mercoledi` 04 febbraio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Il Riformista Rassegna Stampa
04.02.2026 Alberto Cirio (governatore del Piemonte): ‘Da Askatasuna, un assalto premeditato allo Stato’
Intervista di Luca Sablone

Testata: Il Riformista
Data: 04 febbraio 2026
Pagina: 4
Autore: Luca Sablone
Titolo: «Cirio: «Assalto premeditato allo Stato. Askatasuna invoca la guerra di liberazione. Sì al fermo preventivo contro i vandali»»

Riprendiamo dal RIFORMISTA del 04/02/2026, a pagina 4 l'intervista di Luca Sablone ad Alberto Cirio: "Cirio: «Assalto premeditato allo Stato. Askatasuna invoca la guerra di liberazione. Sì al fermo preventivo contro i vandali»".

Alberto Cirio

Alberto Cirio è un fiume in piena. La rabbia per l’assalto di Torino traspare fin dai primi secondi di telefonata. «Per settimane Askatasuna ha chiamato a raccolta da tutta Italia e dall’estero gruppi organizzati di violenti, invocando una “guerra di liberazione nazionale” e “la resa dei conti con lo Stato democratico”. Ciò che è accaduto sabato non era solo immaginabile, era annunciato, previsto e premeditato. Stiamo parlando di un assalto deliberato alla città di Torino da parte di una realtà che da trent’anni sfrutta ogni causa – la Tav, la Palestina, il clima, l’Imam – per portare avanti una strategia di violenza, devastazione e illegalità».

Ha spesso definito Askatasuna “un covo di delinquenti”. Aveva già immaginato un epilogo simile?
«Sì, perché era tutto scritto. Quando si evocano pubblicamente parole come “resa dei conti” e “guerra”, non si può far finta di nulla. È una strategia precisa, portata avanti da anni, che mira a creare caos e insicurezza».

Come giudica il lavoro della magistratura in Piemonte su questo fronte?
«La magistratura ha fatto un lavoro enorme, conducendo indagini complesse e delicate con grande professionalità e fermezza. Credo che anche lo sgombero di Askatasuna a dicembre abbia dato un segnale fondamentale: si era creata una sensazione di impunità fortemente diseducativa, soprattutto nei confronti dei giovani, e per certi versi persino incentivante per chi vuole creare in città un clima di pericolo».

I partiti che hanno partecipato alle manifestazioni ora si dissociano e solidarizzano con gli agenti feriti. È sufficiente?
«Chi ha partecipato nella consapevolezza che sarebbe diventato un attacco alla città ha una responsabilità politica molto forte. Per la Regione Piemonte la permanenza nelle istituzioni è incompatibile con qualsiasi possibilità di camminare fianco a fianco e partecipare alla stessa manifestazione nella quale si prende a calci la testa di un poliziotto a terra».

Il centrodestra chiede le dimissioni dell’assessore Jacopo Rosatelli. Il sindaco Lo Russo dovrebbe mandarlo via dalla Giunta?
«La presenza nelle istituzioni è incompatibile con chi fiancheggia consapevolmente un’iniziativa contro lo Stato e contro la legalità. La costituzione di parte civile annunciata dal Comune di Torino si ufficializza con un atto di Giunta: come può quell’assessore votarla contro coloro con cui il suo partito si è schierato?».

Secondo il professor Ugo Volli dietro i teppisti ci sarebbe un vero e proprio “gruppo eversivo” che forma squadre paramilitari. Lei ha altri elementi?
«Io sono abituato a frequentare i gruppi alpini e le Pro Loco, non i centri sociali, quindi non sono in grado di rispondere. Ma una cosa la voglio dire: quello striscione iniziale, “Torino partigiana”, usato per esprimere solidarietà ad Askatasuna, è un insulto alla memoria dei partigiani e alla Resistenza. Parliamo di una realtà che non rispetta minimamente i valori fondanti della nostra Costituzione, violando la legge e quei princìpi democratici che sono nel Dna della nostra società grazie al sacrificio dei partigiani».

C’è chi accusa lo Stato di aver lasciato sfociare le violenze per giustificare nuove misure repressive. È un complotto?
«Non merita nemmeno di essere commentato. Nei giorni precedenti alla manifestazione le Forze dell’ordine hanno fermato quasi 800 persone. Il grande lavoro svolto ha evitato danni ben più gravi. Se ci fosse stato già il decreto Sicurezza, molti controlli avrebbero potuto concretizzarsi in fermi preventivi, proibendo a chi ha precedenti specifici di partecipare ai cortei, come avviene per le tifoserie violente allo stadio. Bloccare i violenti è a vantaggio di chi vuole manifestare pacificamente».

Il governo sta per varare un nuovo decreto Sicurezza. Qual è la misura che colpirebbe davvero gli antagonisti?
«Se il fermo preventivo fosse già legge, buona parte dei disordini di Torino sarebbe stata evitata. È uno strumento che, in circostanze specifiche e riscontrabili di precedenti per aggressioni, devastazioni e danneggiamenti, consente alle forze di polizia di trattenere una persona per 12 ore, impedendole di partecipare alla manifestazione. Lo stesso vale per il Daspo: esiste per gli stadi e non vedo perché non possa essere esteso alle violenze nelle manifestazioni».


redazione@ilriformista.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT