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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Tempo Rassegna Stampa
14.01.2026 La Flotilla pronta a ripartire. Come sempre dalla parte sbagliata della storia
Analisi di Francesca Musacchio

Testata: Il Tempo
Data: 14 gennaio 2026
Pagina: 4
Autore: Francesca Musacchio
Titolo: «La Flotilla pronta a ripartire. Via alla raccolta fondi»

Riprendiamo da IL TEMPO del 14/01/2025, a pag. 4, con il titolo "La Flotilla pronta a ripartire. Via alla raccolta fondi", l'analisi di Francesca Musacchio.

Freedom Flotilla, un sogno di libertà

La Freedom Flotilla rilancia per la primavera 2026 con la Global Sumud Flotilla, annunciando centinaia di imbarcazioni, migliaia di partecipanti e una vasta raccolta fondi per una nuova missione verso Gaza

La Flotilla ci riprova. Dopo i fallimenti e gli incidenti dei mesi scorsi, la Freedom Flotilla rilancia e punta alla primavera 2026 con un nuovo appello internazionale e una missione ancora più ambiziosa verso Gaza. Cinquecentomila euro l'obiettivo minimo di raccolta fondi, oltre cento imbarcazioni annunciate e più di tremila partecipanti da oltre cento Paesi. Ma anche questa volta il convoglio difficilmente entrerà nella Striscia, mentre la pressione diplomatica e di sicurezza ricadrà sui Paesi di partenza chiamati a gestire una mobilitazione che si preannuncia altamente conflittuale.

La nuova operazione, ribattezzata Global Sumud Flotilla 2026, viene presentata dagli organizzatori come la più grande flottiglia civile mai tentata verso Gaza. Aiuti umanitari, personale sanitario, attivisti, parlamentari e giornalisti dovrebbero salpare in primavera da più porti del Mediterraneo per poi convergere in acque internazionali e dirigersi verso il «blocco navale israeliano». L'obiettivo dichiarato è «rompere l'assedio» e stabilire una presenza umanitaria continuativa.

Ma l'esperienza delle missioni precedenti suggerisce uno scenario diverso: intercettazioni in mare, sequestri delle imbarcazioni e arresti degli attivisti, con conseguenti crisi diplomatiche tra Israele e i Paesi di bandiera delle navi coinvolte. Dietro l'operazione c'è una saldatura tra reti già attive negli anni passati. La Global Sumud Flotilla coordina la storica Freedom Flotilla Coalition e l'iniziativa «Thousand Madleens to Gaza», unificando i tentativi del 2025 in un'unica cornice internazionale.

Tra i promotori figurano attivisti di lungo corso come Huwaida Arraf e Bent Erik Krøver, affiancati da nuovi volti provenienti dal Sud globale. Nel comitato direttivo compaiono anche Saif Abukeshek, Sumeyra Ordu e Wael Navar, mentre per l'Italia siedono Maria Elena Delia e Tony Lapicirella, unici rappresentanti europei nel nuovo assetto. Una scelta rivendicata come segnale politico: una Flotilla meno occidentale e più legata alle comunità direttamente coinvolte.

Il piano economico poggia interamente su donazioni e raccolte fondi dal basso. Cinquecentomila euro rappresenterebbero solo la soglia iniziale per coprire il noleggio delle imbarcazioni, il carburante, gli equipaggi e le forniture mediche. Nella missione precedente, la rete internazionale avrebbe raccolto oltre tre milioni di euro, mobilitando ong, sindacati e associazioni. Anche per il 2026 si annuncia il coinvolgimento di navi di supporto medico e logistico, tra cui la Life Support di Emergency, già utilizzata come appoggio sanitario nelle traversate del 2025 e indicata come elemento chiave per garantire assistenza in mare e visibilità internazionale.

Le partenze dovrebbero avvenire tra aprile e maggio con uno schema già sperimentato: salpi scaglionati da Spagna, Italia, Tunisia, Grecia e altri Paesi, ricongiungimento in mare e rotta collettiva verso Gaza. Ma i precedenti pesano. Nel 2025 la Flotilla fu intercettata dalla marina israeliana che bloccò decine di navi e arrestò centinaia di attivisti, tra cui anche figure mediatiche di primo piano. Israele considera anche questa iniziativa una provocazione e manterrà una linea dura sul piano militare e giudiziario.

Gaza, quindi, resterà inaccessibile, mentre l'operazione produrrà soprattutto tensioni diplomatiche, contenziosi legali e problemi di ordine pubblico per i governi dei Paesi coinvolti. Anche questa volta, sul piano concreto, più che una missione umanitaria, resta una sfida politica destinata a fermarsi in mare aperto.

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