2 Lettere
1. Esempi di civiltà quotidiana in Israele
Carissima Deborah,
tanti auguri di buon compleanno. Spero che tu stia bene e che trascorra questa giornata con serenità in compagnia dei tuoi cari.
Non mi ricordo se ti avevamo raccontato che io e Gerardo avevamo conosciuto sull'aereo per Tel Aviv un ragazzo israeliano simpaticissimo di nome Omer che studiava a Milano con il progetto Erasmus. Lui abita a Be'er Sheva. Ti racconto questo perché, quando abbiamo restituito la macchina in aeroporto, abbiamo dimenticato la mega macchina fotografica di Gerardo in auto. Ce ne siamo accorti una volta disfatto i bagagli a casa e Gerardo ha contattato l'Hertz di Tel Aviv per chiedere se l'avessero trovata. Ti confesso che non avevamo molte speranze di rivederla, essendo un aggeggio piuttosto costoso. E invece, quelli dell'autonoleggio l'avevano trovata e messa da parte. Gerardo ha chiesto a Omer se poteva ritirarla quando fosse tornato in Italia e lui lo ha fatto. Ieri siamo andati a Milano a trovarlo e ce l'ha restituita. Questo per dirti quanto sia meraviglioso il popolo di Israele... fosse successo in Italia, sarebbe andata di sicuro diversamente.
Tanti auguri ancora e rinnoviamo l'invito a venirci a trovare sul lago di Garda.
Shalom
Sandra e Gerardo
P.S.: tanti auguri anche da parte di mia madre Rosetta.
Cari Sandra, Gerardo e Rosetta,
Vi ringrazio tanto per gli auguri, graditissimi nonostante la mia veneranda età.
La vostra avventura con la macchina fotografica è la dimostrazione di quello che è Israele e ne ho di esempi. Il cellulare perso perché caduto inavvertitamente a terra e ritrovato grazie a una signora che mi aveva cercata chiamando alcuni numeri che aveva trovato nel mio elenco. Una borsa dimenticata al supermercato e ritrovata dopo più di mezz'ora nello stesso posto, intonsa. Un tassista che è andato a cercare mio figlio, che aveva dimenticato delle cose nel bagagliaio del taxi, facendo il giro di tutti gli indirizzi dove aveva portato i clienti della giornata, perdendo molto tempo e denaro. Dopo aver trovato il cliente giusto, mio figlio, e avergli consegnato i pacchi dimenticati, era felice come un bambino. Israele è un paese dove si può vivere fidandoci gli uni degli altri e questo è molto rassicurante.
Vi ringrazio ancora e a presto.
Un affettuoso shalom
Deborah Fait
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2. La non notizia dei 70.000 morti a Gaza
Cara Deborah Fait,
ritengo che la notizia della dichiarazione di 70.000 vittime a Gaza rilasciata dall'IDF e propagata a piene mani dai solerti e zelanti mezzi di informazione sia in realtà una non notizia, e, fatte salve le sue argomentazioni che condivido pienamente, questo per due ragioni:
1) Fin dal 7 ottobre Israele è stato chiaro e onesto nel dichiarare le proprie stime del numero di terroristi armati uccisi, passando dai circa 9000 di settembre 2024 ai 20000 di agosto 2025 ai 25000 odierni. Poichè l'IDF ha sempre dichiarato che il rapporto terroristi/vittime collaterali non volute è di 1/1,5 (il più basso mai registrato in ambito di guerriglia urbana) i conti sono presto fatti e corrispondono a un totale fra terroristi e civili di circa 70000. Non è quindi da oggi che Israele indica questa cifra, ma lo ha sempre fatto.
2) Una guerra che faccia zero morti sarebbe decisamente una notizia. Che in guerra si muoia, come fatto in sé, certo non lo è. Conosciamo tutti il vecchio adagio insegnato in ogni scuola di giornalismo: "il cane che morde l'uomo non è una notizia, l'uomo che morde il cane lo è". Evidentemente, di fronte all'antisemitismo anche questa verità elementare si può rovesciare a piacere.
Con vera stima, un cordiale Shalom.
Davide Dana.
Caro Davide,
Non è mai esistita una guerra senza morti ma pare che le uniche vittime di cui l'Occidente si preoccupa siano quelle palestinesi. Attenzione però, non tutti i palestinesi, solamente quelli contrapposti a Israele. Dei palestinesi che vivono da decenni rinchiusi in campi profughi nei paesi arabi, non si preoccupa nessuno. In Libano, tanto per fare un esempio, non hanno diritti civili, non possono aprire esercizi commerciali, non possono uscire dai campi, non possono studiare. Il ricordo di tutte le porcherie commesse da Arafat e i suoi scagnozzi sono ancora nella memoria del popolo libanese. I discendenti di quei banditi ne pagano il fio ma nessuno in Europa protesta per loro. Tornando a Gaza, ogni vittima è una tragedia umanna ma tutte vanno messe sul conto di Hamas, siano 7000 o 70.000. Hamas ha voluto la guerra, l'ha provocata, e ha impedito alla popolazione civile di rifugiarsi nei tunnel. Non solo li ha sempre esposti volutamente ai bombardamenti con l'intenzione, riuscitissima, di attribuire tutti i morti, anche quelli deceduti naturalmente per malattia, a Israele. Il fenomeno non è il cinismo di Hamas ma che il mondo creda in modo assoluto a un'organizzazione terrorista barbara e disumana mettendo in dubbio e sbeffeggiando le precisazioni di una democrazia come quella israeliana.
Un cordiale shalom
Deborah Fait