Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Pasdaran terroristi, svolta Ue dopo il pressing di Israele Commento di Iuri Maria Prado
Testata: Il Riformista Data: 30 gennaio 2026 Pagina: 1 Autore: Iuri Maria Prado Titolo: «Pasdaran terroristi, svolta Ue dopo il pressing di Israele»
Riprendiamo dal RIFORMISTA del 30/01/2026, a pagina 1, il commento di Iuri Maria Prado dal titolo "Pasdaran terroristi, svolta Ue dopo il pressing di Israele"
Iuri Maria Prado
L'Ue inserisce il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche. La decisione ha ricadute che vanno ben oltre le responsabilità sul fronte interno del regime iraniano perché i pasdaran agiscono in tutto il Medio Oriente (e oltre).
L’annuncio europeo di nuove sanzioni nei confronti della Repubblica islamica dell’Iran è poca cosa se paragonato alla decisione, ben più significativa e implicante, di inserire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche. Non a caso hanno fatto ieri tanto rumore le dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri, Kaja Kallas: “Se ti comporti come un terrorista – ha detto, prefigurando l’inserimento dei Pasdaran in quella lista famigerata – devi essere trattato come un terrorista”.
La decisione ha ricadute che vanno ben oltre le responsabilità sul fronte interno del regime iraniano, di cui il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica costituisce da sempre un presidio sanguinario. L’azione dei Pasdaran, infatti, da tempo ha travalicato il perimetro delle attribuzioni originarie, limitate in teoria alla salvaguardia del regime. L’influenza tentacolare dell’Iran in Medio Oriente si è sviluppata proprio grazie a quelle milizie, e inserirle nell’elenco delle formazioni terroristiche significa destituire di qualsiasi legittimità una pluridecennale opera di intrusione del regime nei Paesi circostanti.
Rispetto alle sanzioni, dunque, si tratta di un’iniziativa politica di impatto incomparabile. Ovunque si trovino e ovunque operino, i membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica potranno essere contrastati in chiave antiterroristica, con margini di operatività ben più ampi. “Saranno trattati al pari di al-Qaeda, Hamas e Daesh”, ha ribadito Kallas. Che a questo proclama seguano misure concrete è tutto da verificare – Hamas, per esempio, gode ancora di una sostanziale impunità di fatto pur essendo formalmente un’organizzazione terroristica – ma è evidente che il punto di svolta è notevole e si compie non a caso mentre il naviglio statunitense si avvicina alle coste iraniane.
Va aggiunto che a questa decisione non si giunge per caso. Un’Unione europea finora colpevolmente inerte non l’avrebbe mai assunta se il regime iraniano non avesse perso pezzi nel corso della guerra scatenata contro Israele. È l’azione militare israeliana contro Hamas, è l’intelligence israeliana che ha fatto esplodere migliaia di cercapersone in faccia ad altrettanti militanti di Hezbollah in Libano, è l’assassinio a Teheran di Ismail Haniyeh, ospite proprio delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è la guerra dei dodici giorni contro il programma nucleare iraniano: è tutto questo che ha portato l’Europa alla decisione di ieri. E l’ha fatto nonostante il fatto che, proprio dal seno europeo, quelle stesse azioni militari e antiterroristiche israeliane fossero giudicate con ostilità, quando non apertamente condannate.
Che sia stato necessario contare decine di migliaia di morti perché la realtà del terrorismo iraniano venisse finalmente presa in considerazione anche qui, dopo aver infierito ovunque con tanta ferocia, racconta in modo tragicamente efficace quanto tempo sia stato perduto.
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