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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
01.02.2026 Adesso basta, arrestateli tutti
Commento di Pietro Senaldi

Testata: Libero
Data: 01 febbraio 2026
Pagina: 2
Autore: Pietro Senaldi
Titolo: «Adesso basta, arrestateli tutti»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 01/02/2026, a pag. 2, con il titolo "Adesso basta, arrestateli tutti" il commento di Pietro Senaldi.

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Pietro Senaldi

L'Askatasuna e altri centri sociali alleati hanno scatenato la guerriglia a Torino, perché sono stati finora protetti dalla sinistra torinese e nazionale, perché sono impuniti. 

Askatasuna ieri non si è presa Torino, come si era ripromessa con toni guerriglieri. Ha solo fatto molti danni che ripagheranno i torinesi, rovinato il sabato del villaggio a famiglie e commercianti e disgustato le persone civili. La teppaglia del centro sociale ha però anche dato prova di essere il punto di riferimento dell’opposizione violenta e illegale al governo Meloni. L’opposizione è lecita e perfino benefica, se fatta in termini civili e, possibilmente, con argomenti solidi e non pretestuosi. La violenza invece è criminale; se poi la si esercita contro lo Stato, come gli incappucciati di Aska, con armi e bombe incendiarie, il suo nome tecnico potrebbe anche essere terrorismo.
Gli antagonisti piemontesi sono stati capaci di chiamare intorno a sé i colleghi romani di Spin Time e del Quarticciolo Ribelle, anche loro brutti e cattivi, i milanesi del Leoncavallo e della Torchiera, un po’ più sfigati, qualche commando organizzato dalla Francia e dalla Spagna e li hanno mischiati ai collettivi studenteschi ai quali, incautamente, la rettrice dell’Università aveva concesso aule e spazi per pianificare l’orrido spettacolo di ieri. La signora poi ha fatto una mezza retromarcia ma si è beccata l’occupazione dell’ateneo e ha dovuto sospendere le attività didattiche, per organizzare le quali è pagata. Ma questo è un dettaglio.
Prima della fase più violenta, ma del tutto prevedibile e prevista, del pomeriggio, iniziata al calare del sole, accanto a sì ragguardevole delinquenza a piede libero hanno sfilato anche i sindacati, Potere al Popolo, le donne di Non una di meno, gli ambientalisti di Fridays for Future, pro-Pal di tutti i time ed esponenti politici locali della sinistra, con in primo piano quelli di Avs. Il parlamentare Marco Grimaldi, compiaciuto, ha detto che «Askatasuna è parte della città e l’ha arricchita e che il governo non si prenderà lo scalpo di Torino» (l’onorevole lo vuole destinare ai suoi amici con il passamontagna e le spranghe in mano?).
E la sinistra normale? Se esiste, ha passato la giornata a indignarsi perché un sacrestano ha dipinto la faccia di Giorgia Meloni su un’anima del purgatorio in una chiesa romana restaurando un’opera senza valore o a sfilare perché gli agenti dell’Ice non vengano alle Olimpiadi a difendere gli atleti americani.

LA SINISTRA DECIDA

Le violenze di Askatasuna, che ha menato selvaggiamente dei poliziotti - ci sono e si vedono le facce, quindici aspettiamo arresti e pene severe - sono ultime nell’agenda delle preoccupazioni di Elly Schlein e seguaci. La giornata di ieri invece dovrebbe segnare un discrimine. È questa la rivolta sociale che invoca Maurizio Landini, visto che nel corteo è sono stati riconosciuti perfino esponenti autorevoli della Silp Cgil polizia? Sono gli avanzi di galera all’opera ieri i partigiani sui quali conta il Pd per fermare la deriva autoritaria del Paese? Avs intende ancora mischiarsi con Askatasuna e presentarla come l’anima sana del Piemonte? In definitiva, fino a dove è disposta ad arrivare la sinistra e con quali alleati è pronta a fare comunella pur di mettere in difficoltà il governo? Qualcuno cerca il morto per invocare un governo d’unità nazionale e portarci a votare nel caos, naturalmente addossandone le responsabilità a Meloni e soci? E se il centrodestra dovesse rivincere, il piano B sarebbe la guerra civile intonando Bella Ciao?
Siamo noi che esageriamo? Francamente, ce lo auguriamo, ma il nostro cellulare trabocca di sms di politici e sindacalisti di sinistra indignati che mi scrivono «e pensare che tra noi c’è ancora chi vuole parlare con questa gente...». È vero che gli esponenti dei sindacati e della politica che ieri erano al corteo non hanno partecipato agli scontri. Ma è ancora più vero che le sfilate del centro sociale torinese finiscono più o meno tutte così e che i disordini erano annunciati dagli organizzatori, che anzi sono riusciti a fare meno danni di quelli che speravano. Quindi a Schlein, Bonelli, Conte e compagni si impone una scelta netta e definitiva: o con i teppisti, o contro. Un politico e un sindacalista non possono muoversi sul filo della legalità, strizzare l’occhio ai delinquenti, arrivare perfino a cercare il loro consenso. Non lo possono fare mai, men che meno se poi pretendono di presentarsi agli elettori come i soli rappresentanti dei valori costituzionali e il baluardo della democrazia. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha definito i protagonisti degli scontri di ieri «un pericolo per la convivenza civile».
Paolo Zangrillo, ministro torinese alla Pubblica Amministrazione, ha invitato la politica che ha sfilato ieri con i teppisti a «vergognarsi». Il segretario generale torinese del sindacato di Polizia Fsp, Luca Pantanella, ha definito Askatasuna «il male assoluto». Hanno ragione loro o l’onorevole Grimaldi? Ai cittadini del capoluogo piemontese, e agli italiani tutti, la risposta.

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