Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Ma gli 'onesti' su Hannoun non hanno nulla da dire Editoriale di Daniele Capezzone
Testata: Il Tempo Data: 02 gennaio 2026 Pagina: 1 Autore: Daniele Capezzone Titolo: «Ma gli «onesti» tutti zitti? Devono smaltire spumante o vergogna?»
Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 02/01/2026, a pag. 1, con il titolo "Ma gli «onesti» tutti zitti? Devono smaltire spumante o vergogna?", l'editoriale di Daniele Capezzone.
Daniele Capezzone
Chi per anni ha trasformato il sospetto in condanna oggi fischietta, anche di fronte a sacchi di contanti spacciati per beneficenza
Buon anno, amici lettori. Che sia un anno come ciascuno di noi lo desidera e soprattutto saprà meritarselo.
Ciò detto, veniamo alle note dolenti che ci trasciniamo dalla fine del 2025. Dal primo minuto della nota faccenda del signor Hannoun e dei suoi cari (da oggi Il Tempo la chiamerà Propalopoli, proprio come Tangentopoli), questo giornale, che pure è stato magna pars – da mesi – della campagna di denuncia del caso, è rimasto doverosamente garantista.
Noi non lo dimentichiamo mai: anche i peggiori (e Hannoun è pessimo) hanno diritto alle garanzie costituzionali. In termini di giudizio morale e politico, tutto quello che sappiamo ci basta e ci avanza per chiedere che quelli come lui siano impacchettati e rimandati al loro Paese. Ma giuridicamente sappiamo che a tutti, e quindi pure ad Hannoun, va garantito pieno diritto di difesa.
Ma invece che fine hanno fatto i manettari, i giustizialisti, quelli per cui il sospetto era l’anticamera della verità? Hanno impiccato moralmente per anni qualunque piccolo ladro di galline, ma ora, anche davanti a sacchi di denaro contante, fanno vaghi e fischiettano.
Hannoun, letteralmente con le mani nel sacco, straparla di «beneficenza», e loro – sordi, ciechi e muti come le tre scimmiette – credono a tutto, si bevono (e vorrebbero farci bere) ogni parola.
Siamo davanti a una spettacolare novità: il grillino o il paragrillino “garantista”, il mozzatorecchi improvvisamente attento alla presunzione di innocenza, il talebano che diventa un cauto e prudente osservatore di un’inchiesta giudiziaria.
Non una sillaba, non un sospiro, nemmeno un colpo di tosse. Che vergogna…
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