Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Follia Albanese: ‘Israele nemico dell’umanità’ Commento di Pietro Senaldi
Testata: Libero Data: 09 febbraio 2026 Pagina: 1/12 Autore: Pietro Senaldi Titolo: «Follia Albanese: ‘Israele nemico dell’umanità’»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 09/02/2026, a pag. 1/12, con il titolo "Follia Albanese: ‘Israele nemico dell’umanità’ " il commento di Pietro Senaldi.
Pietro Senaldi
Forum di Al Jazeera, fra un ministro degli esteri iraniano e un capo terrorista di Hamas, fa presenza anche Francesca Albanese che, per essere all'altezza degli altri ospiti, lancia la sua maledizione contro Israele "nemico dell'umanità". E questa donna lavora ancora come dirigente dell'ONU. Capite perché le democrazie occidentali dovrebbero uscire dalle Nazioni Unite?
Quando si scrive di Francesca Albanese, la sfida è non scendere al suo livello. La relatrice speciale delle Nazioni Unite era uno degli ospiti d’onore al forum di Al Jazeera, televisione di propaganda islamica finanziata dal Qatar, Stato accusato di dare sostegno al terrorismo jihadista nonché di offrire rifugio ai leader di Hamas. Con lei c’erano anche Abbas Araghchi, ministro degli Esteri dell’Iran, Stato terrorista che ammazza gli oppositori a decine di migliaia, e Khaled Mashaal alto dirigente dei macellai del 7 ottobre.
Sarà per non sfigurare in questo (ig)nobile consesso che l’avvocata si è lanciata in una dichiarazione che puzza di antisemitismo: «Israele è il nemico comune dell’umanità», ha sentenziato l’invasata, lanciandosi contro l’Occidente, «che ha armato e finanziato lo Stato ebraico». Poi, dopo aver ben individuato il nemico, si è rivolta alla platea di tagliagole a cui parlava invitando tutti ad alzarsi e «fare la cosa giusta».
Forse non c’è da stupirsi, dopo che abbiamo visto la giurista dare a Liliana Segre della vecchietta che capisce ormai poco e non può parlare di Israele perché è stata ad Auschwitz, averla sentita bacchettare il sindaco di Reggio Emilia che scelleratamente la premiava per aver osato dire che auspicava il ritorno a casa, dopo due anni, degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas e aver assistito alla sua fuga da uno studio televisivo, pure compiacente, perché i conduttori consentivano di esprimersi anche a chi non la pensava come lei. E però è giusto rimarcare con puntualità tutti gli orrori che escono dalla bocca di una donna che qualcuno, fortunatamente sempre meno, a lungo ha scambiato per una santona e una protettrice degli oppressi.
È difficile non rinvenire tracce di antisemitismo e odio puro verso Israele ogni volta che Albanese parla. Ha un incarico Onu che le imporrebbe di lavorare perla pace, invece lei semina tempesta illudendosi di migliorare la situazione del popolo di Gaza. Anziché difenderlo, sta dalla parte di chi lo opprime e trae profitto dal suo martirio. Pare sentirsi a casa sua quando dibatte con i tiranni iraniani o i terroristi del 7 ottobre. Dopo il suo intervento, Mashaal ha detto che Hamas non libererà mai Gaza, malgrado questo sia indispensabile alla pace. Non si capisce se Albanese si renda conto che quello che dice svela ai jihadisti un Occidente diviso, in parte imbelle e in parte addirittura complice con il terrorismo islamico e gli Stati canaglia. Viene il sospetto che si stia aprendo una strada per un’avventura politica che la veda leader dei pro Pal nostrani, anche lei pedina delle forze straniere che mirano a destabilizzare l’Italia e l’Europa e cercano imbonitori con ambizioni più grandi degli scrupoli che si prestino al loro gioco. Si spera in buona fede e per pura dabbenaggine.
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