Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Pure Berlino contro la Albanese. Ma la sinistra grida al complotto Cronaca di Pietro Senaldi
Testata: Libero Data: 13 febbraio 2026 Pagina: 5 Autore: Pietro Senaldi Titolo: «Pure Berlino contro la Albanese. Ma la sinistra grida al complotto»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 13/02/2026, a pag. 5, con il titolo "Pure Berlino contro la Albanese. Ma la sinistra grida al complotto" il commento di Pietro Senaldi.
Pietro Senaldi
Francesca Albanese: anche la Germania chiede le sue dimissioni per le sue ultime dichiarazioni contro Israele. Lei si difende dall'accusa (non ce l'aveva con Israele, ma con "il sistema" occidentale), ma la sua giustificazione risulta addirittura peggiore dell'accusa.
Francesca Albanese continua a dire una cavolata via l’altra ma per chi ha investito politicamente su di lei, sperando magari di speculare qualche voto in più piazzandola in lista alle prossime elezioni, la signora è sempre una vittima. Partecipando a un forum della tv islamista Al Jazeera, tra l’intervento di un terrorista di Hamas e quello di un ministro dell’Iran, Stato canaglia, la relatrice speciale presso l’Onu per i Territori Palestinesi ha detto in sintesi che c’è un complotto internazionale contro Gaza: forze occulte occidentali spingono per il genocidio. «Come umanità abbiamo un nemico comune», si concludeva il fervorino, e chissà come mai tutti hanno inteso che l’avvocata alludesse a Israele. Invece no, ha specificato lei: non intendevo attaccare gli ebrei ma il sistema politico ed economico globale che ha consentito a Benjamin Netanyahu di colpire duramente la Striscia dopo la strage del 7 ottobre 2024.
La difesa ha convinto poco la Germania, che ieri si è accodata alla Francia nella richiesta di dimissioni di pro-Pal Francesca dall’incarico presso le Nazioni Unite: non è obiettiva e neutrale come il suo ruolo richiede, è la tesi; e francamente tiene sia che si creda alla prima versione girata del discorso sia che si creda alla smentita dell’interessata. Per l’Italia si è espresso il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «Le posizioni di Francesca Albanese nel suo ruolo di relatrice speciale dell’Onu non rispecchiano quelle del governo italiano». Per il vicepremier, «le sue affermazioni e iniziative non sono adeguate all’incarico che ricopre all’interno di un organismo di pace e garanzia come le Nazioni Unite». È stato però un ex parlamentare del Pd, Emanuele Fiano, figlio di un deportato di Aushwitz, uno di quelli che, come Albanese ebbe a dire riguardo a Liliana Segre, «è troppo coinvolto personalmente per essere lucido» a chiedere al nostro governo di imitare Francia e Germania, visto il «poco equilibrio» manifestato ripetutamente dalla signora.
E, in serata, anche Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, ha di fatto scaricato la relatrice delle Nazioni Unite sulla Palestina dichiarando di «non condividere gran parte di ciò che dice» la Albanese e che «non userebbe i suoi termini».
L’Iran e Hamas hanno fatto il favore alla relatrice Onu di non intervenire in sua difesa.
Ci hanno pensato però Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e gli immancabili grillini, che contendono ad Avs i voti della sinistra estrema e scalmanata, ad alzare gli scudi per proteggere la donna. Il primo ha detto che Francesca è vittima di un complotto: le avrebbero manipolato il video del discorso quelli di UN Watch, probabilmente la sola Ong del pianeta che non piace al leader verde, in quanto specializzata nel denunciare le politiche e i discorsi più scandalosamente anti-Israele dell’Onu. Il secondo non rileva tracce di antisemitesmo nei ragionamenti di Albanese, malgrado la sua posizione ufficiale sul massacro del 7 ottobre sia che è stato «una risposta alle condizioni di oppressione del popolo palestinese e non un crimine motivato dall’odio anti-ebraico». I terzi ci hanno fatto sapere che «è molto pericoloso screditare chi critica e chi attacca lei vuole mandare un messaggio a tutti», un po’ come il colpirne uno per educarne cento, concetto caro al dittatore Mao Zedong, ma sappiamo che tra i grillini e la Cina comunista c’è un feeling particolare.
Sta di fatto che neppure donna Francesca gradisce le critiche, visto che ha minacciato il Corriere della Sera di diffamazione per averla definita «militante filo Hamas», titolando un articolo che raccontava il capolavoro della relatrice Onu, capace di unire contro di sé Stati Uniti e Francia, attualmente agli antipodi nello scacchiere occidentale.
Se il buongiorno si vede dal mattino, forse Albanese andava fermata subito, non ora.
Nel 2022, quando era fresca relatrice Onu e Israele era lungi dal bombardare Gaza, l’avvocata parlò di «Stati Uniti soggiogati dalla lobby ebraica», riferendosi alla politica americana (allora di Joe Biden) nei confronti di Israele. Anche allora la signora rispose alle critiche di antisemitismo sostenendo di essere stata fraintesa e di riferirsi alla lobby filo-israeliana e non agli ebrei in quanto tali. Ma proviamo a credere ad Albanese, quando rivendica di non essere antisemita, di non aver detto che lo Stato ebraico è un nemico dell’umanità ma che lei alludeva al sistema occidentale di interessi e affari che sostiene la difesa di Israele. Nel caso, la pezza sarebbe peggio del buco. Se la relatrice sui Territori fosse una pro -Pal antisemita, certo l’Onu farebbe bene a pretenderne le dimissioni. Molto più grave come si difende dall’accusa. L’avvocata, italiana, è andata a parlare in un contesto profondamente anti-occidentale vaneggiando di forze oscure che si aggirerebbero tra America ed Europa per sostenere Israele, descritto come il male. Ha detto in un consesso di integralisti islamici, dove non mancavano i tagliagole, che i cattivi siamo noi e che, quindi, loro fanno bene a combatterci, e invitandoli ad «agire per la libertà e la giustizia».
Francamente, usare il “noi” in un forum dove partecipano Hamas e l’Iran, ed esortare a «entrare in azione nel 2026» contro le forze occidentali del male è perfino più grave che manifestare antisemitismo.
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