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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
02.02.2026 La strategia del caos dei ‘bravi ragazzi’
Editoriale di Mario Sechi

Testata: Libero
Data: 02 febbraio 2026
Pagina: 1
Autore: Mario Sechi
Titolo: «La strategia del caos dei ‘bravi ragazzi’»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 02/02/2026, a pag. 1 con il titolo "La strategia del caos dei ‘bravi ragazzi’ " l'editoriale di Mario Sechi.


Mario Sechi

I teppisti che hanno devastato Torino sono mossi da un mix di propaganda palestinese e neomarxista, hanno i loro cattivi maestri (Francesca Albanese) e i nuovi miti resistenziali (il terrorista Yahya Sinwar). E hanno una strategia per seminare caos nel paese.

Il primo arrestato per l’assalto al poliziotto ha 22 anni, un giovanissimo. La teppaglia che abbiamo visto in azione a Torino è in gran parte composta da squadracce di ragazzini con la segatura ideologica in testa e un’organizzazione da guerriglia urbana.
Sono culturalmente uno Zero Calcare, il loro massimo filosofo si chiama Francesca Albanese, il simbolo della «resistenza» è Yahya Sinwar, il macellaio di Khan Yunis, la mente della strage del 7 ottobre, eliminato da un drone dell’esercito israeliano a Rafah. Questa galassia farneticante va studiata, mastica parole che trasforma in guerriglia urbana. Hanno i loro mezzi di propaganda, si nutrono di un neo -marxismo filo -palestinese che ha i suoi intellettuali di riferimento e tragici personaggi della propaganda. Leggo su “l’Antidiplomatico” il testo di un tal Roberto Adduci, pubblicato ieri sera alle 18: «“Blocchiamo tutto” non era uno slogan vuoto. Era – ed è – un manuale d’azione che si scrive da solo, nelle strade, contro un governo apertamente razzista, guerrafondaio e vassallo dell'impero atlantico». Non un solo cenno alla mattanza contro un uomo inerme in divisa.
Tutto comincia sempre dalla parola e per mestiere prendo sempre nota di quel che si scrive, perché è il testo (e il contesto) che sempre anticipa i «fenomeni morbosi più svariati» (Antonio Gramsci, “Quaderni del carcere”), è dal frasario d’ordinanza che arriva l’ordine di colpire. È il programma di questi bravi ragazzi a cui la sinistra liscia il pelo da decenni: «Altri passi dovranno seguire per alzare il livello di conflittualità socio -politica». Alzare il livello, dopo lo sfascio di Torino e un tentato omicidio, significa solo una cosa: moltiplicare il caos.
Niente è occulto, tutto è alla luce del sole, siamo avvisati.


lettere@liberoquotidiano.it

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