Chi sta affamando davvero Gaza Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello
Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtà è che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.
Erdogan e le incognite sulla pace Commento di Fiamma Nirenstein
Testata: Il Giornale Data: 29 novembre 2025 Pagina: 12 Autore: Fiamma Nirenstein Titolo: «Erdogan e le incognite sulla pace»
Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi 29/11/2025 a pag. 12 il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "Erdogan e le incognite sulla pace"
Fiamma Nirenstein
Papa Leone XIV ed Erdogan. Il presidente turco parla di pace, ma prepara la guerra contro Israele, con un attivismo politico degno dell'Iran. E nel suo paese i cristiani sono quasi del tutto scomparsi. La Turchia potrebbe diventare nel prossimo futuro il nemico numero uno di Israele, quello più potente anche perché inserito nella Nato (pazzesco che le democrazie occidentali non abbiano nulla da dire in merito).
Non è facile esplorare le intenzioni di un Papa, e tantomeno immaginare cosa passa nella sua mente quando, con un bicchier d’acqua come unico conforto, deve ascoltare un lunghissimo discorso di Erdogan. Stabilità, avvicinamento fra i popoli, pace giusta e duratura, questi sono i valori che certo con grande sincerità il Papa va cercando in tempi di strisciante terza guerra mondiale. Nicea, oggi Iznik, dove l’imperatore Costantino nel 325 riunì per la prima volta i litigiosi vescovi, richiama il concetto di unità, di compromesso, e di forza della Chiesa che regna da 1700 anni. In Turchia i cristiani però all’inizio del ‘900 erano circa quattro milioni e ora sono ridotti a 100mila, una tragedia onnipresente nel mondo islamico. Di certo a porte chiuse il Papa ne ha parlato con Erdogan. Potrebbe anche venire utile nei prossimi giorni in Medio Oriente uno spunto del grande mediorientalista professor Bernard Lewis: verrà un giorno in cui l’Iran sarà la Turchia e la Turchia sarà l’Iran. Cioè, la Turchia ambirà, intendeva Lewis, imporre il ruolo leader della Fratellanza musulmana sunnita, recuperare la dimensione imperiale nel mondo islamico, quella Ottomana. Anche in Italia si è sognato che la Turchia, Paese meraviglioso, membro della Nato, forte nell’esercito e ricco di storia sarebbe stato il ponte fra l’Occidente e l’Oriente. Erdogan ha stravolto i parametri di questa speranza, penalizzando qualsiasi cosa o persona non si confaccia alla sua leadership, ha anche trascinato la sua economia in una vertigine di difficoltà, ha infierito sui curdi. Soprattutto ha aggredito con parole e fatti Israele e gli ebrei, paragonando Netanyahu a Hitler, ospitando,come il Qatar, la leadership di Hamas, organizzando flottille ben foraggiate nei suoi porti. Al Papa ha ripetuto che apprezza “l’atteggiamento astuto” sulla Palestina e ha ripetuto i temi dello Stato palestinese e della sovranità di Gerusalemme. A Gerusalemme Est, e in Città Vecchia proliferano basi di attivismo turco, 50 diplomatici di cui 30 a Tel Aviv e 20 a Gerusalemme si danno da fare mentre a Istanbul gli israeliani non dimorano. A Tel Aviv la bandiera fu calata a mezz’asta per l’eliminazione di Ismail Haniyeh, un feroce capo di Hamas. Trump vuole che Erdogan abbia un ruolo nella sua pace universale in 20 punti a partire da Gaza: la Turchia è un paese importante, con forti rapporti con la Russia, in cui si fermano i profughi diretti in Europa cui Erdogan apre e chiude le porte. Ma Israele non consentirà che la Turchia sia una presenza sul suo confine da dentro Gaza, e Trump lo capisce, come capisce che è meglio che gli F15 siano acquistati dai sauditi e non da Erdogan che può rappresentare un pericolo esistenziale per troppi attori. Ora la Turchia ambisce a creare un suo Iron Dome, un sistema di difesa come quello israeliano. Perché? Chi dovrebbe sparare missili su Ankara? La risposta turca è “Israele” ma la risposta è diversa: solo se ci fosse un’intenzione aggressiva come quella dell’Iran, o degli Hezbollah la Turchia sarebbe a rischio, e quindi questo crea preoccupazione. Che cosa vuole davvero fare la Turchia? Ha un programma di conquista medio Orentale? Il Papa vuole solo compiere un viaggio di pace, ma, anche per i prossimi giorni in Libano, è chiaro che la pace sarà creata dall’intenzione autentica a mettere da parte l’idea di mettere Israele a ferro e fuoco, com’è accaduto continuamente e specie due anni fa. Per esempio, se finalmente il governo libanese riuscirà a disarmare gli Hezbollah, come da accordi, la pace, quella con la P maiuscola sarà molto più vicina. Il Papa lo sa.
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