Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
In Francia, tributo a Ilan Halimi, per il 20mo anniversario della sua barbara uccisione. E' stata l'occasione per sentire, anche dallo stesso presidente Macron, ottimi discorsi in difesa degli ebrei e contro il nuovo antisemitismo. Forse il vento sta cambiando in Francia. Forse.
“Durante la cerimonia in onore del giovane ebreo morto il 13 febbraio 2006,” riporta Le Figaro, “ il Presidente della Repubblica e la sorella di Ilan Halimi, Anne-Laure Abitbol, hanno piantato una quercia nei giardini dell'Eliseo.” Morto? Ilan Halimi, questo giovane tranquillo, senza pretese, fu rapito, torturato per giorni e giorni, ed infine assassinato. Era ebreo, capisci? L'odio lo ha perseguitato anche oltre la tomba. Gli alberi piantati in sua memoria sono stati sradicati o abbattuti con l’ascia, i modesti monumenti che portavano il suo nome vandalizzati. Non resta che sperare che la quercia piantata per questa triste celebrazione sia al sicuro nei giardini dell'Eliseo. Quello che conta è che Emmanuel Macron abbia colto l'occasione per condannare, con fermezza e veemenza davvero insolite, un antisemitismo “che ha continuato ad avanzare”, riferendosi all'antisemitismo islamista, quello che è all’origine del pogrom del 7 ottobre, e “all'antisemitismo di estrema sinistra [...] che rivaleggia con quello di estrema destra con i suoi cliché su potere e ricchezza.” Ha anche condannato “ l'antisemitismo che usa la maschera dell'antisionismo per avanzare silenziosamente”, “lo stesso antisemitismo che, in un vertiginoso capovolgimento storico, cerca di dipingere gli ebrei come autori di genocidio.” Incredibile!
Ma non è tutto. Subito dopo, il Capo di Stato ha annunciato la sua volontà di introdurre una “pena di ineleggibilità obbligatoria” per i funzionari eletti “in caso di atti e dichiarazioni antisemite, razziste e discriminatorie”, affermando che i politici devono essere “delle sentinelle della Repubblica”.
Anche Marine Le Pen, figura di spicco del partito Rinascita Nazionale, che ha voluto prendere le distanze dalle posizioni del padre, fondatore del Front National e condannato più volte per dichiarazioni antisemite, ha voluto onorare l'evento, affermando che ciò che ha subito Ilan Halimi deve essere chiamato con il suo vero nome, senza ambiguità: “ la barbarie antisemita.”
Ha sottolineato la dimensione antisemita del crimine e la necessità, a suo avviso, di non minimizzare la realtà delle motivazioni che hanno portato al rapimento, alla tortura e alla morte del giovane nel 2006.
Infine, va notato che l'11 febbraio, Jean-Noël Barrot, Ministro degli Esteri francese, ha chiesto le dimissioni di Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi, la cui posizione anti-israeliana è ben nota. Ha dichiarato all'Assemblea Nazionale: “La Francia condanna senza riserve le dichiarazioni oltraggiose e riprovevoli della Sig.ra Francesca Albanese, che prendono di mira (...) Israele come popolo e come nazione.” Albanese sostiene che le sue dichiarazioni siano state distorte.
Si tratta di affermazioni davvero encomiabili, che ci fanno sperare che a questa crescente consapevolezza seguano azioni e misure concrete che garantiscano pene esemplari e dissuasive. Tuttavia, non si può fare a meno di pensare che vengano pronunciate in un contesto ben preciso.
Il prossimo marzo si terranno le elezioni municipali, preludio alle presidenziali del 2027.
Ma non siamo ingrati e accogliamo con favore questo sviluppo positivo.