Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Ripartono le lotte di piazza, dopo i pro-Pal, i pro-Maduro Commento di Christian Campigli
Testata: Il Tempo Data: 07 gennaio 2026 Pagina: 6 Autore: Christian Campigli Titolo: «Ripartono le lotte di piazza, dopo i pro-Pal, i pro-Maduro. E al centro sociale la lezione per resistere a Digos e pm»
Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 07/01/2026, a pag. 6, con il titolo "Sciopero per la Flotilla, sanzionati i sindacati", il commento di Christian Campigli.
Il Cpa di Firenze offre copertura legale ai militanti, molti dei quali oggi sventolano Maduro, Palestina e antiamericanismo come un unico slogan ideologico.
Dietro la retorica della “repressione” si difendono azioni illegali come il blocco dei binari, presentandole come lotta politica
Finanziaria, Palestina, Maduro e il Venezuela. Ogni pretesto è buono per scendere in piazza, inneggiare al Sol dell’Avvenire e protestare contro il regno del male, quegli Stati Uniti d’America simbolo (da abbattere) dell’imperialismo mondiale. Cpa di Firenze, il più grande centro sociale del capoluogo toscano, sta per organizzare un incontro con i propri adepti.
Ma non la solita manifestazione, il consueto corteo con tamburi e qualche petardo. No, il livello si è decisamente innalzato. Ed è stato invitato persino un avvocato. Per fare cosa, esattamente? Per poter comprendere come muoversi per «non farsi fregare dagli sbirri», per non farsi ingabbiare in leggi e leggine e, soprattutto, come sfruttare a proprio vantaggio le pieghe del diritto. Un autentico vademecum, utile per tutte le stagioni.
“Pratiche di resistenza”, questo il nome dell’iniziativa, che si terrà il prossimo 9 gennaio alle 18.30 alla sede di via Villamagna, portata avanti alla presenza dell’avvocato Sauro Poli. «In piazza durante questo autunno di solidarietà con la Palestina e negli scioperi eravamo decine di migliaia – si legge nella locandina, pubblicata anche sulla pagina Facebook del Cpa – Oggi polizia e magistratura colpiscono alcuni per dividere, per spaventare tutte e tutti. A questi tentativi rispondiamo con la solidarietà, la lotta e la formazione. Sei stato oggetto di attenzioni indesiderate da Digos o magistratura? Sai come comportarti? Quando vengono a casa, quando ti chiamano in Questura, quando trovi una raccomandata della posta?»
Una sorta di manuale per l’uso, del tutto analogo a quelli che i movimenti più estremisti redigevano negli anni Settanta. D’altronde si sa, molti antagonisti sono rimasti mentalmente ancorati proprio agli Anni di Piombo e alle loro grottesche logiche, per fortuna ormai ampiamente passate di moda.
Il post presente sui social entra ancora più nello specifico e spiega come i nipotini di Carlo Marx siano fuori dal tempo, dalla logica e persino dal buon senso. «L’Italia è in guerra. Si tratta di un processo quotidianamente normalizzato a partire dalla narrazione del ceto politico espressione della classe dominante. La guerra ha almeno due fronti: il fronte esterno, caratterizzato da processi neocoloniali, apartheid, genocidio, e il fronte interno, che vede la distruzione dello Stato sociale, la strage quotidiana sui posti di lavoro oltre che la repressione di lavoratrici, lavoratori, studentesse, studenti e movimenti di lotta».
Deliri che, se da una parte possono strappare un sorriso, dall’altra devono essere presi dannatamente sul serio. «In questi giorni a Firenze la Digos ha fatto visita a compagne e compagni per comunicare indagini in corso a loro carico: si parla di attentato alla sicurezza delle ferrovie, occupazione, violenza privata, resistenza. Stiamo parlando del blocco dei binari durante lo sciopero del 3 ottobre. L’obiettivo è quello di colpire nel mucchio per mettere paura e allontanare dalla lotta magari proprio i più giovani che per la prima volta si sono messi in gioco con tanta generosità. L’assemblea per lo sciopero si mette a disposizione come punto di riferimento per tutti coloro che si troveranno a dover fare i conti con azioni repressive per aver preso parte alle piazze fiorentine di questo autunno. È una questione di difesa legale, di carico delle spese processuali, ma è anche e soprattutto una questione politica e collettiva, mai personale e soggettiva».
Ma è l’ultima parte del post che deve preoccupare: «Non esiste lotta che riesca a svilupparsi senza scontrarsi con la legge e senza costruire solidarietà attorno a chi viene sbattuto sul banco degli imputati: ben venga tutto ciò che è legittimo per la lotta a sostegno della Palestina, dei lavoratori e delle lavoratrici anche se illegale per i governi dei Decreti Sicurezza, degli sfratti, degli sgomberi fulminei e degli abusi d’ufficio, quelli sì legalizzati».
Il Cpa, desideroso di cavalcare l’onda lunga di Maduro e dei suoi sostenitori, ha organizzato per sabato prossimo una nuova manifestazione: «Venezuela, guerra, imperialismo». Perché Maduro o Gaza basta che si scioperi.
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