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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
01.02.2026 La sinistra e Askatasuna, più che agli angeli pensate ai demoni
Editoriale di Mario Sechi

Testata: Libero
Data: 01 febbraio 2026
Pagina: 1
Autore: Mario Sechi
Titolo: «Più che agli angeli pensate ai demoni»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 01/02/2026, a pag. 1 con il titolo "Più che agli angeli pensate ai demoni" l'editoriale di Mario Sechi.


Mario Sechi

Mentre i compagni dell'Askatasuna devastano Torino, la sinistra pensa letteralmente al sesso degli angeli. Infatti ha innescato la polemica su un affresco di una chiesa in cui un angelo ha il volto "simile a quello di Giorgia Meloni". Pensano agli angeli, non vedono i demoni che massacrano un poliziotto. "Prendono le distanze", ma troppo tardi.

In piena crisi mistica, alla sinistra è apparsa Giorgia in chiesa. Sconvolti dalla visione dell’angelo biondo nella basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, i compagni non hanno visto i demoni che in piazza a Torino hanno assaltato la polizia, sfregiato la città, mostrato il volto di chi è pronto a uccidere i servitori dello Stato.
Da anni i partitanti dell’opposizione vedono il fascismo alle porte, ma sono sempre ciechi di fronte alla violenza dei movimenti che continuano a coccolare.
La storia del collettivo di Askatasuna a Torino è esemplare e non è certo singolare, la galassia dell’antagonismo è ampia, gode di supporto politico, giustificazione sociologica, copertura giornalistica. La guerriglia urbana per questi gruppi è un elemento della loro ideologia, non è un episodio, è un programma politico. Ho visto le immagini di un poliziotto a Torino pestato da un gruppo di manifestanti, pugni e calci su un uomo a terra, hanno cercato di colpirlo con un martello, potevano ucciderlo. La grande professionalità delle nostre forze dell’ordine ha sempre evitato il peggio, ma ieri siamo stati a un passo dalla tragedia.
Vent’anni fa, Nicolas Sarkozy, allora ministro dell’Interno della Francia, chiamò questa massa di delinquenti con il nome giusto, «racaille», feccia. Vent’anni dopo, è la stessa feccia che vediamo all’opera in Italia ogni volta che c’è da sostenere una causa sbagliata, dalla «Palestina libera dal fiume al mare» (slogan sentito ieri a Torino), alla protesta contro la presenza degli agenti americani dell’Ice in Italia (alimentata irresponsabilmente dai partiti della sinistra, Pd in testa) per le Olimpiadi invernali.
I comunicati di presa di distanza “dopo” gli incidenti non sono credibili perché è il “prima” che conta e la sinistra si è dimostrata incapace di distinguere tra il bene il male, ha indossato l’abito sporco del complice, ha lasciato le sue impronte digitali sul luogo del delitto, è colpevole di questa vergogna nazionale che è il frutto avvelenato dell’odio seminato in questi anni contro il governo Meloni e il centrodestra, con la complicità di parte della magistratura militante e dei media che per affinità ideologica si compiacciono di essere il megafono di questi gruppi eversivi. Siamo all’ultima curva della legislatura, tra meno di due mesi si vota il referendum sulla riforma della giustizia, gli agenti del caos sono in azione, soffiano sul fuoco, bisogna spegnerlo. Lasciate stare gli angeli, bisogna arrestare i demoni.

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lettere@liberoquotidiano.it

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