Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il Pd spara a zero sui Giochi e sugli atleti israeliani Cronaca di Enrico Paoli
Testata: Libero Data: 06 febbraio 2026 Pagina: 6 Autore: Enrico Paoli Titolo: «Gufi sinistri anti-Giochi. E il Pd spara su Milano e gli atleti israeliani»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 06/02/2026, a pag. 6 con il titolo "Gufi sinistri anti-Giochi. E il Pd spara su Milano e gli atleti israeliani", la cronaca di Enrico Paoli
Enrico Paoli
Benché il sindaco Sala abbia fortemente voluto queste Olimpiadi a Milano, il Pd fa di tutto per contestarle. Ma soprattutto lascia parlare i suoi esponenti a ruota libera contro la squadra israeliana. Così, per esempio, dice un consigliere del Municipio 7: «ci auguriamo che i terroristi israeliani siano presto esclusi da ogni competizione sportiva internazionale, e la loro presenza a Milano getta fango sulla nostra comunità cittadina. I terroristi a Milano non li vogliamo»
Peccato che non esista la disciplina olimpica dei rosiconi o dei rematori contro, per non dire dei mestatori nel torbido e dei seminatori d’odio. Se ai giochi invernali di Milano Cortina, che iniziano ufficialmente oggi, il Cio avesse introdotto queste categorie il Pd, una bella fetta di stampa estera (dai tedeschi della Bild ai francesi di Le Monde), le illuminate testate italiane di sinistra, come il Fatto Quotidiano, e l’intera galassia degli ambientalisti, avrebbero vinto tutte le medaglie d’oro per manifesta superiorità. Per fortuna si tratta solo di un record virtuale del quale il Paese non ha affatto bisogno e di cui nessuno, dotato di buonsenso, potrebbe andarne fiero. Perché se quella dei giornali stranieri, in particolare quelli transalpini, è pura invidia (i francesi devono organizzare i giochi del 2030 e sono già nel marasma), la contestazione del Pd o l’odio contro la squadra israeliana sono il frutto malato di una politica sbagliata, legata a posizioni ideologiche fuori da ogni logica.
A dare il là a questa sorta di catena di Sant’Antonio del livore olimpico, essendone di fatto il padre e la madre, è il Fatto Quotidiano. Il giornale diretto da Marco Travaglio ha sfoderato l’artiglieria pesante pur di avversare i giochi, arrivando a cavalcare l’onda della storia degli agenti Ice in Italia (nessun incarico operativo per loro, ma che peccato eh). Il Pd, come un soldatino di piombo, ha abboccato all’idea e la scorsa settimana è sceso in piazza, a Milano, come se fossimo nel Minnesota, e non nel capoluogo lombardo, con le Olimpiadi in casa. A mettere altra legna sul fuoco hanno contribuito i giornali stranieri, per ragioni diverse fra loro.
I tedeschi della Bild han provato a mettere in discussione l’organizzazione dei giochi, parlando di ritardi nei cantieri e nella realizzazione delle opere. Peccato che le cose (essendo il Fatto la fonte) stiano diverse, visto che la Fondazione Milano Cortina ha dovuto sostenere una vera e propria corsa a ostacoli. Ma di questo i tedeschi non se ne sono accorti.
Quanto ai francesi di Le Monde, in difficoltà per le cose di casa loro, sono arrivati a parlare di «aberrazione ecologica», in riferimento alla scelta di costruire una pista da bob a Cortina d’Ampezzo. Una scelta che Le Monde definisce antiecologica. «Per malposto nazionalismo», scrive il giornale, «il governo di Giorgia Meloni ha rifiutato di delocalizzare la prova in un Paese vicino, obbligando a inghiottire 120 milioni di euro nella costruzione di un’infrastruttura energivora destinata a poche competizioni». In Francia, per i giochi del 2030, stanno facendo la stessa cosa e sono già messi peggio di noi.’Sti francesi.
Quanto al Pd non c’è che l’imbarazzo della scelta. «Queste Olimpiadi lasceranno infrastrutture e investimenti e sono una vetrina importante per Milano. Ma lasceranno anche una città più cara, più esclusiva e più diseguale. La sensazione prevalente che raccolgo ascoltando le persone è quella di essere spettatori passivi di un mega-evento calato dall’alto» tuona Angelo Turco, vicepresidente del Consiglio comunale di Milano, eletto nelle fila del Pd. In pratica come contestare la giunta Sala e la sua stessa maggioranza. Perché il sindaco meneghino questi giochi li ha voluti eccome, sostenendoli sin dall’inizio. Parlare oggi di rischio impoverimento della città è fuori dal mondo.
Ma il meglio del peggio lo offre un consigliere municipale, sempre del Pd, in rotta di collisione con il suo partito e il buonsenso. «Ho portato i saluti del Comune di Milano alla Palestina e ai palestinesi, durante il passaggio della Torcia olimpica per le strade della nostra città», scrive sui social il consigliere del Municipio 7 di Milano, eletto nelle file dem, «ci auguriamo che i terroristi israeliani siano presto esclusi da ogni competizione sportiva internazionale, e la loro presenza a Milano getta fango sulla nostra comunità cittadina. I terroristi a Milano non li vogliamo». Follia allo stato puro. «Naturalmente non ha alcun titolo per portare i saluti del Comune di Milano alla Palestina e ai palestinesi», tuona il capogruppo della Lega in Consiglio comunale di Milano, che chiede le sue dimissioni e una chiara presa di posizione del vertice del Pd. Alle posizioni degli esponenti istituzionali piddini si aggiungono i commenti dei pro-Pal che evocano Monaco 1972, quando un commando dell’organizzazione terroristica palestinese Settembre Nero irruppe negli alloggi destinati agli atleti israeliani del villaggio olimpico. Follia, allora. Odio, oggi.
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