Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Blitz dei pro-Pal al gate, insulti agli israeliani Cronaca di Matteo Legnani
Testata: Libero Data: 06 gennaio 2026 Pagina: 35 Autore: Matteo Legnani Titolo: «Blitz pro-Pal al gate. Insulti agli israeliani»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 06/01/2026, a pag. 35, con il titolo "Blitz pro-Pal al gate. Insulti agli israeliani" la cronaca di Matteo Legnani.
Passeggeri della El Al, in partenza da Milano per Tel Aviv, all'aeroporto della Malpensa sono stati fermati da una catena umana di pro-Pal. Forze dell'ordine non pervenute.
E pensare che la strategia, in molti aeroporti, è questa: parcheggiare in pista i velivoli delle compagnie israeliane accanto a quelli di compagnie arabe, in modo che questi ultimi facciano da scudo a un eventuale attacco, o comunque possano scoraggiare eventuali attacchi mentre gli aerei sono fermi in pista tra un volo e l’altro.
All’aeroporto di Milano Malpensa, ad esempio, non è raro vedere i jet della compagnia di bandiera israeliana El Al parcheggiati accanto a quelli usati da vettori arabi come Saudia, Egyptair, Royal Air Maroc e persino Iran Air (almeno fino a quando alla compagnia di Teheran è stato consentito di volare sull’Europa). Gli aerei di due Paesi nemici giurati da decenni posteggiati pacificamente uno accanto all’altro.
Invece, nelle scorse ore le cose sono andate in maniera decisamente diversa all’interno del Terminal 1 dello scalo milanese. Secondo quanto riportato da alcuni siti di informazione e da alcuni profili social israeliani, l’accostamento arabi-israeliani ha avuto conseguenze infauste quando i passeggeri di un volo in partenza per Tel Aviv sono “venuti a contatto” con quelli in partenza con un volo per il Marocco, che imbarcava proprio dal gate accanto. Le foto postate su Instagram e un video diffuso su X mostrano i passeggeri in attesta al gate B30 di Malpensa mentre vengono verbalmente aggrediti da un gruppo di una quindicina di sostenitori pro-Pal. Secondo testimoni, gli attivisti filo palestinesi avrebbero intonato cori contro Israele e avrebbero formato una sorta di catena umana nel tentativo di ostacolare l’accesso all’imbarco da parte dei passeggeri israeliani. Coloro tra questi che si sono comunque fatti avanti per l’imbarco avrebbero ricevuto spintoni e minacce. Nelle immagini si vede un principio di parapiglia, si sentono strilla e un uomo che urla «siamo prigionieri, non vogliono farci partire».
La situazione di tensione si sarebbe protratta per circa una ventina di minuti ma non sarebbe stata tale da richiedere la presenza delle forze di sicurezza, tanto che la Polaria di Malpensa, contattata in merito alla vicenda, ha detto di non aver ricevuto richieste d’intervento nell’area imbarchi dell’aeroporto.
Calmatasi la situazione anche grazie all’intervento dei passeggeri di altri voli, i due gate sono poi stati aperti e i due voli sono entrambi decollati in lieve ritardo verso le rispettive destinazioni. Nel luglio del 2025, all’autogrill di Lainate lungo l'autostrada A8 Milano-Varese, (casualmente quella che porta a Malpensa), un turista francese che indossava la kippah e il figlio di 6 anni erano stati aggrediti verbalmente e fisicamente da una famiglia di palestinesi che li ha apostrofati gridandogli «andate a casa vostra», «assassini» e «Palestina libera».
I quattro erano stati rintracciati dalla polizia e denunciati.
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