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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
08.01.2026 Schiaffone di Trump a Putin, sequestrate due navi
Analisi di Costanza Cavalli

Testata: Libero
Data: 08 gennaio 2026
Pagina: 1/4
Autore: Costanza Cavalli
Titolo: «Gli Usa all’arrembaggio. Sequestrate due petroliere della flotta dello Zar»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 08/01/2026, a pag. 1/4, l'analisi di Costanza Cavalli: "Gli Usa all’arrembaggio. Sequestrate due petroliere della flotta dello Zar".


Costanza Cavalli

Incursori americani a bordo della petroliera Bella1, parte della flotta fantasma russa. Sequestrata per implementare le sanzioni contro il Venezuela, è un colpaccio anche contro la Russia. Forse Trump si sta svegliando su Putin? I commenti sulla stampa sembrano concordare su questo punto, ma è veramente ancora troppo presto per dirlo.

Dopo più di un mese di inseguimento, le forze armate statunitensi ieri hanno raggiunto la petroliera russa Marinera tra l’Islanda e le isole britanniche, si sono calati da un elicottero a bordo dell’imbarcazione e l’hanno sequestrata con la forza. L’ultima volta che avevano provato ad abbordarla, a metà dicembre, si chiamava Bella 1, navigava nei Caraibi, era diretta verso il Venezuela e batteva bandiera guyanese.
Sempre ieri, prima dell’alba, a migliaia di chilometri più a ovest, nelle acque internazionali vicino ai Caraibi, la Guardia costiera americana ha sequestrato un’altra petroliera, la M Sophia. Secondo l’Organizzazione Marittima Internazionale, la nave è senza cittadinanza da gennaio 2025. Da sei mesi non comunica la sua posizione.
Entrambe le navi sono coinvolte nel trasporto di petrolio tra Russia, Iran e Venezuela: fanno parte cioè della flotta ombra utilizzata per il contrabbando di petrolio in violazione delle sanzioni di Washington imposte al regime di Caracas. Dopo aver catturato l’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro in un raid lampo a Caracas, il messaggio di Donald Trump al presidente russo Vladimir Putin e all’ayatollah Ali Khamenei è inequivocabile. Indirettamente, arriva anche a Pechino. «Il presidente mantiene ottimi rapporti personali con il presidente Putin e con il presidente Xi», ha risposto ieri la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt a una giornalista che chiedeva un commento sulle crescenti tensioni con Mosca. «Ma applicherà la migliore politica per gli Stati Uniti: l’embargo su tutte le navi della flotta ombra che trasportano illegalmente petrolio».
La Marinera era, infatti, soggetta a un ordine giudiziario di sequestro. Le prime sanzioni risalgono al 2024, quando era ancora Bella 1, per aver trasportato petrolio iraniano proveniente dal mercato nero per conto di Hezbollah. A dicembre, quando gli Usa cercano di intercettarla nei Caraibi, la nave è vuota, probabilmente per rifornirsi di greggio. Il tentativo di abbordaggio la spinge a fuggire verso est, attraverso l’Atlantico. Gli americani però la seguono. La Russia prova una tecnica: spegnere i transponder (succede il 17 dicembre), farle indossare i propri colori (l’equipaggio ha disegnato la bandiera russa alla bell’e meglio sullo scafo) e rinominarla. La nave ricompare sui radar a Capodanno con un’altra identità. Discutibile dal punto di vista legale, dicono gli esperti, ma secondo il Cremlino il restyling l’ha resa un’imbarcazione russa e qualsiasi tentativo di abbordaggio costituisce una violazione del diritto internazionale. Il piano però non convince del tutto neanche lo zar perché la Marinera punta dritto verso la sicurezza delle acque russe, con gli americani alle calcagna. Il 2 gennaio Mosca emette un rimprovero diplomatico formale e chiede a Washington di interrompere l’inseguimento. Nelle ultime 24 ore, Putin ordina di inviare un sottomarino e altre risorse navali per scortare la petroliera. Non fanno in tempo. Ieri gli Usa hanno inviato aerei caccia-sottomarini P-8 Poseidon e cannoniere AC-130J per supportare l’operazione di abbordaggio.
Le forze armate del Regno Unito hanno fornito supporto operativo con aerei da ricognizione e una petroliera di rifornimento.
Mentre la M Sophia non ha destato alcun interesse (secondo Kpler, la società di analisi dati, la nave trasportava petrolio venezuelano, ha effettuato quattro viaggi dal Paese nel 2025 ed è ora scortata dalla Guardia Costiera Usa verso gli Stati Uniti), il tallonamento attraverso l’Atlantico ha avvinto gli affezionati: perché mai gli americani avrebbero dato la caccia a una nave lunga 300 metri che non trasporta petrolio? Armi russe di alto valore nascoste nello scafo, è la teoria più quotata. Una bandierina nella lotta di potere transatlantica tra Washington e Mosca, la più probabile.

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