Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il figlio di Gheddafi assassinato in Libia nel 15° anniversario della fine del raìs Cronaca di Mirko Molteni
Testata: Libero Data: 04 febbraio 2026 Pagina: 15 Autore: Mirko Molteni Titolo: «Il figlio di Gheddafi assassinato in Libia nel 15° anniversario della fine del raìs»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 04/02/2026, a pag. 15 con il titolo "Il figlio di Gheddafi assassinato in Libia nel 15° anniversario della fine del raìs" l'analisi di Mirko Molteni.
Mirko Molteni
Saif al Islam Gheddafi, figlio del defunto dittatore libico, è stato assassinato, in circostanze ancora misteriose, durante uno scontro armato. Ucciso dalle truppe del generale Haftar, ormai padrone del paese, mentre cercava di raccogliere forze di fedelissimi con intenti revanscisti. Un altro episodio del caos libico.
Saif Al Islam Gheddafi, figlio secondogenito del defunto dittatore Muhammar Gheddafi, è morto ieri nel corso di combattimenti nel sud della Libia. Fra tutti i figli del Colonnello che governò il Paese dal 1969 al 2011, Saif era quello più impegnato in politica ed era ancora in cerca di un ruolo nell’attuale stagione di disintegrazione politica. Fonti locali come Lybian Observer hanno riportato che Saif, che stava raccogliendo attorno a sé nuclei di seguaci nostalgici del regime di suo padre, sarebbe stato ucciso nella regione desertica dell’Hamada durante l’attacco a un convoglio dei suoi fedelissimi. Autori dell’assalto, con droni e aerei, le milizie collegate al generale Khalifa Haftar, il nemico di sempre, e al parlamento di Tobruk. Secondo questa versione, il corpo di Saif sarebbe stato subito portato nella città di Rajban.
Fonti vicine alla famiglia Gheddafi hanno invece fatto sapere ad Al Arabiya che «Saif è stato ferito gravemente nel giardino di casa sua a Zintan da un commando di 4 persone che si è poi subito dato alla fuga».
Poco dopo Saif sarebbe morto. Non è ancora chiaro se i due episodi siano legati, se l’uccisione di Saif sia stata la scintilla a cui è seguito l’attacco al convoglio o se ne sia seguita come conseguenza. Le fonti affermano che «gli scontri armati sono proseguiti nel pomeriggio», il che fa pensare che la morte di Saif sia stata fra i primi eventi scatenanti delle sparatorie.
Per ora l’unica conferma della morte arriva da un suo portavoce, Abdullah Othman Abdurrahim, che ne ha dato notizia sul suo profilo Facebook.
La zona dove Gheddafi Junior stava cercando di riguadagnare seguaci, l’Hamada è desolata e poco abitata, nell’Ovest e Sudovest della Libia, e si estende tra il Fezzan settentrionale e le zone di confine con Algeria e Tunisia. Saif Al Islam Gheddafi, che avrebbe compiuto 54 anni a giugno, era stato catturato nel 2011 da una milizia di Zintan, nei giorni della caduta e della morte del padre, sottoposto a torture (gli amputarono tre dita), era stato liberato nel 2017. Nel novembre 2021 si era candidato alle previste elezioni presidenziali del mese successivo, mai tenutesi, mentre la Libia rimaneva, come oggi, spaccata in potentati rivali. Per ironia della sorte, proprio in questi giorni il governo di Tripoli sta allestendo decorazioni luminose e bandiere nazionali per festeggiare il prossimo 17 febbraio l’inizio della rivolta del 2011 che rovesciò il colonnello Gheddafi.
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