Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
‘Sappiamo tutti’ che famiglie palestinesi mettevano in pericolo i propri figli per riscuotere i salari versati ai ‘martiri’ Video di Palestinian Media Watch
Testata: israele.net Data: 05 febbraio 2026 Pagina: 1 Autore: Palestinian Media Watch Titolo: «Alla tv dell’Autorità Nazionale Palestinese: “sappiamo tutti” che famiglie palestinesi mettevano in pericolo i propri figli per riscuotere i salari versati ai “martiri»
Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione del video di Palestinian Media Watch e il commento della redazione d'Israele.net, dal titolo "Alla tv dell’Autorità Nazionale Palestinese: “sappiamo tutti” che famiglie palestinesi mettevano in pericolo i propri figli per riscuotere i salari versati ai “martiri".
Mustafa conferma che Hamas paga chi si fa uccidere o ferire: i palestinesi hanno messo in pericolo la vita dei loro figli per ricevere premi e sovvenzioni dall’organizzazione terroristica
Da anni Palestinian Media Watch avverte che il pagamento di vitalizzi e stipendi mensili da parte dell’Autorità Palestinese ai terroristi detenuti e alle famiglie dei cosiddetti “martiri” si traduce in un incentivo a commettere violenze e attentati.
Ma nemmeno Palestinian Media Watch avrebbe potuto immaginare che dei genitori palestinesi giungessero al punto di portare intenzionalmente i propri figli in zone di conflitto perché ne subissero le conseguenze, allo scopo di ricevere i soldi promessi dall’Autorità Palestinese.
Ora la scioccante ammissione arriva sulla stessa tv dell’Autorità Palestinese, durante un’intervista all’influente giornalista Mustafa Al-Miqda, ex vicepresidente dell’Unione dei Giornalisti Siriani nonché ricercatore presso il think tank britannico Progress Center for Policies con sede a Londra.
Altrettanto sconcertante il tentativo di Mustafa Al-Miqda di giustificare con “la situazione economica” la pratica di esporre i propri figli in prima linea.
ommentando questo video, il Ministero degli esteri israeliano ha twittato: “Anziché investire nella creazione di posti di lavoro, sovvenzionano il terrorismo. I bambini palestinesi meritano un futuro, non una tariffa per le violenze”.
(Da: palwatch.org, jns.org, 3-4.2.26)
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