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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
11.01.2026 Gli Emirati Arabi Uniti accusano i campus britannici di radicalismo islamico
Editoriale del Foglio

Testata: Il Foglio
Data: 11 gennaio 2026
Pagina: 3
Autore: Redazione de Il Foglio
Titolo: «Un po’ woke, un po’ islamisti»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 11/01/2026, a pag. 3, il redazionale dal titolo "Un po’ woke, un po’ islamisti".

Starmer e l'emiro di Dubai. Gli inglesi sono ormai più realisti del re: nel Regno Unito i campus ospitano più integralisti islamici dei paesi islamici stessi. Gli Emirati Arabi Uniti cercano di combattere i Fratelli Musulmani, le università inglesi li ospitano con tutti gli onori e danno loro cattedre per insegnare. Il risultato è che gli Emirati stanno scoraggiando i loro ragazzi ad andare a studiare in Inghilterra, perché potrebbero tornare fanatici.

Mentre le università britanniche faticano a difendersi da chi le accusa di essere i nuovi templi della tirrania del wokismo, eccole finire in una nuova polemica che si sovrappone e si interseca alla precedente, quella che dipinge i campus di Londra come l’habitat ideale per il radicalismo islamico. Un’accusa non nuova in verità, ma resa eclatante perché arriva da un paese musulmano, gli Emirati Arabi Uniti. Alcuni funzionari di Abu Dhabi hanno spiegato al Financial Times come mai, a giugno dello scorso anno, il paese del Golfo abbia tagliato l’elargizione delle borse di studio ai giovani emiratini che volevano studiare nel Regno Unito. Il motivo è il rifiuto di Londra nel dichiarare fuorilegge la Fratellanza musulmana, contro cui gli Emirati sono in guerra aperta. Come ritorsione, gli sceicchi hanno ridotto le borse di studio, causando un crollo del 55 per cento in due anni delle iscrizioni ai campus britannici. “Non vogliamo che i nostri ragazzi si radicalizzino nelle università”, ha fatto sapere Abu Dhabi. Quello che potrebbe però sembrare un paradosso – un paese arabo che accusa uno europeo di non fare abbastanza contro l’estremismo islamico – è invece la conferma di quanto gli Emirati siano da sempre in prima linea contro la Fratellanza. Se la guerra all’Ikhwan è il faro che guida la politica estera del paese del Golfo, al contrario Londra resta su posizioni interlocutorie nei confronti dell’islam politico. Il governo Starmer ha detto che una decisione sulla messa al bando dei Fratelli musulmani è in fase di studio, ma l’ultima volta che il Parlamento si è espresso, nel 2017, ha concluso che la Fratellanza è una “parete ignifuga” contro l’estremismo islamico. Una tesi che oggi è smentita dai fatti, come dimostrano i fallimenti certificati ovunque dell’islam politico. Poi ci sono i numeri che parlano di un fenomeno oggettivo: nel biennio 20232024, ben 70 studenti iscritti alle università britanniche hanno dato segnali di “radicalizzazione islamista”. E’ così che relativismo e integralismo finiscono per intersecarsi e diventare due lati della stessa medaglia, quella di un occidente senza più un’identità.

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