Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Al forum di Al Jazeera intervengono Francesca Albanese e il capo terrorista Khaled Mashaal Editoriale del Jerusalem Post
Testata: israele.net Data: 09 febbraio 2026 Pagina: 1 Autore: Jerusalem Post Titolo: «Al forum di Al Jazeera intervengono Francesca Albanese (Israele è il 'nemico comune' dell’umanità) e il capo terrorista Khaled Mashaal ('Hamas non cederà le armi')»
Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione dell'editoriale del Jerusalem Post, dal titolo "Al forum di Al Jazeera intervengono Francesca Albanese (Israele è il 'nemico comune' dell’umanità) e il capo terrorista Khaled Mashaal ('Hamas non cederà le armi')".
La relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese (a sinistra) e Khaled Mashaal, uno dei massimi capi terroristi di Hamas: entrambi hanno preso parte nel fine settimana al 17esimo Forum di Al Jazeera a Doha (Qatar)
L’umanità “ora ha un nemico comune”. Lo ha dichiarato sabato in collegamento video la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, intervenendo con un discorso di condanna di Israele al 17esimo Forum di Al Jazeera a Doha, in Qatar, al quale hanno preso parte anche Khaled Mashaal, uno dei massimi capi di Hamas, e il Ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi
Parlando sabato al panel intitolato “La causa palestinese in un mondo che si muove verso la multipolarità”, Francesca Albanese ha condannato tutti i paesi che mantengono relazioni con lo Stato ebraico e ha denunciato quella che a suo dire sarebbe stata l’apatia del mondo durante i due anni di guerra tra Israele e Hamas.
“Il fatto che la maggior parte dei media occidentali abbia amplificato la narrazione genocidaria costituisce una sfida – ha affermato Albanese – Ma allo stesso tempo, in questo risiede anche un’opportunità perché, se il diritto internazionale è stato pugnalato al cuore, è anche vero che mai prima d’ora la comunità globale aveva visto le sfide che dobbiamo tutti affrontare”.
Intervenendo domenica alla stessa conferenza di Doha, l’alto dirigente di Hamas Khaled Mashaal ha ribandito che il gruppo terroristico (responsabile d’aver scatenato la guerra con la carneficina del 7 ottobre 2023 e d’aver sistematicamente usato i civili palestinesi come scudi umani) non consegnerà le sue armi né accetterà alcun intervento o “dominio” straniero a Gaza.
“Criminalizzare la resistenza [sic], le sue armi e coloro che l’hanno portata avanti è qualcosa che non possiamo accettare”, ha dichiarato Mashaal alla conferenza di Al Jazeera.
E ha aggiunto: “La questione delle armi della resistenza viene posta con forza. Alcuni vogliono contestualizzare tutto, sostenendo che chiunque abbia compiuto l’attacco del 7 ottobre debba essere messo alle strette e costretto a pagare il prezzo. Noi, in quanto partecipanti alla resistenza, non lo dobbiamo accettare”.
Mashaal ha concluso elogiando il Qatar per il suo sostegno alla “causa palestinese” e ribandendo il giuramento di “sconfiggere il nostro nemico, Israele, a Dio piacendo”.
La Fase Due del piano per Gaza approvato dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu con la risoluzione 2803 del 17 novembre 2025 prevede, fra l’altro, che Hamas rinunci alle armi e l’intervento di una Forza Internazionale di Stabilizzazione.
Mashaal ha già ripetutamente respinto il disarmo di Hamas, fra l’altro lo scorso 6 dicembre ad un summit anti-israeliano a Istanbul durante il quale ha proclamato il “diritto di proteggere i piani della resistenza e le sue armi”, aggiungendo: “La resistenza e le sue armi sono l’onore e l’orgoglio della Ummah [nazione islamica]”.
Il 28 gennaio, il terrorista di Hamas Musa Abu Marzoukdichiarava ad Al Jazeerache il gruppo terroristico non ha mai accettato di disarmarsi. “Non abbiamo parlato nemmeno per un istante di consegnare le armi” ha affermato Abu Marzouk, sostenendo che la questione non era mai stata sollevata durante i negoziati per il cessate il fuoco a Gaza.
Dal canto suo, giovedì il Ministero degli Esteri israeliano ha duramente criticato il Forum di Al Jazeera, descrivendolo come una “adunata di jihadisti e dei loro sostenitori”.
“Signor Segretario Generale delle Nazioni Unite [Antonio Guterres] – ha scritto l’ambasciatore di Israele presso l’Unione Europea, Avi Nir-Feldklein – Come giustifica la presenza della relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, a un forum gestito da Al Jazeera, braccio propagandistico dei Fratelli Musulmani, insieme al Ministro degli esteri del regime terroristico iraniano, autore dell’assassinio in massa di propri stessi cittadini, e insieme a un alto dirigente di Hamas, una delle organizzazioni terroristiche più funeste al mondo, responsabile del massacro del 7 ottobre?”
(Da: Jerusalem Post, Times of Israel, jns.org, israele.net, 7-8.2.26)
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