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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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L'Informale Rassegna Stampa
04.02.2026 Francesca Albanese alla Camera, il Parlamento come megafono di una figura screditata
Commento di Stefano Piazza

Testata: L'Informale
Data: 04 febbraio 2026
Pagina: 1
Autore: Stefano Piazza
Titolo: «Francesca Albanese alla Camera, il Parlamento come megafono di una figura screditata»

Riprendiamo dal L'INFORMALE, 04/02/2026, il commento di Stefano Piazza dal titolo "Francesca Albanese alla Camera, il Parlamento come megafono di una figura screditata".

Stefano Piazza
Francesca Albanese invitata alla Camera dei Deputati a ripetere i suoi triti e ritriti slogan contro Israele "genocida". Promotori dell'iniziativa, i soliti noti del Movimento 5 Stelle, del Partito democratico e di Alleanza Verdi e Sinistra

La conferenza stampa in programma oggi alle 14.30 nella sala stampa di Montecitorio, dedicata alla presentazione del rapporto «Genocidio di Gaza: un crimine collettivo», segna un nuovo punto di rottura nello scontro politico sul conflitto mediorientale. Al centro non c’è soltanto il contenuto del documento, ma soprattutto la figura di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, la cui presenza alla Camera viene letta dalla maggioranza come una forzatura istituzionale e un grave errore politico. L’iniziativa è promossa da esponenti del Movimento 5 Stelle, del Partito democratico e di Alleanza Verdi e Sinistra. In sala sono attesi, tra gli altri, i deputati M5S Stefania Ascari, Dario Carotenuto e Carmela Auriemma, Arturo Scotto del Pd, i senatori Avs Peppe De Cristofaro e Tino Magni, insieme all’avvocato Fausto Giannelli e alla professoressa Alessandra Annoni.

Una relatrice delegittimata

Per la maggioranza, il punto non è la libertà di parola – che nessuno mette formalmente in discussione – ma la scelta di offrire una cornice istituzionale a una figura considerata ormai screditata. Negli ultimi mesi Francesca Albanese è stata ripetutamente accusata di aver svuotato il proprio mandato Onu di ogni pretesa di imparzialità, trasformandolo in uno strumento di attivismo politico militante. Le contestazioni non riguardano solo il linguaggio incendiario, ma anche la sostanza dei suoi report, nei quali – secondo diplomatici, osservatori e governi occidentali – compaiono dati parziali, ricostruzioni selettive e numeri non verificati, utilizzati per sostenere tesi giuridicamente estreme come quella di “genocidio”, senza che vi sia alcun accertamento da parte di corti internazionali competenti. Un uso disinvolto delle categorie del diritto internazionale che, secondo i critici, non informa ma milita, non analizza ma condanna, non chiarisce ma polarizza.

L’attacco di Fratelli d’Italia

A denunciare apertamente l’iniziativa è Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia, che parla di «oltraggio al Parlamento». Secondo Mollicone, la presenza di Albanese a Montecitorio rappresenta l’emblema della doppia morale della sinistra: pronta a occupare la sala stampa per impedire la presentazione di un’iniziativa di legge popolare, ma altrettanto pronta a spalancare le porte a una relatrice «più volte smentita su titoli, qualifiche e ricostruzioni», accusata di sostenere in modo improprio una narrativa filo-Hamas. Nel mirino finiscono anche le dichiarazioni della relatrice su episodi di violenza contro i media e sugli attacchi alla senatrice a vita Liliana Segre, giudicati un insulto alla memoria e alle istituzioni. Mollicone chiama in causa il leader del M5S Giuseppe Conte, invitandolo a chiarire se intenda guidare una forza di opposizione democratica o un soggetto che flirta con l’estremismo politico.

Forza Italia e il cortocircuito istituzionale

Ancora più tranchant Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, che definisce l’iniziativa «vergognosa» e parla di una sinistra che si presta a fare da megafono a una figura che «squalifica l’Onu» con prese di posizione unilaterali e ideologiche.

Sulla stessa linea Sara Kelany, che denuncia un doppiopesismo ormai sistemico e richiama le sanzioni imposte alla relatrice dal segretario di Stato americano Marco Rubio, motivate da accuse di faziosità, antisemitismo e sostegno implicito al terrorismo. Per Kelany, ospitare Albanese alla Camera significa normalizzare posizioni incompatibili con l’autorevolezza del Parlamento. A rafforzare il fronte critico interviene Elisabetta Gardini, vicecapogruppo di FdI, che richiama le parole dell’ambasciatore italiano all’Onu Maurizio Massari sul mancato rispetto del codice di condotta delle Nazioni Unite. Un richiamo pesante, perché colpisce il cuore del mandato di Albanese: integrità, imparzialità e buona fede. La sensazione, nella maggioranza, è che la Camera dei deputati venga utilizzata come cassa di risonanza di una narrativa radicale, sacrificando neutralità e prestigio istituzionale sull’altare della propaganda politica. E alla fine resta solo una nota, amara e ironica insieme: dispiace per Mohammed Hannoun. Questa passerella, evidentemente, se l’è persa.

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