Lettera: comunismo antisemita
Salve Dame Devorah.
Il vicepresidente (del Venezuela) Delcy Rodriguez ha affermato che l’operazione americana ha una “tinta sionista”.
Questi comunisti antisemiti.
Guarda caso a parte Russia, Cina e Iran, chi si è indignato per l’arresto del dittatore comunista, l’altro dittatore, Erdogan.
Che la gente patisca la fame, nonostante il Venezuela sia ricco di petrolio, non interessa ai pro-pal comunisti subito scesi in piazza con i loro patetici slogan.
Gli urlatori antisemiti parlano di diritto internazionale violato, ma dei diritti dei cittadini affamati, perseguitati e torturati, non se ne sono mai interessati, perché quel Maduro è un comunista e se anche si arricchisce con i soldi del narcotraffico, poco male, perché i dittatori comunisti, per gli adoratori del comunismo, possono fare la qualunque. (del Venezuela)
Giusto che se ne occupino le società petrolifere americane del greggio, si arricchiranno, certo, ma faranno finalmente circolare denaro, daranno lavoro e pane ai venezuelani, naturalmente appena ripristinata una minimamente decente democrazia, senza più incarcerazioni e torture.
Shalom
Yosef Bern Hektor
Caro Yosef,
La Vicepresidente venezuelana Rodriguez lo ha detto con disprezzo ma ha detto la verità. Solo Con l'aiuto di Israele gli americani potevano portare a termine un'operazione così perfetta. Ricordiamo l'eliminazione di Ismail Hanniyeh nel suo letto, nel centro di Teheran, sotto il naso di Khameney. Ricordiamo la genialità dei telefonini che esplodevano nelle mani di Hezbollah. Del resto lo ha detto anche il presidente Trump durante un intervento pubblico: "Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu era stato informato in anticipo di un’operazione mirata al presidente venezuelano Nicolás Maduro. Donald Trump ha affermato che Israele sarebbe stato pienamente associato a questa operazione, sia nella pianificazione che sul piano dell’intelligence, evocando una coordinazione diretta tra Washington e Gerusalemme. Queste dichiarazioni sono state riportate da diversi media americani, tra cui Fox News, e rilanciate dalla stampa israeliana in lingua inglese, in particolare da Israel National News.
Questa sequenza si inserisce in un contesto in cui la Casa Bianca mette in evidenza la coordinazione strategica tra Stati Uniti e Israele sui dossier di sicurezza internazionale. Sottolineando il coinvolgimento israeliano in un’operazione di ampia portata extra-regionale, Donald Trump insiste su una relazione che presenta come una cooperazione operativa stretta, fondata sulla condivisione di intelligence e sulla pianificazione congiunta.
Al di là del caso venezuelano, il messaggio politico portato dal presidente americano è chiaro: Israele viene presentato come un partner strategico coinvolto a monte delle decisioni maggiori, e non come un semplice esecutore della politica americana. Una linea già difesa da Donald Trump durante il suo precedente mandato.
Anche se i contorni esatti dell’operazione evocata restano vaghi, questa sequenza illustra il modo in cui l’amministrazione Trump cerca di riposizionare Israele nel dibattito internazionale: non come un alleato dipendente, ma come un attore centrale dell’intelligence e della pianificazione strategica su scala mondiale." Israeli media
Il popolo venezuelano esulta, la sinistra mastica fiele e protesta. Si metta il cuore in pace. Un dittatore di meno, un popolo che, speriamo, potrà essere libero di vivere. Tanto basta!
Un cordiale shalom
Deborah Fait