Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Nello Stato del Queensland, in Australia, hanno vietato le manifestazioni all'insegna del motto antisemita "Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera" perché implica l'invocazione della distruzione dello Stato ebraico. La lezione, tardivamente, è stata imparata dopo il massacro della spiagga di Bondi, a Sidney.
Succede nello Stato del Queensland, il secondo dell'Australia per estensione e il terzo per popolazione, con poco più di cinque milioni di abitanti. E’ famoso soprattutto per la sua Barriera Corallina, la più grande del mondo. Ma è da Brisbane, la capitale di questo Stato senza storia, che è stata appena scagliata la prima pietra contro la narrativa ingannevole dei nemici di Israele. D’ora in poi saranno vietate le manifestazioni sotto il famoso striscione “Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera”. Il messaggio non potrebbe essere più chiaro: questo slogan, una Palestina libera dal fiume Giordano al mar Mediterraneo, invoca apertamente la scomparsa dello Stato ebraico.
E’ stato il Primo Ministro del Queensland, David Crisafulli, ad annunciare la sua intenzione di far approvare questa legge dal Parlamento, che introdurrà un nuovo reato: diffondere, pubblicare, affiggere o urlare in pubblico slogan proibiti, quando il loro scopo è quello di minacciare o aggredire. Questa legge è completata da una riforma riguardante le armi da fuoco. D'ora in poi, solo i cittadini australiani avranno il diritto di possederle. Queste due misure sono state adottate in seguito all'attacco terroristico di Bondi Beach e saranno accompagnate da una riforma della legislazione contro l'incitamento all'odio.
Senza arrivare a tanto, nel Nuovo Galles del Sud, lo Stato più popoloso dell'Australia con quasi sette milioni di abitanti, un'inchiesta parlamentare del mese scorso ha raccomandato di vietare l'espressione “globalizzare l'intifada” quando utilizzata per incitare all'odio, alle molestie, all'intimidazione o alla violenza. Bisogna dire che il massacro di Bondi Beach dello scorso 14 dicembre è stato solo il culmine dell'ondata di attacchi contro lo Stato ebraico e contro gli ebrei che ha scosso l'Australia nel corso del 2025. Da un lato, le migliaia di dimostranti che marciano in tutto il Paese, con le bandiere palestinesi in testa, incoraggiati dal fatto che il Primo Ministro Albanese sta già chiedendo il riconoscimento di uno Stato di Palestina che non ha né confini né rappresentanti. Dall’altro, si verificano attacchi senza precedenti contro la comunità ebraica. Nulla viene risparmiato. Né le sinagoghe, né le scuole, men che meno i ristoranti. Sono state vandalizzate case e auto appartenenti a ebrei. Israele è accusato di aver commesso un genocidio a Gaza, mentre le atrocità perpetrate da Hamas il 7 ottobre 2023 sono messe in dubbio. E’ stato in questo clima che terroristi pesantemente armati, appartenenti al movimento dello Stato Islamico, aprirono il fuoco su degli ebrei radunati su una spiaggia per celebrare la festività di Hanukkah. Dobbiamo concludere che l'esempio del Queensland verrà seguito e che gli ebrei australiani potranno guardare ad un futuro più sereno? E’ piuttosto improbabile. Le pene previste sono limitate a un massimo di due anni di carcere… e i movimenti filo-palestinesi si mobiliteranno per attaccare queste nuove disposizioni come una violazione della libertà di espressione.