Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Gli amici di Askatasuna lamentano violazioni del 'diritto allo studio'. Tutto falso! Redazionale di Libero
Testata: Libero Data: 07 gennaio 2026 Pagina: 12 Autore: Redazione di Libero Titolo: «Gli amici di Aska al prefetto: «Violato il diritto allo studio»»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 07/01/2026, a pag. 12, il redazionale "Gli amici di Aska al prefetto: «Violato il diritto allo studio»".
Una lettera inviata al prefetto dagli amici e militanti dell'Askatasuna, epicentro delle violenze pro-Pal, lamenta la "violazione del diritto allo studio". Quale studio? Solo pretesti per fare le vittime (e tornare ad aggredire la polizia)
È firmata “Le famiglie del quartiere Vanchiglia” e “Il Comitato Genitori dell’istituto comprensivo Gino Strada di Torino” la lettera inviata al prefetto di Torino. Gli amici di Askatasuna contestano le modalità dello sgombero del 18 dicembre.
«Le scriviamo - si legge nella missiva - per denunciare una gestione dell’ordine pubblico che riteniamo sproporzionata e gravemente lesiva dei diritti della cittadinanza, con particolare riferimento ai seguenti punti: negazione del diritto allo studio, disagio sociale e organizzativo, perdita di un luogo di socialità, richiesta di progettualità futura». E ancora: «Le famiglie firmatarie intendono sottolineare che non rimarranno inerti di fronte a quella che consideriamo una violazione dei diritti costituzionali dei minori. Siamo pronti a procedere per vie legali per accertare le responsabilità di un’interruzione di pubblico servizio (quello scolastico) avvenuta in assenza di una reale emergenza che giustificasse tale privazione». In occasione dello sgombero, infatti, furono sospese le lezioni per una questione di ordine pubblico. Lo avrebbe compreso anche un bambino che con la scuola aperta, in caso di incidenti, le ripercussioni sarebbero potute essere poco simpatiche (diciamo così). Ma non c’è verso di fare capire tutto ciò agli adulti. «L’improvvisa chiusura e il blocco totale di ben quattro arterie stradali hanno impedito a centinaia di minori di esercitare il proprio diritto-dovere all’istruzione. La sospensione delle lezioni non è avvenuta a fronte di un pericolo imminente e documentato, bensì come conseguenza di una scelta logistica che ha trasformato un quartiere residenziale in una “zona rossa” invalicabile». Innegabili i disagi per le famiglie, ma a volte ci sono questioni più serie da affrontare. Tipo sgomberare dei delinquenti abusivi da trent’anni. Intanto, a Vanchiglia, sono stati rimossi i blocchi stradali posizionati vicini al fu Askatasuna.
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