Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il Tar permette ai pro-Pal di tornare a Milano (e sfasciarla di nuovo) Commento di Christian Campigli
Testata: Il Tempo Data: 21 gennaio 2026 Pagina: 6 Autore: Christian Campigli Titolo: «Il Tar ha sospeso il Daspo urbano ai Pro-Pal che devastarono Milano»
Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 21/01/2026, a pag. 6, con il titolo "Il Tar ha sospeso il Daspo urbano ai Pro-Pal che devastarono Milano", il commento di Christian Campigli.
Il Tar della Lombardia ha sospeso i daspo urbani inflitti a studenti, maggiorenni e minorenni, arrestati dopo gli scontri violenti seguiti al corteo pro-Pal alla stazione Centrale di Milano
Il daspo era una punizione «sproporzionata» rispetto ad aver messo a ferro e a fuoco una città in nome della vicinanza a Gaza e dell’odio verso Israele e l’Occidente. Il Tar della Lombardia ha incredibilmente sospeso i divieti amministrativi, i cosiddetti «daspo urbani», che erano stati notificati ad alcuni ragazzi, manifestanti maggiorenni e minorenni, arrestati il 22 settembre scorso a seguito degli scontri violenti dopo il corteo pro Gaza alla stazione Centrale di Milano.
Il daspo era stato comminato a due studentesse universitarie di 21 anni e a due studenti liceali minorenni. A loro era stato vietato per due anni di farsi trovare vicino a ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie, pasticcerie e locali presenti in più zone di Milano e per un anno di accedere o avvicinarsi alla stazione Centrale, ai treni, alla metropolitana e alle aree limitrofe. Una misura già molto blanda che però evidentemente rischiava di creare un precedente: sarebbe stato sancito che devastare una stazione per manifestare le proprie «ragioni» ha delle conseguenze.
E così, dopo il ricorso dei ragazzi, i giudici del tribunale amministrativo lombardo hanno sospeso l’efficacia di quei daspo, emessi il primo ottobre e notificati dalla questura, nella fase cautelare del procedimento. In seguito ci sarà comunque un’udienza per trattare la questione nel merito. Al momento sono arrivate le decisioni per una studentessa e per i due minori, ma è verosimile che la scelta possa essere la medesima anche per l’altra ventunenne.
Per il Tar, presieduto dal presidente della prima sezione Antonio Vinciguerra, «le censure formulate dai legali sul concreto pericolo per la sicurezza pubblica, alla base dei provvedimenti, non sono implausibili». Anche perché le misure cautelari in sede penale nel frattempo sono cadute. In più, «l’ampio perimetro dei luoghi oggetto dei due divieti di accesso appare incongruo, in base al principio di proporzionalità».
Insomma, chiedere a chi ha avuto scontri durante una manifestazione di stare per un breve periodo di tempo distante da quella zona non è «proporzionale». Lo stesso Riesame del Tribunale per i minorenni, il 9 ottobre, accogliendo i ricorsi, aveva ritenuto «sproporzionata» la misura cautelare dell’obbligo di permanenza in casa per i due minori rispetto al «rischio di reiterazione del reato». L’avevano quindi sostituita con alcune prescrizioni, come la regolare frequenza scolastica.
D’altronde nel nostro Paese e soprattutto nel mondo dei togati bonitas omnia vincit. «È assurda questa abitudine al giustificazionismo per giovani che si rendono protagonisti di violenze nelle piazze e assalti alle forze dell’ordine – ha ricordato il vicesegretario della Lega Silvia Sardone –. Che messaggio lanciamo se le sanzioni vengono annullate e le pene sono spesso minime? Serve un atteggiamento veramente educativo che passa anche dalla punizione. Il buonismo caro alla sinistra non serve a nulla».
Perentorio anche il commento del vicesegretario di Forza Italia Deborah Bergamini: «Minimizzare la portata di queste azioni di violenza finisce per legittimarle, producendo conseguenze sociali gravissime e rendendo più difficile l’operato del governo per garantire la sicurezza di tutti».
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