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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Tempo Rassegna Stampa
04.01.2026 Il messaggio da Caracas arriva pure al macellaio di Teheran
Editoriale di Daniele Capezzone

Testata: Il Tempo
Data: 04 gennaio 2026
Pagina: 1
Autore: Daniele Capezzone
Titolo: «Il contrario di Biden in Afghanistan. Il messaggio da Caracas arriva pure al macellaio di Teheran»

Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 04/01/2026, a pag. 1, con il titolo "Il contrario di Biden in Afghanistan. Il messaggio da Caracas arriva pure al macellaio di Teheran", l'editoriale di Daniele Capezzone. 

Confessioni di un liberale. Daniele Capezzone al Caffè della Versiliana  Giovedì 14 luglio, ore 18:30 - Versiliana Festival
Daniele Capezzone

Operazione Absolute Resolve, i dettagli della cattura di Maduro
Maduro (in foto mentre viene estradato negli Stati Uniti) sarebbe il primo dittatore a cadere sotto il nuovo segnale di forza americano, opposto alla ritirata dall’Afghanistan voluta da Biden.
Il messaggio lanciato da Washington arriva fino a Teheran, mettendo in guardia il regime iraniano e riaprendo scenari di pressione sulle dittature

Spiegazione semplice di uno scenario complesso e ancora carico di incertezze, perché il futuro del Venezuela resta comunque gravato da incognite). Cos’è successo ieri a Caracas, e di riflesso a Teheran? È accaduto, per merito di Donald Trump, l’opposto di quanto decise sciaguratamente Joe Biden nell’agosto del 2021 in Afghanistan, con la ignominiosa ritirata che lasciò Kabul nelle mani dei talebani.

Quella scelta si rivelò una spettacolare prova di debolezza: i «cattivi» del mondo compresero che il guardiano americano era debole, e che si apriva una finestra di opportunità per loro: per Putin in Ucraina (sei mesi dopo), per riavvelenare il Medio Oriente con il terrore islamista, e in prospettiva per i cinesi a Taiwan.

La giornata di ieri dà parte degli Stati Uniti un segnale uguale e contrario. Un primo orrendo dittatore, oppressore del suo popolo, è saltato a Caracas. E il messaggio è giunto chiaro e forte anche a Teheran, dove il macellaio-capo Khamenei dovrà pensarci bene prima di scatenare un’altra feroce repressione. Semmai, come Il Tempo vi ha anticipato ieri, non è da escludere che l’ayatollah fugga (destinazione probabile: Minsk, in Bielorussia).

Dunque, fuori uno, e speriamo presto fuori due. Resta spiazzata la sinistra peggiore del mondo, a cui non bastava essere timida verso Hamas. Ora finirà per aggrapparsi a due orribili tiranni? Non si sa se ridere o piangere leggendo le dichiarazioni (pro regime) di Conte e Schlein.

PS
Chi legge Il Tempo è sempre un giro avanti. Da una settimana abbiamo proposto un dossier sull’Iran della nostra Francesca Musacchio: e ribadiamo la necessità di fare ben attenzione alle infiltrazioni qui in Italia.

Quanto al Venezuela, esattamente un mese fa, in collaborazione con Alessandro Bertoldi e gli amici dell’Istituto Milton Friedman, avevamo ospitato a Roma il presidente eletto del parlamento venezuelano Edmundo Gonzalez Urrutia (costretto all’esilio dal dittatore), con l’intervento della Premio Nobel Maria Corina Machado. Vi riproponiamo i loro discorsi, letteralmente profetici.

La libertà avanza.

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