Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Lo sfregio alle Foibe Analisi di Francesca Musacchio e Christian Campigli
Testata: Il Tempo Data: 11 febbraio 2026 Pagina: 4 Autore: Francesca Musacchio e Christian Campigli Titolo: «Lo sfregio alle foibe di anarchici e antagonisti. E celebrano pure Tito»
Riprendiamo da IL TEMPO del 11/02/2026, a pag. 4, con il titolo "Lo sfregio alle foibe di anarchici e antagonisti. E celebrano pure Tito", l'analisi di Francesca Musacchio e Christian Campigli.
Nel Giorno del Ricordo, gruppi dell’area antagonista hanno definito le foibe e l’esodo giuliano dalmata una «invenzione revisionista», parlando di falsificazione storica e negando uno sterminio anti italiano. Nel frattempo a Firenze sventola la bandiera jugoslava, uno sfregio per tutte le vittime delle foibe
Il 10 febbraio è «l'invenzione revisionista dello "sterminio anti italiano" da parte dei partigiani jugoslavi». Nel Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo istriano, fiumano, giuliano e dalmata, sulle piattaforme del mondo antagonista sono apparsi numerosi messaggi, post e testi che negano quanto accaduto. Ma non solo. Parlano di «falsificazione storica» e «menzogna storica della pulizia etnica anti italiana in Istria e in Dalmazia». Il tutto architettato dalla «borghesia imperialista italiana» con un fine politico, a loro dire, chiaro: «Creare un'egemonia nazionale funzionale allo Stato di guerra, la quale possa nascondere, dietro la riabilitazione del fascismo storico e la denigrazione del patrimonio del movimento comunista, l'implementazione delle strategie della classe dominante. Un'operazione a cui hanno concorso sia la destra che la sinistra borghese, inaugurata nel 1998 nell'infame incontro a Trieste tra coloro che, allora, erano i loro rispettivi caporioni, Fini e Violante, quando venne proclamata la cosiddetta pacificazione nazionale».
L'occasione è buona per attaccare l'attuale governo, anche se la giornata è stata istituita nel 2004, perché «oggi questa operazione prosegue e viene approfondita da un governo che è in mano agli eredi del fascismo storico, continuatori della barbarie reazionaria allora sconfitta dalla lotta dei partigiani jugoslavi e italiani, oggi riabilitata pienamente dai salotti buoni della borghesia imperialista». Alle farneticazioni apparse su un blog d'area a firma di un gruppo che si definisce Organizzazione Comunista, si uniscono quelle di Cambiare Rotta (i giovani universitari comunisti e ProPal) che sui social ha pubblicato post dello stesso tenore in cui ci spiegano la scelta della data: «Il 10 febbraio, giorno in cui nel 1947 vennero siglati i Trattati di Parigi sancendo con la fine della Seconda Guerra Mondiale anche la restituzione dei territori istriani e dalmati alla Jugoslavia dopo vent'anni di occupazione italiana e fascista. Insomma, si tratta a tutti gli effetti di un contrappeso politico di segno opposto e dal retrogusto revanscista da posizionare vicino alla "Giornata della Memoria" del 27 gennaio per depotenziarne il significato».
Poi ritornano sulle foibe che sarebbero «un disegno di pulizia etnica a danno degli italiani» che «si basa su una vera e propria invenzione storiografica, volta a screditare la Resistenza e a equiparare un piano di eliminazione scientifica come quello nazifascista e una serie di vicende figlie di un contesto di guerra di liberazione nazionale, in cui partigiani jugoslavi e italiani hanno lottato insieme contro l'occupante. Nessuno sterminio di italiani quindi». Poi il colpo finale: la manipolazione dei dati sulle vittime perché «si omette subdolamente che la maggior parte delle vittime erano aguzzini collaborazionisti del regime, criminali di guerra e gerarchi fascisti e ustascia direttamente responsabili di brutalità indicibili». Quindi, secondo la narrazione, fascisti che meritavano di morire.
Nella stessa giornata, poi, gli anarchici pubblicano la «Rivendicazione del sabotaggio incendiario della linea ferroviaria contro i Giochi olimpici». Questa volta più chiara e diretta rispetto a quella apparsa lunedì, dal titolo «rompere il ghiaccio».
Intanto, secondo il principio "città che vai, antagonisti ottusi che trovi", come ogni anno, il Cpa di Firenze, il centro sociale più grande del capoluogo toscano, ha esposto baldanzoso la bandiera a cinque punte dell'ex Jugoslavia del maresciallo Tito. Nel silenzio di Palazzo Vecchio. E sul proprio profilo social, senza vergogna, ha rivendicato la propria posizione: «La verità storica viene completamente rimossa e sovrascritta dal sentimento nazionalista, revanscista e suprematista che rappresenta proprio l'embrione di nuove guerre e barbarie. Non ci possiamo però aspettare niente di diverso specialmente da un governo come quello attuale, figlio legittimo di quelle pagine buie della storia, che non perde occasione per riscriverla e per descrivere il fascismo, oltre che il neofascismo, come vittima, tanto della lotta partigiana come degli antifascisti nella storia della Repubblica».
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