martedi` 20 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
20.01.2026 Pace a Gaza?
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 20 gennaio 2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Pace a Gaza?»

Pace a Gaza?
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://israel247.org/paix-a-gaza-272824.html

 
Michelle Mazel

Israele profondamente preoccupato per la presenza di Qatar, Turchia e altri nemici nel Board of Peace per Gaza. Che pace dovrebbero mai portare i complici di Hamas?

Israele è profondamente segnato dal trauma del 7 ottobre e dai terribili combattimenti che ne seguirono. Il Paese piange i suoi morti e cura le sue ferite; ha sofferto molto per l'abbandono dell'opinione pubblica mondiale, che ha sostenuto e sostiene ancora l'aggressore.

Hamas non ha ancora rispettato gli obblighi previsti dall'accordo di cessate il fuoco; non ha restituito il corpo dell'ultimo ostaggio, il poliziotto Ran Gvili, e, lungi dal disarmarsi, sta lavorando per reclutare nuovi militanti e consolidare la sua presa sulla popolazione mediante il terrore.

Eppure si moltiplicano le richieste affinché la seconda fase dell'accordo venga portata avanti senza ulteriori indugi. Bisogna dire che i miliardi già stanziati per la ricostruzione di Gaza stanno suscitando grande bramosia. L'amministrazione statunitense ha elaborato una tabella di marcia dettagliata. Per assistere il comitato tecnocratico palestinese composto da 15 membri incaricato dell'amministrazione provvisoria del territorio, un Consiglio per la Pace sarà responsabile di “guidare la ricostruzione di Gaza e coordinarne il finanziamento.”

Ciascuno Stato membro resterà in carica per un periodo non superiore a tre anni a partire dall'entrata in vigore della Carta che lo istituisce, salvo rinnovo da parte del Presidente del Consiglio, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il periodo di tre anni non si applicherà agli Stati membri che verseranno più di 1.000.000.000 di dollari in fondi in contanti al Consiglio per la Pace durante il primo anno successivo all'entrata in vigore della Carta. Tra i membri di questo Consiglio in particolare figurano Marco Rubio, Steve Witkoff, Jared Kushner, genero di Donald Trump e mediatore non ufficiale, l'ex Primo Ministro britannico Tony Blair e il Presidente della Banca Mondiale Ajay Banga. Alcuni di questi individui saranno anche membri di un Consiglio esecutivo il cui mandato è quello di sostenere “una governance efficace e la fornitura di servizi all'avanguardia che promuovano la pace, la stabilità e la prosperità per la popolazione di Gaza.” Oltre a Steve Witkoff, Jared Kushner, Tony Blair e Marc Rowan, il comitato comprenderà il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov, ex inviato delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, l'inviata delle Nazioni Unite per il Medio Oriente Sigrid Kaag, il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, il diplomatico del Qatar Ali Al-Thawadi, il capo dell'intelligence egiziana Hassan Rashad e il Ministro di Stato per la cooperazione internazionale degli Emirati Arabi Uniti Reem Al-Hashimy. Una composizione che sta suscitando grande preoccupazione in Israele, nonostante la presenza del miliardario israeliano Yakir Gabay. Il Qatar, che in passato ha finanziato Hamas e continua a concedere ospitalità ai leader del movimento, è praticamente considerato un Paese nemico; per quanto riguarda il Presidente turco, i toni dei suoi interventi contro lo Stato ebraico sono estremamente virulenti. Questi due Paesi, tuttavia, intendono integrare le proprie truppe nella forza internazionale incaricata di supervisionare il disarmo di Hamas.

Resta da vedere cosa rimarrà di questo bel programma, forse troppo bello.


takinut3@gmail.com

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT