martedi` 03 marzo 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Il Foglio Rassegna Stampa
08.12.2025 I Bibas strangolati, i militanti e i mostri di Gaza
Commento di Leon de Winter

Testata: Il Foglio
Data: 08 dicembre 2025
Pagina: 2
Autore: Leon de Winter
Titolo: «I Bibas strangolati, i militanti e i mostri di Gaza»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 08/12/2025, nella sezione Un Foglio Internazionale, un articolo di Leon de Winter originariamente pubblicato sul Die Welt dal titolo: "I Bibas strangolati, i militanti e i mostri di Gaza".

Kfir e Ariel Bibas, strangolati a mani nude da terroristi di Hamas, dopo che erano stati rapiti dal kibbutz di Nir Oz. Sono stati strangolati da terroristi, mostri, che i media continuano a chiamare con il termine politicamente corretto di "militanti".

Dovremmo fermarci un attimo a ricordare i due bambini ebrei dai capelli rossi che, insieme alla madre, sono stati rapiti dal kibbutz Nir Oz il 7 ottobre 2023”, scrive il romanziere olandese Leon de Winter sulla Welt. “I bambini – Kfir, di nove mesi, e il suo fratellino Ariel, di quattro anni – sono stati strangolati a mani nude. Israele si rifiuta di rivelare come sia morta la loro madre, Shiri: in questo paese, il rispetto per i morti è fondamentale. Israele, a caro prezzo, reclama i resti umani. Questi devono essere sepolti con dignità. La sacralità della vita si riflette anche nella sacralità del defunto. Una delle immagini più strazianti che conosco è quella di Shiri che cerca disperatamente di proteggere i suoi due figli. Nei suoi occhi vedo tutta la paura, la solitudine e l’impotenza che gli ebrei hanno sofferto per migliaia di anni, ma, lo ammetto, queste parole non sono sufficienti a esprimere ciò che voglio trasmettere. Non posso, con il linguaggio comune – il linguaggio di questa rubrica e della Welt, il linguaggio quotidiano delle persone nelle vie dello shopping e in vacanza, il linguaggio che deve sempre essere usato con precisione ma raramente è perfetto – beh, non posso, con parole comuni, descrivere ciò che questa immagine della madre con i suoi due figli rivela sull’esistenza umana e, in particolare, sulla malvagità nei cuori dei giovani di Gaza che vengono troppo spesso etichettati come ‘militanti’ dai media. ‘Militante’ è una grossolana distorsione di ciò che motiva questi giovani. ‘Mostro’ è meglio. Agli occhi dei gazawi, questa immagine non è un’immagine di vergogna, ma di orgoglio. Non vedono alcuna madre che abbia partorito, che abbia allattato e cambiato i suoi bambini, che li abbia confortati nel dolore e negli incubi, e che abbia sperato nella loro sicurezza, salute e successo quando lei stessa sarà vecchia: gli abitanti di Gaza hanno visto, quel giorno e ogni giorno a seguire, un nemico che ha dovuto essere umiliato e mutilato. L’immagine di Shiri e dei ragazzi rendeva impossibile per gli ebrei relativizzare quel giorno diabolico. Shri, Kfir e Ariel erano vittime del male, una parola che apre la strada a un’interpretazione di ciò che controlla gli abitanti di Gaza. Hamas è l’anima di Gaza. Gaza si esprime attraverso Hamas. Agli occhi degli abitanti di Gaza, Shiri, Kfir e Ariel non erano esseri umani, ma discendenti di scimmie e maiali, come gli ebrei sono chiamati nei testi sacri islamici. Mentre gli eserciti ebrei facevano di tutto per risparmiare la popolazione civile di Gaza, i figli di Gaza hanno assassinato questa madre e i suoi figli. Ho pensato alla famiglia Bibas quando ho visto il video di una madre sudanese che cercava di proteggere i suoi figli dagli stessi mostri che hanno massacrato Shiri e i suoi figli; gli stessi jihadisti. Sono in piedi intorno a lei, ma non li vediamo, solo le ombre delle loro armi. Anche le parole mancano alla madre nera. Non posso commentare. Ci sono due opzioni: tacere o citare un versetto della Bibbia”.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@ilfoglio.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT