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Chi sta affamando davvero Gaza 06/06/2025

Chi sta affamando davvero Gaza
Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello

Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtą č che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.



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Shalom Rassegna Stampa
30.11.2025 Il viaggio cinetico di Yaacov Agam anticipa Chanukką al Museo Agam di Rishon LeZion
Commento di Claudia De Benedetti

Testata: Shalom
Data: 30 novembre 2025
Pagina: 1
Autore: Claudia De Benedetti
Titolo: «Il viaggio cinetico di Yaacov Agam anticipa Chanukką al Museo Agam di Rishon LeZion»

Riprendiamo da SHALOM il commento di Claudia De Benedetti dal titolo "Il viaggio cinetico di Yaacov Agam anticipa Chanukką al Museo Agam di Rishon LeZion".


Claudia De Benedetti

All’interno, il museo di RishonLeZion ospita una delle pił grandi collezioni permanenti di opere di Yaacov Agam: “Agamogrammi”, che rivelano immagini multiple in base alla prospettiva.

Alla tenera etą 97 anni, Yaacov Agam continua a rinnovarsi e stupire. Il Museo a lui dedicato in Israele a RishonLeZion propone, nell’imminenza di Chanukką, un programma entusiasmante e innovativo dedicato all’arte cinetica e alla percezione della luce.
Yaacov Agam, nato Yaacov Gipstein a RishonLeZion nel 1928, č considerato uno dei protagonisti internazionali dell’arte cinetica e dell’arte ottico-percettiva del XX e XXI secolo. La sua ricerca artistica, durata decenni, esplora i confini del movimento, della luce e della partecipazione dello spettatore, proponendo un linguaggio visivo in continua trasformazione. Cresciuto in un ambiente ebraico tradizionale, č profondamente influenzato dalla mistica e dalla concezione del tempo come elemento dinamico dell’esistenza. Nei suoi studi a Zurigo e poi a Parigi entra in contatto con le avanguardie europee e con altri artisti interessati alla percezione, come Vasarely e i membri del Gruppo GRAV. Agam si distingue da molti esponenti dell’Op Art nell’affermare l’idea che il movimento non debba essere soltanto illusorio o suggerito, ma attuato: l’opera cambia a seconda del punto di vista, dell’angolo, della luce e della partecipazione dello spettatore. I suoi pannelli “agamografici”, mutano immagine a seconda della posizione dell’osservatore, le sue sculture cinetiche costituite da superfici modulari e colori cangianti, esemplificano una visione dell’arte come dialogo. Il colore, che Agam considera un principio vitale e quasi spirituale, č sempre organizzato secondo strutture geometriche rigorose ma ciņ che potrebbe apparire stabile diventa fluido nel momento in cui l’osservatore si muove nello spazio: l’opera non vive senza il suo spettatore.

Il Museo Agam, inaugurato nel 2017, č uno dei pochissimi musei al mondo interamente dedicati all’arte cinetica e percettiva, rappresenta un ponte tra la tradizione artistica europea del dopoguerra e la contemporaneitą tecnologica. La scelta di localizzarlo a Rishon LeZion, la cittą natale dell’artista, rafforza il legame tra Agam e le sue radici culturali, trasformando la cittą in un centro di riferimento internazionale per questa forma d’arte. Il museo ha anche una forte vocazione educativa. Progettato dall’architetto David Nofar in stretta collaborazione con l’artista, l’edificio stesso č concepito come un’opera cinetica: la facciata, composta da pannelli verticali colorati, cambia percezione di colore e forma mentre lo spettatore cammina lungo il perimetro. All’interno, il museo ospita una delle pił grandi collezioni permanenti di opere di Agam: “Agamogrammi”, che rivelano immagini multiple in base alla prospettiva; ambienti immersivi, come la “Sala dell’Ambiente Totale”, dove lo spettatore č completamente avvolto da superfici colorate mutevoli; sculture e installazioni mobili, in cui il movimento reale si integra con quello percettivo; opere digitali e interattive, che rappresentano la continuitą del linguaggio cinetico nell’era contemporanea.Il percorso espositivo č pensato come un’esperienza dinamica, non lineare, quasi una coreografia visiva in cui il visitatore viene invitato a muoversi, cambiare punto di vista, a esplorare, creando un ecosistema in cui la filosofia dell’artista viene tradotta in esperienza quotidiana.

 


redazione@shalom.it

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