Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
L’Onu non può imporre la presenza dell’UNRWA Commento di Iuri Maria Prado
Testata: Il Riformista Data: 15 gennaio 2026 Pagina: 4 Autore: Iuri Maria Prado Titolo: «L’Onu non può imporre la presenza dell’UNRWA»
Riprendiamo dal RIFORMISTA di oggi, 15/01/2026, a pagina 4, l'editoriale di Iuri Maria Prado dal titolo "L’Onu non può imporre la presenza dell’UNRWA"
Iuri Maria Prado
L'UNRWA, agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, è palesemente collusa con Hamas. Israele ha diritto a tenerla lontana da Gaza. Le proteste del segretario generale dell'ONU non tengono conto della sicurezza dello Stato ebraico.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha scritto a Benjamin Netanyahu per lamentarsi dei provvedimenti restrittivi che Israele ha adottato nei confronti dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per il sussidio dei cosiddetti rifugiati palestinesi nei cosiddetti territori occupati. L’Unrwa – il cui personale ha partecipato ai massacri del 7 ottobre e che annovera numerosissimi esponenti compromessi con Hamas – è stata dichiarata da Israele organizzazione terroristica. È una decisione politica che si può condividere o meno, ma nessuno può imporre a Israele, né a qualsiasi altro Stato sovrano, di consentire l’operatività sul proprio territorio di un’agenzia ritenuta ostile o pericolosa.
La presenza e l’azione di qualunque organizzazione di cooperazione internazionale, in qualsiasi Paese, presuppongono infatti un quadro consensuale di rapporti e sono per loro natura condizionate. Non esiste alcun diritto automatico, né tantomeno irrevocabile, per nessuna organizzazione internazionale di impiantare nel Paese in cui opera una sorta di latifondo intoccabile. Le Nazioni Unite, attraverso i propri proxy agghindati da “special rapporteur”, da mesi lavorano per imporre senza titolo il principio secondo cui Israele avrebbe il dovere di collaborare con l’Unrwa, ossia, in buona sostanza, di permettere a quell’agenzia di continuare a operare come ha fatto finora.
Vale a dire finanziando un sistema educativo che ha indottrinato generazioni di bambini palestinesi al culto del martirio, tollerando che i propri ospedali venissero utilizzati come depositi di armi e come casematte operative dei tagliagole della Striscia, consentendo che le proprie strutture fossero sfruttate dai terroristi palestinesi per mescolarsi ai civili e usarli come scudi umani. Questo è il quadro documentato dell’azione dell’Unrwa a Gaza, ben lontano dalla rappresentazione di un’agenzia neutrale dedita esclusivamente all’assistenza umanitaria.
L’Unrwa, se anche non fosse formalmente l’organizzazione terroristica di cui parla Israele, resta comunque una realtà opacissima e profondamente corrotta, i cui vertici non solo intrattenevano rapporti di stretta collaborazione con le sigle terroristiche di Gaza, ma rivendicavano apertamente di operare nei cosiddetti territori occupati per “contrastare l’ingiustizia” rappresentata dalla presenza stessa di Israele dal 1948. È dunque lo statuto materiale di questa costola malformata delle Nazioni Unite a essere incompatibile persino con l’ipotesi che si tratti di un’organizzazione indipendente, limitata alla prestazione di servizi assistenziali.
Di fatto, l’Unrwa non è neppure una vera organizzazione internazionale. È un’organizzazione palestinese che assicura assistenza molto meno alla popolazione civile e molto più a chi la governa, come tutti sanno, obbligandola a vivere – e a morire – nella più grande fortezza terroristica del mondo. L’Unrwa non ha servito la pace. Ha servito gli scavi dei tunnel di Gaza.
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