Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Testata: Informazione Corretta Data: 07 gennaio 2026 Pagina: 1 Autore: David Elber Titolo: «A proposito del Venezuela»
A proposito del Venezuela Commento di David Elber
David Elber
Qualcuno piange per Maduro arrestato? Evidentemente non conosce la storia del Venezuela e del disastro che in questi 12 anni il suo regime ha combinato. Fra depressione economica, violenza e fuga di massa, il Venezuela è il paese dei record negativi. E Maduro era un criminale internazionale, ipocrita parlare di "diritto internazionale violato" per il blitz americano.
Molto è stato detto e scritto in merito all’azione militare americana che ha portato all’arresto del dittatore venezuelano Maduro. Pochissimo è stato detto e scritto in merito al Venezuela, per far comprendere all’opinione pubblica il contesto nel quale l’azione militare americana è avvenuta.
Qui, molto brevemente, proverò a tracciare un rapido profilo del paese sudamericano.
La prima cosa da mettere in rilievo è che il Venezuela dopo 25 di “cura” del duo Chavez/Maduro ha conseguito il record mondiale di decrescita economica. Questo obiettivo tanto caro in Italia ai 5 Stelle (non ha caso ferventi sostenitori di Maduro), ha assunto in Venezuela incredibili risultati. Se prendiamo, ad esempio, il PIL pro-capite del Venezuela nel 1965 scopriamo che ogni venezuelano, 60 anni fa, guadagnava circa 8.800€ (attualizzati) all’anno. Nel 2025, i venezuelani hanno guadagnato circa 3.100€: cioè un mero terzo di quello che guadagnavano 60 anni prima. Un autentico record mondiale negativo. Questo è ovviamente il prodotto di una politica economica del duo Chavez/Maduro fatta di corruzione, nepotismo, criminalità, incapacità gestionale e alleanze internazionali con i peggiori Stati del mondo: Iran, Russia, Cina e Cuba. Su questo punto tornerò più avanti.
Un altro indice economico molto interessante, che è alla base della povertà endemica della popolazione, è il settore petrolifero nazionale. Nel 1965 il Venezuela aveva una capacità produttiva di 3,5 milioni di barili al giorno: era uno dei maggiori produttori di petrolio nel mondo. L’Arabia Saudita, per fare un esempio, nello stesso anno aveva una capacità produttiva di circa 2,2 milioni di barili al giorno. Nel 2025, dopo la nazionalizzazione degli impianti petroliferi, voluta da Chavez, e la “cura” economica imposta dal suo successore Maduro, la capacità produttiva del Venezuela si è attestata a meno di un milione di barili al giorno, cioè meno di un terzo di quello che si estraeva 60 anni fa. Sempre nel 2025, l’Arabia Saudita ha estratto poco più di 11 milioni di barili al giorno: 10 volte di più del Venezuela partendo da una capacità, nel 1965, che era quasi la metà di quella venezuelana. Inoltre, va ricordato che le riserve venezuelane sole le più grandi del mondo. Ottimo esempio di decrescita economica non c’è che dire.
Un altro record mondiale detenuto dal Venezuela di Maduro è quello dei profughi. Infatti, negli ultimi anni hanno trovato rifugio, soprattutto nei paesi limitrofi, circa 7,7 milioni di venezuelani su un totale della popolazione di circa 32 milioni: quindi il 24% della popolazione complessiva. Questo è un autentico record mondiale perché il Venezuela non è uno Stato in guerra né è stato colpito da gravi calamità naturali. Questo spopolamento è, unicamente, il prodotto di un regime criminale e incapace di garantire un minimo fabbisogno per la popolazione.
Un altro record, del quale si può vantare il Venezuela, è il numero di omicidi in percentuale sulla popolazione. Nel periodo dal 2013 (Quando l’autista di autobus Maduro ha preso il posto di Chavez) al 2025, in Venezuela ci sono stati una media di 60 omicidi (con picchi di 90) ogni 100.000 abitanti, cioè circa 20.000 persone ammazzate ogni anno. Nel stesso periodo in Italia, ad esempio ci sono stati 0,55 omicidi ogni 100.000 abitanti. Questo vuol dire ad ogni morto ammazzato in Italia, in Venezuela ne ammazzano più di 100. Il dato è, fortunatamente, sceso negli ultimi anni ma solamente perché un quarto della popolazione è scappato dal paese.
A questi spaventosi numeri, bisogna aggiungere altre considerazioni. Il regime di Maduro si regge sul terrore e la forza delle bande militari. Le elezioni che si sono svolte negli ultimi anni sono state segnate da violenze, incarcerazioni arbitrarie e uccisioni diffuse. Le elezioni presidenziali del 2024, per esempio, sono state ampiamente manipolate dopo che la maggior parte dell’opposizione è stata incarcerata o costretta a fuggire all’estero. I risultati sono stati certificati unicamente da una commissione elettorale controllata da Maduro Stesso. La questione dei brogli e degli omicidi politici ci consente di fare alcune riflessioni in merito al tanto evocato rispetto del diritto internazionale. Toccherò solo tre punti in merito. Primo aspetto; il Venezuela è uno dei paesi che hanno aderito al trattato di Roma con il quale si è istituito il Tribunale Penale Internazionale. Alcuni anni fa, dopo svariati omicidi di oppositori e dimostranti, il Tribunale Penale Internazionale ha iniziato una indagine formale su Maduro. Il TPI ha chiesto, come previsto dal trattato sottoscritto dal Venezuela, la piena collaborazione delle autorità venezuelane. Per tutta risposta Maduro, ha fatto approvare una legge con la quale sanciva l’uscita del Venezuela dal Trattato di Roma per impedire le indagini nei suoi riguardi. Secondo aspetto; dopo che le compagnie di estrazione del petrolio furono nazionalizzate, alcune di esse (quelle americane) fecero causa allo Stato per violazione degli accordi sottoscritti e non rispettati oltre che il sequestro delle costosissime attrezzature di estrazione. Il Venezuela accettò un arbitrato internazionale perché convinto di avere tutte le ragioni. Bene, l’arbitrato si è concluso con una sentenza che prevedeva un risarcimento multi milionario che lo Stato del Venezuela doveva pagare alle compagnie petrolifere. Il Venezuela non ha mai onorato la sentenza internazionale. Il terzo aspetto, quello più grave, di violazione delle norme internazionali è quello relativo al terrorismo. Il Venezuela con Chavez prima e Maduro dopo, è diventato la più grande base logistica e di addestramento dei terroristi di Hezbollah dopo l’Iran e il Libano. Questa è una palese violazione di tutte le norme internazionali contro il terrorismo: dalle convenzioni internazionali di contrasto al terrorismo alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza adottate sotto l’egida del Capitolo VII, quindi vincolanti per gli Stati aderenti.
Tutto questo ci porta dritti alle alleanze che il duo Chavez/Maduro hanno saldato nel corso degli anni. I grandi alleati sono: l’Iran, la Russia, la Cina e Cuba. Proprio i paesi che più di tutti si sono scandalizzati all’Onu per l’azione militare voluta da Trump. Maduro è stato dipinto (anche qui in Italia) come un despota ma che godeva dell’appoggio popolare. Ma se così fosse, non si capisce perché dei 40 morti riportati nell’azione militare americana, ben 32 fossero cubani. Come mai una persona tanto amata dal suo popolo si doveva circondare di mercenari cubani?
L’Iran da oltre due decenni recita un ruolo di grande importanza in Venezuela: è lo Stato che fornisce armi, aiuta a raggirare l’embargo imposto da tutti gli Stati democratici e soprattutto invia i terroristi di Hezbollah ad addestrarsi, a realizzare ogni genere di traffico illecito (soprattutto droga) e a utilizzare il Venezuela come base logistica del terrorismo internazionale. Il ruolo della Cina è apparentemente più defilato ma non meno pericoloso (soprattutto per la popolazione venezuelana). La Cina ha di fatto “comprato” il debito pubblico venezuelano che, dopo due decenni di crisi economica indotta dagli incapaci e criminali Chavez/Maduro, ha raggiunto livelli insostenibili. Il prezzo pagato dal Venezuela è altissimo: tutto il poco petrolio che estraggono finisce in Cina al prezzo che decidono i cinesi stessi. In pratica è in atto un autentico saccheggio del paese con l’avvallo dei vertici dello Stato.
In tutto questo, il traffico di droga che Maduro e i vertici dell’esercito permettono e alimentano è ben poca cosa. Per il futuro del popolo venezuelano è un bene che Maduro sia stato esautorato anche se con una azione dalla dubbia legalità.