Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Oggi, lacrime di coccodrillo Editoriale di Daniele Capezzone
Testata: Il Tempo Data: 27 gennaio 2026 Pagina: 1 Autore: Daniele Capezzone Titolo: «Lacrime di coccodrillo, oggi fiera dell'ipocrisia. E in scuole e università clima infame contro gli ebrei»
Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 27/01/2026, a pag. 1, con il titolo "Lacrime di coccodrillo, oggi fiera dell'ipocrisia. E in scuole e università clima infame contro gli ebrei’", l'editoriale di Daniele Capezzone.
Daniele Capezzone
L’ipocrisia di una sinistra pronta a commemorare la Shoah mentre tollera, quando non alimenta, un antisemitismo diffuso nei propri ambienti
Spiace dover mettere nero su bianco verità tanto evidenti quanto dolorose e negate. Oggi, Giorno della Memoria, sentiremo discorsi ispirati e commossi sull’Olocausto dei primi anni Quaranta del secolo scorso. Ma a versare lacrime saranno in larga misura gli stessi che fino a ieri, tra Israele e Hamas, non sapevano cosa e chi scegliere; gli stessi che hanno vomitato odio nei mesi scorsi contro gli ebrei e contro chiunque osasse difenderli; gli stessi che non hanno avuto alcuna esitazione nemmeno nel fiancheggiare qui in Italia l’ala più ambigua e compromessa del movimento Pro Pal.
E allora è più che mai venuto il momento di chiamare le cose con il loro nome. A sinistra avevano costruito per anni una prigione linguistica e mentale, certi di potervi rinchiudere i loro avversari: erano sicuri, secondo i loro schemi, che un eventuale pericolo antisemita non potesse che provenire da destra. E invece si è manifestato con tutt’altra matrice, rendendo tragicamente ridicole le formulette sul «razzismo delle destre».
Il problema, a questo punto, è tutto loro, tutto a sinistra: con un’esplosione di sentimenti e parole scopertamente antiebraiche nel loro campo, nei loro salotti, nelle loro piazze, nel loro associazionismo, nei loro gruppi parlamentari, sui loro giornali, nei loro programmi TV. E pure tra i loro giovani virgulti: penso a ciò che accade, nel silenzio generale, nelle scuole e nelle università, dove si è creato un clima infame contro gli ebrei italiani.
E allora che si fa a sinistra? Ci si può attorcigliare invocando la «complessità» delle questioni: è il rifugio degli ormai mitici «complessisti». Ma il disagio resta, e resta pure una scomoda verità: l’ondata antiebraica è tutta vostra, cari compagni. Ci sarà qualcuno (in altra circostanza accadde, molti decenni fa, a proposito di terrorismo e Brigate Rosse, da parte di Rossana Rossanda sul Manifesto) che avrà il coraggio di riconoscere che tutto ciò fa parte del vostro «album di famiglia»?
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