Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Per Trump, a Gaza deve iniziare la fase della pacificazione Cronaca di Niccolò Salvatori
Testata: Il Tempo Data: 17 gennaio 2026 Pagina: 11 Autore: Niccolò Salvatori Titolo: «Pronto il board della pace. Trump: Via alla fase 2 del piano Gaza»
Riprendiamo da IL TEMPO del 16/01/2025, a pag. 11, con il titolo "Pronto il board della pace. Trump: Via alla fase 2 del piano Gaza", l'analisi di Francesca Musacchio.
Trump è convinto che si possa iniziare con la fase 2 (pacificazione) del piano di pace per Gaza. Il comitato (board) internazionale è pronto. Ma Hamas è ancora armata e pronta a riprendere attività terroristiche. Trump ha fretta, ma non è affatto detto che il suo piano funzioni.
È iniziata ufficialmente la «Fase 2» del piano per Gaza, con la formazione del «Board della pace». Ad annunciarlo in un post sul social Truth è stato il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. «È per me un grande onore annunciare la costituzione del board of peace – ha dichiarato Trump. I membri saranno annunciati a breve, ma posso affermare con certezza che si tratta del board più grande e prestigioso mai riunito, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo». All’annuncio, il Presidente Usa ha fatto seguire alcuni dettagli: «Come annunciato da Steve Witkoff, siamo ufficialmente entrati nella fase successiva del Piano di Pace in 20 punti per Gaza». «Dal cessate il fuoco, il mio team ha contribuito a fornire livelli record di aiuti umanitari a Gaza, raggiungendo i civili a una velocità e una portata storiche. Persino le Nazioni Unite hanno riconosciuto questo risultato come senza precedenti. Questi risultati hanno posto le basi per questa fase successiva».
Come sottolineato dallo stesso Trump poco dopo, a gestire il percorso post-bellico dovrebbe essere «un governo tecnocratico palestinese di nuova nomina», il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, «supportato dall’alto rappresentante del Consiglio», per governare la Striscia «durante la sua transizione». La formazione di una compagine di tecnocrati palestinesi è stata pertanto accolta con favore anche dal segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, il quale ha elogiato gli sforzi di Egitto, Qatar e degli altri mediatori, Usa compresi.
Sugli oneri che dovranno gestire la transizione Donald Trump ha pochi dubbi: «Questi leader palestinesi – ha detto – sono fermamente impegnati per un futuro di pace. Con il sostegno di Egitto, Turchia e Qatar, garantiremo un accordo di demilitarizzazione globale con Hamas, che include la consegna di tutte le armi e lo smantellamento di ogni tunnel». Il gruppo terroristico è stato quindi oggetto di un duro monito, in pieno stile trumpiano: «Hamas deve onorare immediatamente i suoi impegni, inclusa la restituzione dell’ultimo corpo a Israele», e «procedere senza indugio alla completa demilitarizzazione». Poi la stoccata finale: «Come ho già detto, possono farlo nel modo più facile o in quello più difficile. La popolazione di Gaza ha sofferto abbastanza. Il momento è ora», ha concluso Trump.
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