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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
31.01.2026 La narrazione bugiarda dei '70.000 morti a Gaza': cosa sappiamo davvero
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 31 gennaio 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «La narrazione bugiarda dei '70.000 morti a Gaza': cosa sappiamo davvero»

La narrazione bugiarda dei '70.000 morti a Gaza': cosa sappiamo davvero
Commento di Deborah Fait

Deborah Fait
Deborah Fait

Quanti morti ha fatto l'IDF a Gaza? La stampa italiana, unanime, scrive che l'esercito israeliano "confermi" la cifra dei 71.000 morti, dichiarata dal ministero della Salute palestinese (cioè Hamas). Ma non c'è alcuna conferma ufficiale. E soprattutto nessuno dice chi siano quei presunti 71.000 morti, quanti terroristi e quanti civili.

Nei media e nel discorso pubblico internazionale, anche sulla stampa israeliana, circola la notizia di 70.000 persone uccise nella Striscia di Gaza durante il conflitto iniziato il 7 ottobre 2023 con le stragi in Israele da parte dei cannibali palestinesi. Nessuna sorpresa, in guerra si muore, in una guerra urbana dove i civili vengono usati come scudi umani dai loro stesi "governanti" si muore.  Questa cifra è stata al centro di controversie e interpretazioni divergenti. Il numero di circa 70.000 morti deriva principalmente dai dati pubblicati dal Ministero della Salute di Gaza, che è controllato da Hamas. Secondo questi rapporti, circa 71.000 persone sarebbero state uccise tra la fine di ottobre 2023 e gennaio 2026. Il ministero di Gaza però non distingue i combattenti dai civili ed è questo che contesto perché non si può mettere tra i morti per la guerra anche quelli che sono deceduti per malattia o ammazzati di loro stessi governanti. I media israeliani parlano di più di 25.000 terroristi uccisi.

L'altro giorno ho ricevuto una lettera inviperita di un lettore che accusava Israele e noi di essere in malafede e di negare l'evidenza. Naturalmente gli ho risposto in base alle notizie che tutti avevamo. Per la prima volta, fonti dell’esercito israeliano hanno dichiarato di considera plausibile una cifra complessiva di circa 70.000 morti durante la guerra. Il problema principale non è il totale, ma la mancanza di trasparenza sulla composizione palestinese del numero (quanti erano combattenti, quanti civili e in quali circostanze sono morti, perché colpito dalle bombe o ammazzati da Hamas, oppure da un cancro e da altre malattie). Una guerra causa vittime. Sempre! Fior di generali di eserciti statunitensi e britannici hanno dichiarato più volte che la guerra urbana di Gaza ha fatto meno morti di altre guerre combattute su larga scala.   

Il conflitto ha avuto inizio tre settimane dopo l'attacco terroristico di Hamas il 7 ottobre 2023, che ha provocato in poche ore più di 1.200 morti israeliani, per lo più civili, donne e bambini, intere famiglie bruciate vive e 254 ostaggi portati via dai terroristi di Hamas. Questo attacco ha prodotto una risposta militare da parte di Israele ma non prima di aver chiesto il rilascio di tutti gli ostaggi. La risposta negativa e sprezzante di Hamas ha fatto scoppiare la guerra.

Il problema dei numeri delle vittime è parte di un conflitto propagandistico e politico, di cui Hamas e i suoi accoliti sono responsabili.

I “70.000 morti a Gaza” vengono ripetuti come un mantra, senza domande, senza verifiche, senza porsi il problema che un'organizzazione terroristica usa i morti – veri o presunti – come arma politica. In quei numeri non esiste distinzione tra terroristi armati e passanti, tra chi muore sotto un bombardamento israeliano e chi viene ucciso dai razzi palestinesi caduti sugli stessi gazawi,  o dalle esecuzioni interne di Hamas. Nessuno ricorda i civili ritenuti non fedeli a Hamas costretti a inginocchiarsi per ricevere una pallottola nel cervello? Esecuzioni a decine nelle pubbliche strade, sotto gli occhi divertiti di bambini. Questi morti a chi vengono attribuiti? Anch'essi a Israele che non c'era?

Eppure, il numero viene rilanciato come verità rivelata. Nessuno chiede come sia possibile un conteggio “perfetto” in mezzo a una guerra urbana, senza registri funzionanti, senza autopsie, senza controlli incrociati. Nessuno ricorda che Hamas ha tutto l’interesse a gonfiare i dati, perché ogni cifra è propaganda, ogni cadavere è un titolo, ogni bambino una foto da esibire.

Nessuno può negare che la guerra uccida. Ma Israele rifiuta — giustamente — la truffa morale che trasforma un conflitto scatenato dal massacro del 7 ottobre in una favola a senso unico: carnefici israeliani, vittime palestinesi, Hamas è scomparso dalla scena. Viene nominato dai pro Pal solo per trasformare dei barbari assassini in eroi, sventolando le loro bandiere o quelle dell'islam, mentre bruciano e calpestano sotto i piedi le bandiere israeliane.

Qui non c’è informazione. C’è militanza e mera propaganda. E i numeri, ancora una volta, vengono usati non per capire, ma per condannare. Succede solo quando nel quadro c'entra Israele, tutte le altre decine di guerre al mondo sono dimenticate, persino le stragi di ragazzi e ragazze in Iran per cui nessuno ha mosso un dito, ha alzato un grido di indignazione, ha sventolato una bandiera. I terroristi in turbante iraniani, come Hamas,  Hezbollah e tutti coloro che urlano Allahu Akhbar mentre ammazzano gente innocente non si toccano.


takinut3@gmail.com

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