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Chi sta affamando davvero Gaza 06/06/2025

Chi sta affamando davvero Gaza
Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello

Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtà è che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.



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Libero Rassegna Stampa
29.11.2025 Fallimenti a raffica a sinistra
Commento di Daniele Capezzone

Testata: Libero
Data: 29 novembre 2025
Pagina: 1/16
Autore: Daniele Capezzone
Titolo: «La Caporetto mediatica di Schlein & compagni»

Riprendiamo da LIBERO di oggi 29/11/2025, a pag. 1/16, con il titolo "La Caporetto mediatica di Schlein & compagni", il commento di Daniele Capezzone. 

Confessioni di un liberale. Daniele Capezzone al Caffè della Versiliana  Giovedì 14 luglio, ore 18:30 - Versiliana Festival
Daniele Capezzone

Un fallimento dietro l'altro. Analisi della pessima comunicazione pubblica di Elly Schlein e del suo PD di Daniele Capezzone che, con questo commento, chiude la sua esperienza a Libero. Auguri per la direzione de Il Tempo!

C’è qualcosa di tenero nel senso di smarrimento che si è crudelmente impossessato delle guardie rosse di Elly Schlein, cioè i suoi pasdaran nel partito e nei media, a tratti intercambiabili gli uni con gli altri. Due giorni fa erano gasatissimi per la “sfida” schleiniana a Giorgia Meloni. Consiglieri politici e gazzettieri unificati erano lì tutti compiaciuti, lesti a darsi ragione gli uni con gli altri, esaltati all’idea di una Elly all’attacco in trasferta, tipo il Milan di Sacchi in pressing alto al Bernabeu di Madrid: «Vengo ad Atreju ma solo per un faccia a faccia con Giorgia». Esaltazione della curva, e giù titoli surreali sulla Meloni impaurita, sulla premier in fuga, e via sparacchiando sciocchezze autoconosolatorie.
Sappiamo bene come sia finita ventiquattr’ore dopo: con una piccola ma significativa Caporetto politica e mediatica del Pd. A Meloni è bastato un gioco da ragazzi, e cioè invitare pure Giuseppe Conte, lasciando intendere come la leadership del centrosinistra fosse (e sia) tutta da decidere, per far saltare i piani della segretaria del Nazareno.
Conte ci ha ovviamente messo del suo, non parendogli vero di infliggere a Elly, senza lasciare troppe impronte digitali, un’ennesima umiliazione.
La realtà è che la politica ha le sue regole, e pensare di risolvere tutto con una furbata o un’escogitazione mediatica non ha senso. Molto semplicemente, l’operazione non riesce.
Sta qui il punto. Schlein continua a far finta di non vedere che la strada maestra sarebbe quella di un chiarimento di fondo sui temi: davvero pensa di inseguire ogni massimalismo, da quello della Cgil a quello dell’Anm, da quello pro Pal al pacifismo anti-occidentale? La sua risposta è stata sistematicamente riassumibile in questi termini: sì, perché in questo modo (essendo “testardamente unitaria”), otterrò la formazione della coalizione e soprattutto la sua guida. Risultato? Si è schiacciata su una linea politica indecorosa, non ha ancora la coalizione, e soprattutto può scordarsi la leadership.
In tutt’altra circostanza, ben più tragica, e con ben altri interlocutori, come si sa, Winston Churchill spiegò: «Potevate scegliere tra il disonore e la guerra: avete scelto il disonore e avrete la guerra».
Nel loro piccolo, pure quelli del Pd potevano scegliere tra l’esser gregari culturalmente e invece sobbarcarsi il rischio di un minimo di scontro politico. Ma hanno rifiutato quest’ultima opzione: e, come risultato, prima sono diventati gregari di grillini ed estremisti assortiti, e poi avranno lo stesso uno scontro politico da affrontare.
Contenti loro...
Ps. Con questo articolo si conclude la mia piacevolissima esperienza a Libero, mentre la prossima settimana ne inizierà una nuova in un altro quotidiano di questo stesso gruppo editoriale, Il Tempo. Un saluto affettuoso e riconoscente ai lettori e ai colleghi, splendidi gli uni e gli altri. E grazie di cuore agli editori per l’opportunità e la fiducia.

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