2 Lettere
1. La "speranza" per Khomeini
Gent. sig.ra Deborah,
Bertinotti, alcuni giorni fa ad 'Aria che tira', ha detto che ci fu grande speranza nel 1979 quando Khomeini spodestò lo Scià.
Speravamo, disse, che l'Iran potesse risollevarsi dopo anni di regime dispotico e poliziesco.
Quando il conduttore gli ha fatto rilevare che gli ayatollah non si sono certo dimostrati migliori della Savak, ha chiuso con un purtroppo ci siamo sbagliati.
Questi sono i nostri progressisti, tanto amanti delle libertà che non smettono mai di tifare per i peggiori dittatori del mondo.
Cari saluti
Roberto Razza
Caro Roberto,
purtroppo è sotto gli occhi di tutti che i cosiddetti progressisti (non capisco perché li si definisca tali visto che la loro ideologia è la più retrograda e pericolosa che esista), hanno una visione distorta della storia e della democrazia. Quando nel 1979 gli ayatollah hanno preso il potere e tutto l'occidente era in giubilo per la cacciata dello Scià, incontrai in treno, in Italia, due giovani iraniani che mi fecero le loro di quel terrorista in turbante che dalla Francia era arrivato in Persia con l'appoggio dei francesi. "Khomeini è buon" mi dicevano nel loro italiano zoppicante, "Molto buono". Vorrei sapere se oggi quei due ragazzi sono ancora vivi e la pensano allo stesso modo.
Da quei giorni l'Iran è diventato l'inferno in terra. La mia grande speranza è che gli Stati Uniti si affianchino a Israele nell'aiutare la rivolta del popolo persiano e lo liberino da quei brutti ceffi, terroristi e assassini del proprio popolo. Non possiamo sperare nell'Europa, troppo debole e schiava dell'islam. Israele è pronto e se Trump non si rimangiasse la parola data forse questa sarebbe la volta buona per arrivare alla liberazione dell'Iran. Li abbiamo abbandonati all'epoca di DONNA VITA LIBERTA, non dobbiamo lasciarli soli anche ora!
Un cordiale shalom
Deborah Fait
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2. Le falsità di Barbero
Cara Dvora,
Apprendo, in riferimento al sette di ottobre 2023, del prof. Barbero intento a raccontare come i palestinesi abbiano colpito chi abita negli insediamenti.
A voler significare che in Israele gli ebrei siano degli abusivi.
A rinforzare questa pseudo-tesi egli sostiene che non è mai esistito un regno di Israele.
Quindi risalendo al decimo secolo prima dell’era volgare (… 10* secolo avanti Cristo) non ci sarebbe stato nè Re David nè Re Shlomo, sempre secondo costui.
A smascherare tutte queste affermazioni, ci viene incontro l’archeologia, ben sviluppata e curata dalle eminenti Università israeliane.
Sappiamo come i palestinesi si adoperino alacremente nella continua distruzione di tutti i ritrovamenti archeologici, che gli arrivano a portata di mano.
L’opera distruttiva ha lo scopo di cancellare le testimonianze materiali che dimostrino la storica millenaria presenza israelita.
Il professore comunista Barbero, contribuisce con le sue frequenti conferenze a divulgare queste storture, nel pervicace tentativo di produrre una contro-storia, per sostenere la causa palestinese.
Nelle sue assemblee gli astanti applaudono a piene mani come se venissero raccontate verità incontrovertibili.
Mala tempora currunt.
Un abbraccio
Yosef ben Hektor
Caro Yosef,
Il nome di Barbero mi provoca sempre l'orticaria! Ricordo quelle sue affermazioni sulla inesistenza dei Regni di Israele e ricordo di aver avuto un colpo allo stomaco, un senso di nausea che mi aveva preso alla gola come una mano che mi stesse soffocando. La mia rabbia e la mia indignazione erano più forti perché sapevo che le scempiaggini del sedicente storico facevano presa su molti cervelli deboli. Infatti il comunista Barbero è ancora in auge e può diffondere le sue pericolose baggianate Urbi et Orbi senza il minimo senso del pudore. Far scomparire il popolo ebraico, non solo fisicamente, ma anche storicamente, è da sempre il desiderio dei nazi-comunisti proPal e hanno terreno fertile per diffonder le loro idee malate creando odio nel tentativo, riuscito purtroppo in certo ambienti, di legittimare un popolo, quello sì inesistente, come i palestinesi.
E' vero, Mala tempore currunt ma il nostro inno nazionale si chiama "La Speranza" e dobbiamo andare avanti e sbugiardare chi mente sapendo di mentire.
Shalom
Deborah Fait