Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Un libro prezioso: 'Se lo vorrete non sarà un sogno' di Luciano Assin Commento di Ugo Volli
Testata: Shalom Data: 08 febbraio 2026 Pagina: 1 Autore: Ugo Volli Titolo: «Un libro prezioso: 'Se lo vorrete non sarà un sogno' di Luciano Assin»
Riprendiamo da SHALOM, il commento di Ugo Volli dal titolo "Un libro prezioso: 'Se lo vorrete non sarà un sogno' di Luciano Assin".
Ugo Volli
Il testo spiega come dopo il 7 ottobre 2023 il termine “sionismo” sia diventato in Europa un insulto usato per colpire Israele e gli ebrei aggirando l’accusa di antisemitismo
L’odio per il “sionismo”
Fino a qualche anno fa erano pochi fuori dall’ambiente ebraico e dagli esperti di politica internazionale ad aver mai incontrato la parola “sionismo”. Nei discorsi comuni comparivano gli ebrei e gli israeliani, spesso confusi fra loro e non di rado trattati con diffidenza se non con antipatia appena velata dalla necessità di non riprendere la vecchia propaganda nazista; ma non si parlava di sionisti. I nemici arabi di Israele, per non accettarne l’esistenza neppure sul piano lessicale, non lo nominavano se non come “entità sionista”, ma questa era palesemente una delle bizzarrie dei regimi mediorientali. Poi dopo il 7 ottobre 2023 in Europa molti, soprattutto fra i militanti di sinistra, hanno sentito il bisogno di insultare gli ebrei e Israele senza citarli, sempre per sottrarsi all’accusa di antisemitismo, e hanno iniziato a usare il termine “sionista” come bersaglio del loro odio, al posto di ebreo. Il sionismo è stato regolarmente accoppiato al fascismo, ci sono stati locali pubblici che hanno affisso avvisi che proibivano l’ingresso ai sionisti, comuni che hanno imposto alle loro farmacie di boicottare i medicinali “sionisti”. È di qualche giorno fa la notizia di un cartello apparso in una manifestazione dei giovani del PD di Bergamo in cui si leggeva “meglio maiali che sionisti”, con la risibile spiegazione successiva da parte loro che quello non era uno slogan antisemita, ma una “libera manifestazione di pensiero”.
Che cos’è davvero il sionismo
Ma il sionismo non è affatto un articolo di salumeria né ha relazione col fascismo, che anzi in Italia storicamente l’ha proibito e represso già ben prima delle leggi razziali. Il sionismo è il movimento di rinascita nazionale del popolo ebraico, paragonabile semmai al Risorgimento italiano: iniziato dopo la metà dell’Ottocento nell’Europa centrale e orientale in seguito ai sanguinosi pogrom nell’Impero russo e al fallimento dell’integrazione in Francia e Germania, organizzato per impulso di Theodor Herzl a partire dal congresso di Basilea del 1897, e guida infine dell’insediamento ebraico in Terra di Israele e della costituzione dello Stato ebraico. Oggi essere sionista significa sostenere il diritto del popolo ebraico ad avere il proprio Stato e difenderlo contro chi vuole distruggerlo: una posizione ovvia e doverosa, riconosciuta dal diritto internazionale e dalla grande maggioranza degli Stati. Ma oggi rifiutata dai terroristi e dai loro numerosi alleati in Occidente e non, compresa da gran parte della popolazione.
Un libro importante
Vi è dunque una dissonanza profonda fra percezione e realtà del sionismo, che in parte è dovuta a una massiccia propaganda antisraeliana e in parte a semplice ignoranza e pregiudizio. Per questo è importante sforzarsi di fornire gli strumenti di conoscenza necessari per smentirla. Anche se è difficile che gli “antisionisti” si diano la pena di leggerli, questi strumenti sono necessari a chi dalla parte di Israele e del popolo ebraico si trova a discutere con gli “antisionisti”, di persona o sui social media. Particolarmente prezioso è perciò “Se vorrete non sarà un sogno”, una “storia del sionismo” scritta da Luciano Assin, ebreo italiano ormai da cinquant’anni trasferito in Israele, dove fa la guida turistica. È un libro semplice, facile da leggere, molto concreto e pieno di fatti e personaggi. Assin racconta prima la storia delle origini del sionismo, poi segue le diverse ondate dell’immigrazione ebraica in Terra di Israele, riassume le biografie dei principali personaggi che vi hanno partecipato, segue la costruzione delle istituzioni politiche, economiche, sociali e militari che hanno preparato la costruzione dello Stato di Israele, si occupa dei rapporti con la popolazione araba e coi britannici che amministravano il mandato, parla della partecipazione ebraica alla guerra mondiale, e conclude la sua narrazione con la proclamazione dello Stato di Israele, quando finalmente si realizza il “sogno” del titolo (tratto da una celebre frase di Herzl). È un libro non polemico né apologetico, strettamente fattuale, pieno di dettagli che probabilmente neanche molti di coloro che si identificano col sionismo conoscono tutti, senza la pretesa di essere una storia accademica con note e rimandi bibliografici dettagliati. Ma proprio questo suo carattere diretto e concreto lo rende prezioso oggi.
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