"Cani sionisti", accuse deliranti
Lettera aperta di Andrea Atzeni

Andrea Atzeni
Tra le accuse rivolte agli ebrei meritano particolare attenzione quelle estremamente fantasiose, specie se prevedono la violazione delle leggi fisiche. Sono quel genere di denunce che un magistrato archivierebbe subito, anzi neppure prenderebbe in minima considerazione se non per suggerire una visita psichiatrica al querelante. Gli odiatori però hanno una creatività irrefrenabile e non si perdono d’animo per così poco. Per gli ebrei si fa sempre qualche eccezione. Una lunga tradizione ammonisce peraltro che l’ebreo ha commercio col diavolo e pratica la magia nera, dunque non c’è da stupirsi di nulla, neanche che riesca nell’impossibile. È così che sentiamo persone tutte compunte discutere con aria solenne delle sciocchezze più inverosimili.
Una delle storielle più torbidamente grottesche che circolano ormai da troppo tempo è che i cani in dotazione alle forze dell’ordine israeliane stuprerebbero i prigionieri palestinesi.
Proviamo a cercare su Internet.
In inglese c’è addirittura un’intera voce Wikipedia dedicata a “Sexual and gender-based violence against Palestinians during the Gaza war”, dove apprendiamo che “Another former detainee described being stripped naked, beaten, and sexually humiliated by guards during his detention in early 2024, who used a military dog to rape him days before his release”; “In June 2024, a Palestinian prisoner released from the Sde Teiman detention camp gave testimony that prisoners were raped by dogs”; “In November 2024, Mohammed Arab, an Al-Araby TV correspondent detained in Ofer Prison after being transferred from Sde Teiman, detailed instances of sexual torture committed by Israeli guards, including prisoners being raped by dogs”.
Anche in lingua italiana ci si imbatte in interessanti contributi.
Sul sito Antimafiaduemila (26 nov 2025) “un padre trentacinquenne di Gaza City… ricorda quando… uno dei cani è stato usato persino per tentare di aggredirlo sessualmente, un episodio di disumanizzazione”.
Il sito Invictapalestina (12 nov 2025) invece rivela “una serie di stupri e torture sessuali, tra cui stupri di gruppo, stupri con cani, oltre a stupri con bottiglie e bastoni”.
Sul Manifesto (04 lug 2024) leggiamo che “un prigioniero palestinese recentemente rilasciato dal campo di detenzione ha detto di aver assistito personalmente a molteplici stupri e a casi in cui i soldati israeliani hanno fatto in modo che i cani violentassero i prigionieri”.
Questo articolo s’intitola “mai visto niente del genere”, e davvero non gli si può dare torto. Qualcuno ha mai visto qualcosa del genere?
Bisogna ammettere che il drammatico realismo della narrazione di brutalità collettive per mezzo di bottiglie e bastoni viene fatalmente incrinato dall’ingresso in scena del surreale violentatore a quattro zampe con la lingua bavosa penzoloni. La sospensione dell’incredulità è davvero messa a dura prova.
Qualche giorno fa in un salotto buono ho sollevato timidi dubbi circa gli appetiti sessuali dei loppidi mediorientali. Apriti cielo! Mi sono sentito dare del razzista: ma come, secondo te i palestinesi non sarebbero neppure degni di essere violentati da un cane? Ma no, dico solo che non mi pare che i cani subiscano l’attrazione di noialtri bipedi, non vedo perché dovrebbero fare eccezione per i palestinesi. Peggio che mai. La toppa peggiore del buco.
Allora provo a metterla così: capisco che l’argomento suoni imbarazzante e pruriginoso, ma finché qualche etologo, psicologo comparato o anche banale endocrinologo o anatomista non mi dimostra che è possibile che un cane violenti un uomo, mi prendo la libertà di non crederci. A occhio e croce mi pare anzi tutto assai ridicolo, però sono disposto a ricredermi se qualche esperto mi spiega come e qualmente sarei in torto. Finora, per quanto mi è dato sapere, nessuno sembra aver approfondito la questione.
Come sarebbe, mi ha obiettato qualcuno, proprio tu che sei sardo (vedi i luoghi comuni, a volte) vuoi porre in dubbio che ci siano delle persone che si congiungono carnalmente con quadrupedi di varia taglia? Certo che no, ho letto Gavino Ledda e pure i rapporti di Kinsey se è per questo. Lì però si parla di persone che lo fanno di proposito e che svolgono un ruolo, diciamo così, attivo, mentre chi subisce è il non umano, che pare non dico consenziente ma neppure riluttante (visto che potrebbe mordere, scalciare o perlomeno agitarsi). Le dicerie a ruoli invertiti, come le indiscrezioni con protagonisti l’ex deputata Ilona Staller e un equino, tanto per ricordare un caso celebre, non hanno alcun supporto documentale e sono sempre state smentite.
Magari, ha suggerito un pacificatore d’animi, con “stupro” si vuole iperbolicamente alludere al fatto che un animale impuro si è solo trusciato contro il malcapitato. Sempre su Internet leggiamo per esempio che in certi casi “il comportamento della monta può risultate inaccettabile ed imbarazzante per il proprietario specialmente se rivolto verso oggetti, altri cani, membri della famiglia o ospiti presenti in casa”.
Insomma, è tutto un equivoco, dobbiamo solo ridimensionare? Niente affatto. Nessuno denuncia di aver subito una violenza carnale di gruppo con bottiglie e bastoni (sul cui uso esatto non occorre diffondersi) per poi soggiungere: e infine mi hanno persino costretto a fare petting con un cane! L’involontario anticlimax farebbe scoppiare dal ridere anche il più sprovveduto.
A cercar meglio, poi, ci si toglie ogni dubbio su che cosa intendano esattamente le presunte vittime.
La BBC riporta la testimonianza di un prigioniero: “He then detailed how he said the dog was used to sexually humiliate him. He said his trousers and underwear were removed and the dog mounted his back”.
Il CAIR (Council on American-Islamic Relations) dichiara senza mezzi termini: “These new allegations of sexual assault on Palestinian prisoners held by Israel – including the use of various objects and dogs to sodomize detainees – are deeply disturbing”.
In italiano sul sito Infopal (12 nov 2025) troviamo dettagli persino più crudi: “Uno dei cani mi ha violentato: l’ha fatto deliberatamente, sapeva esattamente cosa stava facendo, mi ha inserito il pene nell’ano, mentre i soldati continuavano a picchiarci e a spruzzarci spray al peperoncino in faccia. L’aggressione del cane è durata circa tre minuti mentre tutta l’azione di repressione è durata circa tre ore”. Un crimine canino premeditato, insomma. Questo cane capace di intendere e di volere sarà stato indottrinato alla violenza sessuale sui palestinesi con tecniche alla Arancia Meccanica da appositi reparti cinofili dello Shin Bet. Questi sionisti se le inventano davvero tutte. In mancanza di prove propenderei tuttavia per sospettare che i propagandisti si siano formati culturalmente sul vecchio filone cinematografico della nazisploitation.
Il bello è che se ne è parlato pure a scuola. Durante l’assemblea scolastica del 17 ottobre scorso al Liceo “Virgilio” di Milano per esempio. Un attivista dei Giovani Palestinesi d’Italia, stando alla cronaca del Corriere della Sera, raccontò alla scolaresca che “Le donne palestinesi sono minacciate di stupro, minacciano di stuprare i loro parenti. I prigionieri palestinesi sono stuprati dai cani, israeliani”.
A questo punto non si capisce neppure perché si faccia un gran parlare della necessità di una educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane per aumentare la consapevolezza dei giovani e per prevenire pregiudizi e violenze. Sarebbe ormai cosa del tutto superflua.