chimica del 2020 con Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier.

Nel 2013, Nathan Wolfe, virologo presso Stanford in California, propose a Epstein di finanziare uno studio sul comportamento sessuale di studenti universitari per testare “la nostra ipotesi del virus della eccitazione”, ovvero che alcuni microrganismi vaginali e penieni potessero indurre un aumento dell’attività sessuale. Anche Wolfe si rammarica di “non aver riconosciuto all’epoca quanto fosse inappropriata la posizione di Epstein”. Molti dei suoi legami avvenivano tramite l’amico John Brockman, il superagente letterario degli scienziati autori di bestseller (Daniel Dennett, Richard Dawkins, Jared Diamond, Daniel Kahneman e così via). Brockman non è un semplice agente letterario; è un vero e proprio intellettuale organico della rivoluzione scientifica. Secondo quanto appreso dal Times, lo scienziato britannico Richard Dawkins incontrò Epstein e fu fotografato con lui dopo la condanna. Dawkins, ex professore di Oxford noto per le sue idee atee, ci ha cenatonell’aprile 2014. Un’altra email scritta da Epsteinsuggerisce che fosse in contatto con Dawkins anche nel maggio 2015, quando Virginia Giuffre aveva già reso pubblica la sua testimonianza. Epstein scrisse di “discuteredi religione con Dawkins”, il quale ha risposto di non ricordare la cena e di non sapere che l’evento fosse sponsorizzato da Epstein. Non vi è alcun indizio che Dawkins fosse a conoscenza della portata dei reati di Epstein. Uno dei più stretti contatti accademici di Epsteinera il biologo matematico Martin Nowak. Nel suo libro del 2011 “SuperCooperators”, Nowak spiega come Epstein lo abbia contattato mentre era ricercatore presso l’Institute for Advanced Study di Princeton, nel New Jersey, e invitatosull’isola. “L’ultimo giorno della mia visita, Jeffrey disse che avrebbe costruito un istituto per me”, scrisse Nowak,che si trasferì ad Harvard nel 2003 e, con un assegno di 6,5 milioni di dollari di Epstein, fondò il Program for Evolutionary Dynamics, un centro che studiaval’evoluzione utilizzando la matematica. Epstein continuò a frequentare quel programma anche dopo la sua condanna e lo fece più di quaranta volte solo nel 2018. Fu anche 

visiting fellow presso l’università, dopo aver fatto una donazione di 200 mila dollari al dipartimento di psicologia. Dopo la sua condanna, i donatori da lui presentati agli scienziati di Harvard investirono 9,5 milioni di nell’università. Nel 2021, Harvard chiuse il centro. L’interesse di Epstein per la scienza aveva anche un taglio ideologico: transumanismo, eugenetica, criogenia, miglioramento della specie umana, una “Gattaca” o versione high- tech dell’antica divisione tra liberi e schiavi, nobili e plebei, ma spacciata per progresso morale.

Epstein donò anche al Santa Fe Institute, lo stesso istituto di ricerca che ospitò il romanziere Cormac McCarthy negli ultimi anni della sua vita. Epstein veniva invitato anche alle riunioni editoriali di Scientific American (non vi prese parte), la rivista che pubblicò Albert Einstein. Forse l’unica prova diretta delle ambizioni scientifiche di Epstein deriva da una proposta che fece nel 2005 per diventare visiting fellow ad Harvard. “Vorrei studiare le ragioni alla base del comportamento di gruppo, come i ‘sistemi protesici sociali’”, scrisse in una domanda che proponeva studi di risonanza magnetica su volontari umani. “Ovvero, altre persone possono agire come ‘protesi’ nella misura in cui aumentano le nostre capacità cognitive e ci aiutano a regolare le nostre emozioni, fungendo quindi essenzialmente da estensioni di noi stessi”.

Pioniere dell’intelligenza artificiale, Marvin Minsky, fondatore dell’Artificial Intelligence Laboratory al Mit, ottenne da Epstein un grant di centomila dollari (il primo che Epstein diede al Mit). Organizzò due simposi accademici sull’isola di Epstein: uno nel 2022 (su intelligenza artificiale) e un altro nel 2011 (dopo la condanna di Epstein). La vedova di Minsky, Gloria Rudisch, ha sempre negato ogni accusa e Minsky non può più parlarne (è morto nel 2016). Anche il grande fisico Stephen Hawking partecipò a una conferenza sulla gravità organizzata sull’isola di Epstein. Fotografie lo mostrano con Epstein, in gita in sottomarino e a cena con altri scienziati. E poi lo psicologo cognitivo e linguistico Steven Pinker, il teorico dell’ottimismo, che volò sul jet di Epstein e fornì un parere linguistico (gratuito) ad Alan Dershowitz, avvocato di Epstein.

Pinker ha sempre ripetuto di aver “detestato” Epstein, di non aver mai accettato soldi da lui e di aver cercato di mantenere le distanze. Seth Lloyd, docente di Meccanica quantistica e computazione al Mit, ottenne sessantamila dollari e due donazioni per la ricerca (nel 2012 e nel 2017, complessivamente 225 mila dollari). Visitò l’isola di Epstein e si è scusato con le vittime e ha definito le sue scelte “fallimenti professionali e morali”. Del famoso linguista Noam Chomsky sono uscite numerose foto e frequentazioni con Epstein. A detta dello stesso Chomsky, Epstein era interessato a parlare con il linguista a cui si deve una delle teorie scientifiche più rivoluzionarie del Novecento. Secondo questa scuola, che si oppone alla linguistica strutturalista e funzionalista, il linguaggio è il risultato di una facoltà umana innata basata su una “struttura profonda”; lo scopo della linguistica è quello di descrivere tale struttura, individuando una “grammatica universale” che possa contemplare tutta la gamma delle variazioni linguistiche umanamente possibili. Le ripercussioni della “rivoluzione chomskiana” sono state profonde e non soltanto nel campo della linguistica, ma anche nella psicologia e nella metodologia della scienza. Chomsky da un lato ha aperto nuove vie in una branca della matematica moderna (la teoria formale dei linguaggio), dall’altro ha riaffermato il carattere mentalistico e astratto (invece che comportamentistico ed empiristico) della psicologia cognitiva e della linguistica.

Il fisico vincitore del premio Nobel Murray Gell-Mann, che ha scoperto il quark, in un libro ha ringraziato Epstein per il suo sostegno finanziario (come il Nobel per la chimica Gerald Edelman e lo scopritore dell’elica del Dna, James Watson, caduto in disgrazia prima di morire per le sue idee poco progressiste sul razzismo). Nel 2002, Stephen Kosslyn, psicologo di Harvard, dichiarò al New York Magazine, parlando di Epstein: “E’ incredibile, è come un’ape. Parla con persone diverse e si impollina a vicenda. Due mesi fa, gli ho parlato di una nuova alternativa alla psicologia evoluzionistica. Ne è rimasto affascinato e mi ha mandato un assegno”. Letto oggi, il paragone con un impollinatore non era esattamente azzeccata.

Un elenco dei più grandi nomi scientifici finiti nell’orbita di Epstein comprende anche il paleontologo evoluzionista Stephen Jay Gould, il neurologo Oliver Sacks e altri premi Nobel come Frank Wilczek, Gerard Hooft e David Gross. Wilczek, uno dei fisici attivi più influenti del mondo, accettò di volare nell’isola caraibica di Epstein per tenere una conferenza sulla gravità.

Parlando con la principessa di Norvegia Mette-Marit, Epstein aveva detto di essere un fan del romanzo “La possibilità di un’isola” di Michel Houellebecq. Racconta di un occidente esausto e di una setta che costruisce una società attorno all’edonismo sessuale, alla clonazione e alla ricerca dell’immortalità. Epstein non era solo un lettore del libro: ne era il protagonista mancato. La scienza non ci salverà dalla decadenza; la useremo soltanto per prolungarla.

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