Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
7/2/02 "Arafat ha Solana nell'ufficio stampa"... Riportiamo un commento di Dimitri Buffa alla notizia diffusa dall'agenzia di stampa Debka
ARAFAT HA SOLANA NELL'UFFICIO STAMPA
DI DIMITRI BUFFA
Yassir Arafat ha un nutrito ufficio stampa quando si tratta di scrivere articoli che poi il "New York Times" spara in prima presentandoli come svolte storiche nell'impegno del leader dell'Anp contro il terrorismo.
In particolare aveva destato molto scalpore, e rabbia nei suoi alleati di Hamas e dalla Jihad islamica (il primo dei quali prontamente intervistato dall ' "Unità" per commentare il sacrilegio di avere definito terrorismo il terrorismo), la condanna degli attentati in Israele.
Qualcuno già aveva detto: "vedi che bravo Yassir..."
Ma sono bastate 24 ore agli informatissimi reporter dell'agenzia di stampa ebraica on line debka.com per scoprire che l'articolo in questione non era farina del sacco di Arafat, ma era stato anzi confezionato a cura della sua furbissima vice Hanan Hasrawi, di concerto con il segretario della Lega Araba Amr Moussa, e con (udite!udite!) il responsabile esecutivo della politica estera Ue Javier Solana.
Verrebbe da dire troppa grazia Sant'Antonio. Secondo debka.com inoltre, Arafat neppure avrebbe rivisto l'articolo benchè sapesse che era destinato alla pubblicazione sul New York Times. D'altronde, quando uno può permettersi nel proprio ufficio stampa e propaganda pezzi grossi come il segretario della Lega Araba e l'ex segretario generale della Nato può davvero dormire sonni tranquilli. Non altrettanto potrà dirsi forse per i cittadini israeliani che non devono certo attendersi una fine della violenza terroristica da un articolo confezionato solo per far fare bella figura ad Arafat alla vigilia del viaggio di Sharon negli Usa.