giovedi` 29 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Il Foglio Rassegna Stampa
29.01.2026 Memoria senza ebrei
Commento di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 29 gennaio 2026
Pagina: 1
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Memoria senza ebrei»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 29/01/2026, a pagina 1/III, il commento di Giulio Meotti dal titolo: "Memoria senza ebrei".

Informazione Corretta
Giulio Meotti

Volker Turk, commissario ONU per i diritti umani si è ricordato della Shoah, ma non degli ebrei. Parla di "vittime" in modo generico, senza neppure nominare il popolo ebraico. Ma è una smemoratezza comune e bipartisan: anche JD Vance, vicepresidente repubblicano degli Usa ha fatto la stessa cosa.

“Il genocidio è iniziato con l’apatia e il silenzio di fronte all’ingiustizia e con la corrosiva disumanizzazione dell’altro. Oggi e sempre, dobbiamo ricordarlo. E dobbiamo difendere la nostra comune umanità”. Non è facile scrivere questo lungo e appassionato testo sull’Olocausto senza menzionare gli ebrei nemmeno una volta. Ma all’Onu per #HolocaustRemembrance-Day riescono a fare anche questo. Volker Türk, Alto commissario per i diritti umani a Ginevra, evoca un “altro” generico, entità astratta che potrebbe riferirsi a chiunque e sicuramente ai palestinesi di Gaza, come insinuano certi circoli.

Disumanizzazione al quadrato: prima i nazisti ridussero gli ebrei a “untermenschen”, subumani da sterminare; ora l’Onu li riduce a un “altro” anonimo, privandoli della loro specificità storica (e “untermenschen” è usato da Amnesty International nel suo rapporto su Gaza di dicembre 2024). Non da meno J. D. Vance, il vicepresidente americano: “Oggi ricordiamo le milioni di vite perse durante l’Olocausto”.

Poi arriva la Bbc, il Leviatano mediatico britannico, un tempo faro di imparzialità oggi invischiato in scandali di partigianeria anti israeliana. Numerosi i servizi per la Giornata della memoria. Su Bbc Breakfast, per sette minuti, riescono ad andare avanti senza nominare né gli ebrei né l’antisemitismo, lasciando inspiegate le motivazioni dei nazisti. Gli spettatori sono informati dal presentatore Jon Kay che si tratta di un “giorno per ricordare i sei milioni di persone assassinate dal regime nazista oltre ottant’anni fa”. Persone? Quali persone? Polacchi, rom, omosessuali, disabili – sì, anch’essi vittime – ma il cuore della Shoah, i sei milioni di ebrei, sono evaporati nel nulla. L’intervistata principale, una sopravvissuta di nome Susan Pollack, è presentata senza fare alcun riferimento alle sue origini ebraiche. Stesso copione nel programma di punta di Radio 4, Today, quando la conduttrice Caroline Nicholls dice che “sei milioni di persone” furono assassinate. Anche Martine Croxall ha tenuto uno speciale su Bbc News, aprendo sulle “sei milioni di persone”. Alla fine della giornata, la Bbc ha dovuto chiedere scusa. Epoca di post verità dove la memoria è colonizzata da agende ideologiche, epoca di virtuosismi semantici e cancellazioni calcolate, dove le vittime primarie della Shoah vengono elegantemente espunte dal copione della memoria. Lo storico inglese Simon Sebag Montefiore in una conferenza a Londra questa settimana ha detto: “L’Olocausto è stato universalizzato e istituzionalizzato e abbiamo deliberatamente minimizzato la portata e l’effetto della ‘soluzione finale’, per apparire più ‘inclusivi’. Viviamo in una lotta in cui le parole significano il loro opposto. Diversità può significare discriminazione, equità diventa ingiustizia e inclusione è esclusione. E a quanto pare ogni bigotto è un orgoglioso ‘antirazzista’ fino al midollo, ogni antisemita è contro l’antisemitismo; naturalmente, tutti sono contro l’Olocausto e il genocidio”. Niente ebrei in questi esercizi di astrazione universale che diluiscono il sangue ebraico in un brodo di “umanità condivisa”, dove l’antisemitismo svanisce come un fantasma scomodo. Ora la Giornata della memoria riguarda Gaza e il genocidio dei terroristi, che sulla Bbc chiamano “militanti”. Intanto nel 2025 sono documentati 815 gravi episodi di antisemitismo, l’omicidio di 21 ebrei, 124 milioni di post antisemiti su X e quattromila manifestazioni antisraeliane. In nome della memoria ora si attaccano gli ebrei.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@ilfoglio.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT