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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
10.12.2025 Per la partita Lgbt ai prossimi Mondiali di calcio scende in campo l’Iran
Commento di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 10 dicembre 2025
Pagina: 2
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Per la partita lgbtq ai prossimi Mondiali di calcio scende in campo l’Iran»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 10/12/2025, a pagina 2, il commento di Giulio Meotti dal titolo: "Per la partita lgbtq ai prossimi Mondiali di calcio scende in campo l’Iran".

Informazione Corretta
Giulio Meotti

La partita della Coppa del Mondo ospitata a Seattle nell’estate del 2026 e pubblicizzata come una celebrazione dell’orgoglio Lgbt vedrà la partecipazione di Egitto e Iran, due nazioni dove essere gay è un biglietto di sola andata per il patibolo e il gulag morale.

Sono da quattromila a seimila gli omosessuali fatti salire sulla forca in Iran dal 1979, l’anno di nascita della Repubblica islamica. Eppure, la partita della Coppa del Mondo ospitata a Seattle nell’estate del 2026 e pubblicizzata come una celebrazione dell’orgoglio lgbtq vedrà la partecipazione di Egitto e Iran, due nazioni dove essere gay è un biglietto di sola andata per il patibolo e il gulag morale. Almeno alla Fifa va riconosciuto il merito di non aver avuto nulla a che fare con la programmazione di questa farsa. Perché un’assurdità maggiore sarebbe difficilmente immaginabile.

Gli organizzatori hanno collaborato con artisti dello stato di Washington per creare opere d’arte pubbliche a tema lgbtq che saranno esposte in tutta la città durante la partita fra il Cairo e Teheran. Obiettivo? Celebrare l’inclusività, l’arte queer e la partnership con business lgbtq. Resta da vedere se Iran ed Egitto accetteranno di essere utilizzati per questo scopo. Forse vedremo l’ayatollah Khamenei con una bandiera arcobaleno. Sarebbe il trionfo di un regime teocratico che impicca più volentieri di quanto negozi.

Durante la Coppa del Mondo 2022 in Qatar, un altro paese con leggi draconiane contro le relazioni omosessuali, l’organo

di governo del calcio mondiale ha minacciato di sanzionare i giocatori che indossavano le fasce “OneLove” color arcobaleno. Alcune squadre europee, tra cui Inghilterra e Galles, hanno abbandonato l’idea di indossare le fasce dopo che la Fifa ha avvertito che i giocatori avrebbero potuto essere penalizzati in campo. Altre, come la Germania, hanno protestato coprendosi la bocca durante le foto di squadra prima delle partite, un gesto più patetico di un rigore sbagliato.

La palla è rotonda, sì, ma rotola su un campo minato. Per la partita della donna, rigorosamente gender free, qualcuno starebbe pensando di chiamare a giocare i talebani.

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lettere@ilfoglio.it

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