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Il Tempo Rassegna Stampa
02.01.2026 Ma gli 'onesti' su Hannoun non hanno nulla da dire
Editoriale di Daniele Capezzone

Testata: Il Tempo
Data: 02 gennaio 2026
Pagina: 1
Autore: Daniele Capezzone
Titolo: «Ma gli «onesti» tutti zitti? Devono smaltire spumante o vergogna?»

Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 02/01/2026, a pag. 1, con il titolo "Ma gli «onesti» tutti zitti? Devono smaltire spumante o vergogna?", l'editoriale di Daniele Capezzone. 

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Daniele Capezzone

In 50mila sfilano a Milano per dire stop al genocidio dei palestinesi | il  manifesto
Chi per anni ha trasformato il sospetto in condanna oggi fischietta, anche di fronte a sacchi di contanti spacciati per beneficenza

Buon anno, amici lettori. Che sia un anno come ciascuno di noi lo desidera e soprattutto saprà meritarselo.

Ciò detto, veniamo alle note dolenti che ci trasciniamo dalla fine del 2025. Dal primo minuto della nota faccenda del signor Hannoun e dei suoi cari (da oggi Il Tempo la chiamerà Propalopoli, proprio come Tangentopoli), questo giornale, che pure è stato magna pars – da mesi – della campagna di denuncia del caso, è rimasto doverosamente garantista.

Noi non lo dimentichiamo mai: anche i peggiori (e Hannoun è pessimo) hanno diritto alle garanzie costituzionali. In termini di giudizio morale e politico, tutto quello che sappiamo ci basta e ci avanza per chiedere che quelli come lui siano impacchettati e rimandati al loro Paese. Ma giuridicamente sappiamo che a tutti, e quindi pure ad Hannoun, va garantito pieno diritto di difesa.

Ma invece che fine hanno fatto i manettari, i giustizialisti, quelli per cui il sospetto era l’anticamera della verità? Hanno impiccato moralmente per anni qualunque piccolo ladro di galline, ma ora, anche davanti a sacchi di denaro contante, fanno vaghi e fischiettano.

Hannoun, letteralmente con le mani nel sacco, straparla di «beneficenza», e loro – sordi, ciechi e muti come le tre scimmiette – credono a tutto, si bevono (e vorrebbero farci bere) ogni parola.

Siamo davanti a una spettacolare novità: il grillino o il paragrillino “garantista”, il mozzatorecchi improvvisamente attento alla presunzione di innocenza, il talebano che diventa un cauto e prudente osservatore di un’inchiesta giudiziaria.

Non una sillaba, non un sospiro, nemmeno un colpo di tosse. Che vergogna…

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segreteria@iltempo.it

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