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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Riformista Rassegna Stampa
12.02.2026 Vive la France! Che chiede le dimissioni dell’Albanese
Editoriale di Daniele Nahum

Testata: Il Riformista
Data: 12 febbraio 2026
Pagina: 1
Autore: Daniele Nahum
Titolo: «Vive la France!»

Riprendiamo dal RIFORMISTA di oggi, 12/02/2026, a pagina 1, l'editoriale di Daniele Nahum dal titolo "Vive la France!".


Daniele Nahum

Francesca Albanese: adesso anche la Francia chiede le sue dimissioni. La sua comparsata su al Jazeera, assieme al capo terrorista Khaled Meshaal, dove ha definito Israele "nemico dell'umanità", è stato troppo anche per la Francia di Macron

Finalmente la maschera è caduta. Con una decisione che ha la forza di un terremoto diplomatico, la Francia ha chiesto ufficialmente le dimissioni di Francesca Albanese dal ruolo di relatrice speciale delle Nazioni Unite. Le motivazioni di Parigi sono lapidarie: «Dichiarazioni oltraggiose». Non si tratta più soltanto del grido d’allarme di una comunità che si sente colpita, ma della presa di posizione formale di un membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Il curriculum di Albanese, del resto, parla da sé: dalle tesi sulla «lobby ebraica» alla definizione di Israele come «nemico comune dell’umanità», fino alla partecipazione documentata, pochi giorni fa, a una conferenza insieme a Khaled Meshaal, leader di Hamas. Una deriva che ha oltrepassato ogni confine di decenza istituzionale. Il diritto di critica non può trasformarsi in copertura per la delegittimazione sistematica di una democrazia né in prossimità mediatica con chi teorizza e pratica il terrore.

Mentre parte del mondo occidentale inizia a prendere le distanze, l’Italia è stata invece teatro di un grottesco campionato di piaggeria ideologica. Diversi Comuni hanno fatto a gara per trasformare Albanese in un’icona da proteggere, conferendole cittadinanze onorarie come fosse un simbolo di pace e libertà. Uno spettacolo desolante, che finisce per svilire il senso stesso delle istituzioni locali.

Anche a Milano l’ambiguità è arrivata fino a Palazzo Marino. Tra le mozioni ancora in attesa di discussione, ne giace una che propone di conferirle la cittadinanza onoraria. Sarà mia ferma premura richiamarla in Aula al prossimo Consiglio comunale: sarà interessante verificare chi, alla luce della denuncia ufficiale della Francia e delle relazioni così controverse, avrà ancora il coraggio di votarla.

Ma non basta fermare nuove onorificenze. È giunto il momento che ogni Comune che ha già concesso la cittadinanza ad Albanese proceda alla revoca immediata. La dignità delle istituzioni non può essere sacrificata sull’altare di posizionamenti ideologici che nulla hanno a che vedere con i valori di rispetto e convivenza. Vive la France!

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redazione@ilriformista.it

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