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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Riformista Rassegna Stampa
16.01.2026 Milei: Fratellanza Musulmana organizzazione terroristica
Commento di Iuri Maria Prado

Testata: Il Riformista
Data: 16 gennaio 2026
Pagina: 5
Autore: Iuri Maria Prado
Titolo: «Milei: Fratellanza Musulmana organizzazione terroristica. Effetto Trump»

Riprendiamo dal RIFORMISTA di oggi, 16/01/2026, a pagina 5, il commento di Iuri Maria Prado dal titolo "Milei: Fratellanza Musulmana organizzazione terroristica. Effetto Trump"


Iuri Maria Prado

Javier Milei è il primo presidente argentino amico di Israele e capisce l'importanza della sua sicurezza, oltre alla minaccia rappresentata dagli islamisti. Per questo, seguendo l'esempio di Trump, ha messo al bando la Fratellanza Musulmana.

È significativa sotto molti aspetti la decisione argentina di inserire tra le organizzazioni terroristiche alcune branche della Fratellanza Musulmana, in particolare quelle operanti in Libano, in Egitto e in Giordania. In primo luogo, l’iniziativa assume un rilievo speciale perché l’Argentina è il primo e, per ora, unico grande Paese sudamericano ad aver compiuto un passo simile. In un contesto regionale segnato dalla presenza, a Nord, del Brasile guidato da un presidente che vaneggia di genocidio in Palestina e, più sopra, del Venezuela, già dimora caraibica di Hamas sotto Nicolás Maduro, questa scelta rompe una consuetudine politica e culturale profondamente radicata.

In uno scenario simile, l’allineamento dell’Argentina alla direttrice antiterroristica guidata dagli Stati Uniti rappresenta un’evoluzione tutt’altro che simbolica. È una tessera ulteriore di un mosaico occidentale che sta progressivamente sostituendo disegni geopolitici ormai inattuali e fallimentari. L’idea che realtà terroristiche come la Fratellanza Musulmana potessero essere ammansite, contenute o neutralizzate concedendo loro spazi di potere di fatto, considerati sperabilmente limitati e tutto sommato innocui, si è rivelata tragicamente illusoria.

La decisione del governo argentino assume poi un valore ancora più netto perché si colloca in controtendenza rispetto all’atteggiamento di una larga parte della comunità internazionale, compresa una fetta non marginale dell’Europa. Molti Paesi continuano infatti a ritenere che lo sviluppo pacifico delle società mediorientali possa prescindere dal superamento della radicalizzazione che le pervade. La recente sfilza di “riconoscimenti” dello Stato di Palestina, consumatasi in pochi mesi, ha offerto una dimostrazione plastica dell’inaderenza alla realtà di queste letture ideologiche, fondate su una rappresentazione immaginaria del Medio Oriente, da riequilibrare con qualche risoluzione contro Israele e con atti di legittimazione tanto rapidi quanto vuoti.

A questa declamazione insulsa e politicamente nociva si contrappone un lavoro meno facile ma infinitamente più concreto: denunciare e smantellare il potere delle organizzazioni terroristiche che assediano il Medio Oriente, attentano alla stabilità regionale e contaminano in modo pestifero le società occidentali nelle quali riescono ad accreditarsi. Che questo percorso venga intrapreso da un Paese come l’Argentina, impegnato a risollevarsi da un disastro sociale ed economico che sembrava averlo espulso definitivamente dal mondo avanzato, è un fatto di rilievo politico tutt’altro che trascurabile.

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