Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Menù per Gaza a scuola: il 90% va nella spazzatura Cronaca di Andrea Muzzolon
Testata: Libero Data: 23 gennaio 2026 Pagina: 12 Autore: Andrea Muzzolon Titolo: «Menù per Gaza a scuola: il 90% va nella spazzatura»
Riprendiamo da LIBERO di oggi 09/12/2025, a pag. 1/2, con il titolo "Catapulte contro la polizia", l'analisi di Andrea Muzzolon.
Andrea Muzzolon
All'apice della marea propagandista pro-Pal, nelle mense scolastiche della Toscana era stato introdotto anche un menù etnico pro-Gaza. I dati rivelano che, in 9 casi su 10, quei piatti finiscono della spazzatura.
Per mesi non ha risparmiato nessuno: giovani, meno giovani, anziani, addirittura bambini. È stato un bombardamento ideologico continuo.
Stiamo parlando, ovviamente, della propaganda pro-Pal che ci è stata propinata dalla sinistra in tutte le salse. Ma una è risultata particolarmente indigesta, specie ai più piccoli: l’hummus. Tranquillizziamo tutti, qui nessuno è impazzito. È tutto vero: come vi avevamo raccontato a dicembre su Libero, in Toscana l’indottrinamento pro-Gaza era arrivato fino alle mense di scuole materne ed elementari.
Nei rossissimi comuni di Calenzano, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Signa, Barberino di Mugello, e Capannori, in provincia di Firenze, e di Carmignano nel pratese, le amministrazioni si erano inventate l’iniziativa “Sapori per la pace”. Tre appuntamenti, distribuiti durante l’anno scolastico, in cui per pranzo i bambini si sarebbero trovati davanti menù esclusivamente etnici, ispirati a Paesi in cui è in corso una guerra. Vada sé dire che il primo appuntamento, lo scorso 10 dicembre, è stato dedicato alla Palestina (poi toccherà a Ucraina e Sudan). E, com’era ampiamente prevedibile, è stato un flop clamoroso.
Mujaddara (ovvero lenticchie, riso, uvetta e spezie), hummus di ceci e crudité di carote - questi i piatti scelti con l’ausilio della chef palestinese Fidaa Abuhamdiya - sono stati avanzati, e di conseguenza buttati, in grandissime quantità poiché distanti anni luce dai gusti di bambini così piccoli. E a dirlo sono i dati.
Giovanni Sardi, consigliere di Fratelli d’Italia a Carmignano, è stato il primo a sollevare il caso dello spreco di cibo. Nel suo comune, ben 279 porzioni su 403 di riso e lenticchie sono finite nella pattumiera. Ma peggio è andata all’hummus: 300 porzioni sprecate, pari al 74,4% di quelle messe in tavola. Leggermente meglio è andata alle carote, ma comunque la maggior parte dei bimbi non ha gradito: il 59% ha rifiutato il contorno.
Ma quello di Carmignano non sembra essere un caso isolato: anche a Barberino di Mugello c’è stato un vero e proprio sollevamento popolare tra gli alunni contro il cibo palestinese. Stando ai dati forniti dal Comune, negli istituiti ci sarebbero punte di spreco dell’85,7% per il primo piatto e addirittura del 93,75 per il secondo. Insomma, quell’hummus tutto ceci e ideologia non è piaciuto proprio a nessuno.
Il merito di questo successone va ricercato anche nella società che ha sponsorizzare il progetto. Si tratta di Qualità&Servizi, impresa pubblica che gestisce la refezione scolastica nei comuni che hanno aderito al pranzo etnico. E, alla sua guida, in qualità di amministratore unico, c’è una vecchia conoscenza della politica: Filippo Fossati, deputato del Pd prima e di Articolo 1 poi, fra il 2013 e il 2018.
FUORI I DATI
«I dati riferiti allo spreco di cibo forniti da Qualità&Servizi sono inequivocabili: il “menù della pace”, dedicato ai cibi etnici palestinesi, è stato un fallimento. Una conferma di quanto già avevo percepito ricevendo le segnalazioni di molti genitori. Genitori che pagano la mensa e che hanno il diritto di ricevere per i loro figli un servizio adeguato», ha commentato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Gemelli. Per questo, l’esponente di Fdi ha annunciato che i consiglieri comunali del suo partito a Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio e Signa presenteranno la medesima interrogazione del collega di Carmignano per visionare i dati relativi agli sprechi alimentari.
Addirittura, stando ai racconti forniti da diversi genitori al consigliere, quel giorno molti bambini avrebbero provato a chiedere il pasto in bianco pur di mettere qualcosa sotto i denti. Ma, ovviamente, le razioni a disposizione non sono state sufficienti a soddisfare la richiesta.
«Non era difficile prevedere l’esito, visto che si tratta di bambini, con i loro gusti e le loro abitudini alimentari. Un fallimento che ammette la stessa società, annunciando che apporterà dei correttivi in vista dei pasti per la pace dedicati ai cibi ucraini e sudanesi», ha sottolineato Gemelli. «Nessuno mette in dubbio il valore della pace e del dialogo - ha chiosato il meloniano-, ma a chi non perde occasione per mettere l’ideologia anche in cucina domando: è etico gettare via centinaia di pietanze?».
Dalla Flotilla all’hummus, noi continuiamo a tenere aggiornato l’elenco dei “successi” pro-Pal.
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