Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Osama e la rete del terrore in Italia Analisi di Edoardo Sirignano
Testata: Il Tempo Data: 02 gennaio 2026 Pagina: 3 Autore: Edoardo Sirignano Titolo: «Osama e quella rete per finanziare il terrore che nasce nel cuore dell'Italia»
Riprendiamo da IL TEMPO del 02/01/2026, a pag. 3, con il titolo "Osama e quella rete per finanziare il terrore che nasce nel cuore dell'Italia", l'analisi di Edoardo Sirignano.
L’arresto di Hannoun è solo l’ultimo tassello di un sistema attivo in Italia da oltre vent’anni, legato alla raccolta fondi e al sostegno logistico di Hamas.
Dossier israeliani e inchieste bancarie ricostruiscono una rete che passa da associazioni “benefiche”, università italiane e contatti diretti con i vertici dell’organizzazione terroristica
L’operazione che ha portato all’arresto di Hannoun è solo un punto di partenza, o meglio la classica goccia che fa traboccare il vaso. Parliamo di un sistema radicato nel Paese da oltre un ventennio. Non a caso proprio Il Tempo, negli ultimi giorni, raccontando il passato di un altro personaggio chiave di Hamas, ovvero l’ex ministro dei Trasporti Alisawi, dimostra come del progetto di uno Stato mediorientale che andasse oltre Israele, in Italia, se ne parlasse da tempo.
L’esperto di logistica dell’organizzazione terroristica più strutturata del pianeta, infatti, ha conseguito un master a Milano e si è laureato in architettura all’Università di Venezia. Ed è proprio in quegli anni, non oggi, che nasce il rapporto con il numero uno dell’Abspp, l’associazione benefica finita nel mirino dei giudici per aver finanziato la causa degli estremisti. Non a caso Hannoun, come l’amico Osama, ha la passione per costruzioni, progettazione e infrastrutture belliche. Un rapporto testimoniato da più di qualche semplice scatto.
Il collega Alisawi gli avrebbe anche presentato Ismail Haniyeh, leader di Hamas. Quest’ultimo sarebbe rimasto affascinato fin da subito dall’iniziativa solidale nata a Genova nel 1994. Ecco perché lo stesso Shin Bet, il servizio segreto interno israeliano, in un report intitolato Union of Good (Unione del Bene), inserisce la “creatura” di Hannoun tra i satelliti dell’organizzazione fondamentalista. Un altro dossier, dedicato alla Dawa, ovvero la raccolta fondi, dimostra come il suo fine ultimo sarebbe proprio quello di reperire risorse per i terroristi.
In un’azione dell’esercito di Tel Aviv sarebbe stato trovato materiale in grado di provare tali finanziamenti. In particolare, durante l’arresto di Ahmad Sultana, sarebbe stato rinvenuto un budget da oltre un milione di euro destinato alle famiglie degli attentatori.
Ritornando al passato di Hannoun, nel 2014 lo stesso presidente dell’Abspp avrebbe invitato in Italia Raed Salah, leader del Movimento Islamico nel Nord di Israele, fino a poco tempo fa detenuto nelle carceri di Gerusalemme per incitamento alla violenza. Finanche a livello di inchieste, quella degli ultimi giorni non sarebbe stata la prima nei confronti di Mohammad. Un’altra, denominata “collette del terrore”, era già stata aperta nel 2001 dai magistrati di Genova. Nel 2009, invece, la Banca Nazionale del Lavoro gli aveva chiuso due conti. Lo stesso aveva fatto Unicredit nel 2021.
Oltre all’Abspp, c’è poi l’attività di Hannoun per Api, Associazione dei Palestinesi in Italia, e soprattutto per “Europei al Qods” (Europei per Gerusalemme), organizzazione creata nel 2017 e ombrello di quella fratellanza musulmana soggetta a un’interrogazione parlamentare, prima firmataria Pina Picierno, per le sue relazioni con Hamas.
Nel 2023, prima dell’ultimo scandalo, il Ministero della Difesa di Tel Aviv aveva chiesto a diversi Paesi europei di sequestrare i fondi di alcuni grandi sponsor di Hamas. In Italia, guarda caso, ce n’era uno appartenente al solito Hannoun, dal valore di 500 mila euro, mentre in Olanda uno posseduto da Amin Abu Rashid, tra i suoi più stretti collaboratori. Quest’ultimo avrebbe inviato addirittura 5 milioni di euro ai fondamentalisti.
Il Libero Medico in Famiglia, su tale vicenda, dunque, avrebbe sicuramente detto: «una parola è troppa e due sono poche»
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